Universitrans è il nuovo sito, creato Antonia Caruso, Beatrice Starace e Tullia Russo che mappa tutti gli atenei italiani pubblici che tutelano student* trans, offrendo la Carriera Alias. Fornisce informazioni e sensibilizza rispetto alle tematiche e problematiche trans all’interno del mondo accademico italiano, ed è rivolto a tutti coloro che durante il loro percorso di studi hanno deciso d’intraprendere anche il percorso di transizione di genere.
Dalle ricerche di Universitrans emerge che gli atenei pubblici italiani che consentono la Carriera Alias ai propri studenti sono solo 32 su 68, tra cui Bologna e Verona. Invece, le università che offrono altri tipi di tutele, come per esempio la possibilità di avere il doppio libretto, sono solamente 6. Una delle ultime università italiane che ha introdotto la Carriera Alias il 24 aprile 2018 è l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Ma che cos’è esattamente la Carriera Alias?
Si tratta di un’identità provvisoria e temporanea (a beneficio sia degli studenti, sia dei professori o del personale trans) che sostituisce il nome di nascita con quello adottato, almeno fino all’ufficiale rettifica anagrafica per le persone che cambiano sesso.
Serve perchè esse siano riconosciute nella loro identità, con un libretto che riporta un nome confacente all’identità di genere scelta.
La necessità della Carriera Alias è nata da una lacuna giuridica presente nel nostro ordinamento che consente di cambiare i propri dati anagrafici solamente dopo essere passati per la riassegnazione chirurgica del sesso.
Ciò significa che il cambiamento del nome avviene alla fine di tutto il percorso di transizione è può variare dall’
1 ai 3 anni di attesa. “Questo tempo è troppo lungo, da inibire la decisione di un giovane di iscriversi all’università o di continuare gli studi” – spiega Tullia Russo, ricercatrice – “il sito offre anche informazioni per ogni ateneo, aiuta a districarsi nelle pratiche amministrative per garantire il diritto allo studio a tutti e tutte. A Bologna è in corso anche un progetto sulle biblioteche civiche per garantire tutela negli accessi ai transgender”.
“L’identità trans deve arrivare oltre i generi anche a livello burocratico“, spiega l’attivista Antonia Caruso “il problema per chi è trans è che si dà più importanza a quello che c’è scritto sui documenti che alle persone“.

Universitrans mappa atenei studenti trans

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