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Violenza a una trans a Ravenna. Arresti domiciliari e all’orizzonte violenza di gruppo.

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È accaduto a Ravenna. Un altro brutto episodio di aggressione e violenza ai danni di una transessuale fortunatamente senza sviluppi tragici. Un senegalese di ventuno anni è stato arrestato insieme al cugino minorenne, entrambi fermati nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre dai carabinieri della compagnia di Cervia per la tentata rapina e l’aggressione e violenza nei confronti di una transessuale avvenuta nei pressi dell’incrocio tra l’Adriatica e la via Ficocle a Ravenna. Lo notifica il giudice dell’udienza preliminare, Corrado Schiaretti, nell’ordinanza di convalida dell’arresto, assegnando al più grande i domiciliari, mentre per l’altro indagato minore, ancora sedicenne, deciderà per competenza la procura minorile di Bologna. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile dell’Arma aveva operato il loro intervento poco dopo la mezzanotte, in seguito alla segnalazione di una tentata rapina e una violenza sessuale ai danni di una transessuale sulla statale Adriatica che in quel luogo si stava prostituendo.

La ricostruzione dei fatti avvenuti è stata semplice, da una parte la deposizione della vittima, dall’altra grazie al racconto di un automobilista che aveva tentato di inseguire i due rapinatori prima che venissero fermati e arrestati dai carabinieri: l’automobilista aveva notato l’accaduto e che i due avevano tentato di allontanarsi e che spingevano un motorino mal funzionante che però non aveva consentito loro la repentina fuga. La transessuale era stata avvicinata dai due giovani che avevano finto di contrattare delle prestazioni sessuali, poi avevano strappato la gonna e le calze alla trans, l’avevano insistentemente palpeggiata e baciata sul collo e con la violenza avevano costretto la prostituta a un rapporto sessuale, mentre uno dei due dopo averla afferrata da dietro la teneva immobilizzata. L’altro uomo aveva poi tentato di impossessarsi della borsa, minacciando la transessuale con più frasi intimidatorie tra cui: “dammi la borsa. Se non mi dai la borsa ti ammazzo, qua non si lavora più”. La pronta reazione della transessuale era riuscita però a metterli in fuga. Aveva estratto dalla borsa una bomboletta di spray urticante e l’aveva dello spruzzato in faccia all’aggressore. Dalle indagini successive dei carabinieri è emerso che i due cugini senegalesi, nella stessa sera e meno di un’ora prima, avevano già perpetrato un altro tentativo di rapina ai danni di un’altra transessuale e uno dei due in quell’occasione era armato di cacciavite.

Il più grande dei due, di cui ha preso le difese l’avvocato Massimo Martini, si è avvalso della facoltà di non rispondere. A suo carico è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, in ragione di quello che viene valutato dal giudice come un “concreto pericolo di reiterazione del reato” alla luce dei fatti accaduti.

Il giudice ha potuto rilevare una ulteriore aggravante nella ricostruzione degli episodi accaduti, quella di aver commesso i fatti in più persone riunite, tanto da profilare la violenza di gruppo. Il comportamento dell’arrestato maggiorenne inoltre viene definito “seriale” e “desta particolare allarme la scelta delle vittime”, vale a dire “soggetti particolarmente esposti e indifesi”.

numa