Continuano le interviste di Piccole Magazine a chi si considera schiavo e dedica la sua vita, o parte di essa, nella devozione assoluta a una persona ritenuta superiore. Il Bdsm è infatti un modo per sfogare le proprie pulsioni e l’estasi della sottomissione. Oggi lo schiavo Andrea Puntini, originario di Modena, ci racconta la sua storia.

Vita da schiavo: Andrea Puntini racconta la sua storiaBuongiorno Andrea, conosciamoci meglio.
Buongiorno, sono nato negli anni 70 da una famiglia molto per bene, un po’ bigotta e benestante. Ho un fratello maggiore diversissimo in tutto. Sono zio di due nipoti e sono sposato con una gradevolissima donna che sa del mio lato da slave.

Interessante, non sempre la compagna condivide questo genere di fantasie. Lei lo fa?
Come detto, lei sa ma con lei non si pratica perché è una cosa che tra di noi non è mai andata. Quindi i miei sogni in quella direzione li devo vivere con altre persone.

E non è gelosa?
Solo in parte. Nel senso che se io vado, per esempio, ad una serata Bdsm e mi metto a servire o leccare i piedi a qualcuna, non mi direbbe nulla, presente o meno alla scene o se ne venisse a conoscenza il giorno dopo.
Se invece io andassi a casa di un’altra per fare le stesse cose si incazzerebbe come una pantera. Anche se ci si fermasse al solo gioco e senza sesso.

Quindi lei accetta questo tuo aspetto solo se vissuto pubblicamente e non nel privato?
Esatto e questo per me è un grosso problema. A me piace, ovviamente, partecipare alle serate ma per vivere bene il gioco ed esprimermi preferisco di gran lunga il privato. E’ brutto da dire e non è di certo un vanto, ma ho avuto più soddisfazioni da slave in rapporti di amicizia o extra coniugali che con la morosa o moglie.

Vita da schiavo: Andrea Puntini racconta la sua storiaAndrea Puntini, tu sei nato schiavo o lo sei diventato con il tempo?
Secondo me non si nasce. Magari si può essere più o meno inclini ad esserlo ma dire che si nasce schiavi, anche se soft come sono io, che di sicuro non cerco eccessi o cose troppo forti, mi sembra eccessivo. Diciamo che ci si arriva piano piano scoprendo le cose e capendone l’emozione e il piacere che trasmettono.

Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?
Credo in tenera età, verso i 12/14 anni. Ricordo che mentre i miei amici e coetanei commentavano le foto di Playboy già con frasi del tipo “come me la farei / guarda che tette / vorrei averla ecc ecc”, io guardavo le stesse foto affascinato e pensavo “guarda che bella, come vorrei accarezzarla, toccarla parlarci, ammirarla”…quindi una bella differenza di visione! Poi, crescendo, ho iniziato ad avere preferenze verso parti del corpo della donna come le gambe ed i piedi, se con i tacchi.

Quindi tu hai la visione della donna bella e da ammirare, giusto?
Si, ma di certo non guardo ne ora, ne allora se una donna ha una quarta o è piatta. Insomma  io faccio il contrario, perchè mentre quasi tutti guardano solo le tette ed il culo pensando alla donna come oggetto da sfogo, io no.

Sei nato negli anni 70 e ai tempi non c’era tutta l’informazione di oggi. Come sei riuscito a dare sfogo al tuo modo di essere?
Si è sviluppato con il tempo con molta timidezza e vergogna, appunto perchè non c’era internet e le possibilità d’interagire con persone simili a me erano pochissime.

Ricordo che a 18/9 anni presi coraggio e con la morosina di turno, con la quale avevo una relazione anche sessuale normalissima, le chiesi se potevamo farlo con lei che teneva le autoreggenti e i tacchi a spillo. Mi fece una scenata esagerata, tipo “ma che discorsi fai, cosa sono ste cose ecc”. Manco le avessi chiesto di partecipare ad un orgia! Ci rimasi parecchio male perché se non potevo parlare e cercare di dare sfogo alle mie voglie, pur particolari, con la mia morosa, con chi mai avrei dovuto farlo?

Vita da schiavo: Andrea Puntini racconta la sua storiaCome hai fatto quindi a entrare nel mondo della D/s?
Tramite i giornali che uscivano in edicola tipo S/M Stories o Club o Contattiamoci: lì ho avuto i primi scambi di amicizia ed esperienze più mirati. Io detesto i rapporti mercenari, non li tollero e non fanno per me. Un conto è offrire una cena ad una ragazza per galanteria, che sia Padrona oppure no, un altro è che la stessa sia da Lei pretesa.

Ovviamente, ho fatto qualche tentativo con le morose normali ma ho sempre ricevuto risposte negativissime come fossi un pervertito. Poi crescendo e conoscendo persone anche tramite internet la musica è cambiata. Però sì, sono più le persone che lo fanno con lo scopo di un guadagno che quelle, come me, che lo fanno per passione, piacere ed in amicizia sia che ci sia sesso sia che poi non ci sia e ci si fermi al gioco.

Pensi che le feste Bdsm o comunque con aree play possano aiutare a fare nuovi interessanti incontri?
Assolutamente sì. Grazie al Decadence, ad esempio, ho conosciuto diverse persone con le quali interagire anche se non è una festa Bdsm ma ha un’area play ben gestita. Altrimenti ci sono altre serate più di settore, come il Regina Nera, ma sono un po’ troppo hard per me (sorride). Ognuno deve trovare la sua dimensione.

Quali sono le fantasie che ti eccitano, Andrea Puntini?
Tutte sono rivolte solo ed esclusivamente verso la donna vera biologica. Tra queste: Servire/Riverire/Supplicare/Ciotola/Avanzi/Collare/Guinzaglio/Pulizie domestiche/Tacchi/Piedi/qualche frustata/La cera/Mollettine ai capezzoli, cose così nulla di eccessivo o troppo cruento. Ho anche la fantasia di realizzare alcune foto che mi hanno colpito e che ho visto in giro in rete. Vorrei farle con io come soggetto sottomesso con una Mistress meritevole ai miei occhi, ma questa è una cosa che ancora non sono riuscito a fare purtroppo.

Ricordi il tuo primo incontro da sottomesso con una Mistress?
Lo ricordo bene, fu con una ragazza molto bella e fidanzata che riusciva a conquistarti completamente in un mix di “stronzaggine” e dolcezza e modo di fare da femmina. Ho un bellissimo ricordo di lei. Con lei ci fu anche sesso e ci si frequentò anche per un periodo. Peccato che dopo più di un anno dalla fine del nostro rapporto, mi ricontattò dicendomi che si era lasciata con il fidanzato storico, che faceva ancora la commessa ma che alla sera era diventata una professionista del settore e mi voleva rivedere solo a patto che la pagassi. Io rifiutai perchè per me queste cose esistono solo in amicizia o perché si sta insieme o perché si ha voglia di farlo, non dietro ad un compenso.

Che caratteristiche deve avere per te una vera Mistress?
Simpatia, un minimo di amicizia e di considerazione. Poi ognuno ha la sua vita, i suoi casini ma un minimo ci vuole. Non deve pensare di essere una Dea dell’Olimpo alla quale tutto è dovuto. Poi, non deve essere eccessivamente sadica, visto le mie evidenti doti da Slave scarso. Può avere la 38 o la 48 di vita che poco mi importa, non ho un tipo di estetica ideale, le donne possono affascinarti in tanti modi.

Quanto è importante l’autorità in una persona dominante?
E’ importante ma va mixata come solo una donna può fare. Sono tanti fattori messi insieme e miscelati che secondo me fanno la differenza. Al giorno d’oggi ci sono un sacco di esaltate che magari vogliono fare le Mistress per mettersi in mostra ma nella realtà non sanno neanche cosa stanno facendo.

Hai detto di essere uno schiavo “soft”. Cosa proprio non ti faresti mai fare?
Tutto quello che può essere cruento o troppo schifoso come lo scat, il sangue, gli aghi, le frustate forti a sangue…cose così. Il clinical non mi piace per niente, ad esempio.

Il tuo essere schiavo influisce in qualche modo nella tua vita quotidiana?
No, assolutamente. Faccio anche un lavoro che se hai un carattere debole non puoi farlo. Il mio essere slave lo vivo come una parentesi piacevolissima che si apre e si chiude a piacimento. Un conto sono questi sogni o fantasie o voglie, un altro è la vita di tutti i giorni.

Che consiglio daresti a chi magari sente di avere questa indole ma ha “paura” nel farla emergere?
Certamente direi di non tenerla dentro imbrigliata ma di farla uscire. Bisogna provare senza fretta e senza buttarsi a capofitto con la prima che si incontra. Questo mondo oggi offre tante possibilità in più di quelle che ho vissuto io inizialmente. Consiglierei di andare ad una serata Decadence e di iniziare con educazione su FB o su altri siti il più seri possibile a relazionarsi con Mistress serie, evitando come la peste le prese per i fondelli.

Grazie Andrea Puntini per esserti raccontato a noi con sincerità e senza filtri, a presto!

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