Il gruppo di tre amici prese posto nel pub dove erano soliti riunirsi per festeggiare feste e avvenimenti importanti. Quella era la Festa di San Patrizio, impossibile mancare l’evento!
Ciao ragazzi! Lascio i menù e posso portarvi qualcosa da bere?“. A porre la domanda era una cameriera californiana che indossava la divisa personalizzata per la serata: una polo verde e una minigonna a balze che esaltava la lunghezza delle sue liscissime gambe. I tre ragazzi al tavolo non poterono restare estasiati dal difetto della polo sul petto della cameriera, troppo sporgente per essere contenuto in così poco tessuto. La baraonda di pensieri fu troncata dall’arrivo di Marco che nel frattempo aveva trovato un posto in cui parcheggiare l’auto.

Una profonda festa di San Patrizio - Storia EroticaWow! E tu chi sei? Sei nuova?“, chiese il ragazzo appena arrivato rivolgendosi alla cameriera.
Sì! Sono Alexis e stasera vi coccolerò io!“.
La frase della ragazza fu seguita da un urlo di gioia dei quattro amici.
Dopo aver preso la comanda, la cameriera si allontanò salutando i ragazzi con l’occhiolino.
Eccomi ragazzi! Vi lascio le vostre bionde preferite”, disse Alexis poggiando il vassoio con quattro birre ben spillate.
A proposito di bionde preferite, perché non ti fermi anche tu con noi?“, propose Aldo provocando l’ilarità di Alexis.
Tesoro, mi piacerebbe molto ma vedi quanti tavoli ho da servire?“, e indicò il resto della sala immersa nel brusio dei clienti. “Però, per non lasciarvi soli, posso consigliarvi il tavolo delle mie migliori amiche”.

Con la mano, Alexis salutò una delle ragazze che in quel momento la stava guardando. Pelle eburnea, labbra turgide e incandescenti, capelli di un nero corvino che scendevano morbidi lungo le spalle lasciate scoperte da un abito sexy.
Per la seconda volta quella sera, i quattro amici restarono imbambolati e senza parole.
L’eccitazione aumentò ancora di più quando le tre ragazze si alzarono dal loro tavolo e si diressero verso quello della combriccola di amici bolognesi e, dopo aver scambiato qualche saluto veloce si accomodarono insieme ad Aldo, Piero, Angelo e Marco.

Una di loro, Elisabeth, cercando di farsi spazio sulla panca, approfittò per infilare la mano tra le gambe di Piero, che rimase piacevolmente congelato da quella palpata senza però dar modo agli altri di capire cosa stesse succedendo.
La mano della ragazza strusciava sull’interno coscia e saliva gradualmente. Mentre al tavolo si chiacchierava in un clima sereno e felice, Elisabeth afferrò il cazzo barzotto del ragazzo, sul cui volto si disegnò un’espressione di piacere e tensione.

Più la mano di lei si muoveva con intensità, più Piero si sentiva duro. Lui cercò di fermarla ma lei, ostinata, decise di abbassargli la zip, infilarci la mano dentro e tirare fuori il bel membro ormai pienamente svettante.
Ragazzi, siete troppo divertenti“, disse Mikaela, “ora però mi serve uno specchio perché devo rifarmi il trucco. Qualcuno ha voglia di venire con me?”

Una profonda festa di San Patrizio - Storia EroticaA parte Piero, in preda a una sega lenta, delicata ma profonda, il resto del gruppo si offrì volontario ma la ragazza aveva già messo gli occhi su Aldo.
“Dai fammi compagnia“, gli chiese, “ci metto un attimo a rinfrescarmi”. I due si alzarono dal tavolo e, passando davanti al lato di Elisabeth, Mikaela le lanciò il suo scaldacuore, che la ragazza utilizzò per celare il membro duro e umido di Piero.
Il corpo di Piero iniziò a essere percorso da vibrazioni irrefrenabili, sentiva la cappella andare a fuoco sotto i colpi della mano avvolgente di Elisabeth che, avvicinandosi all’orecchio del ragazzo, disse “immagina che il tuo bel cazzo stia dentro la mia fica…“. A quelle parole, Piero perse il controllo, poggiò la testa sullo schienale della panca e iniziò a gemere emettendo possenti schizzi sotto il giacchino poggiato sul suo uccello.

Nel frattempo, nella toilette delle donne, Mikaela e Aldo si erano chiusi in un bagno. Aprendo la borsetta per prendere la palette di trucchi, il ragazzo era riuscito a intravedere anche un oggetto lungo e rosato. Aveva le sembianze di un fallo. Incuriosito, aveva chiesto alla ragazza cosa fosse e perché lo portasse nella borsa.
Ops! Che imbarazzo!“, e arrossendo in volto, Mikaela estrasse il vibratore dalla borsa. “L’ho acquistato tempo fa dal mio sexy shop online preferito, non posso farne a meno”.

Ancora più in preda a una eccitante curiosità, Aldo chiese: “Mi stai forse dicendo che lo usi anche in posti pubblici?“.
La ragazza, senza perdere altro tempo, si tolse il vestitino che indossava e rimase solo con una lingerie sexy, abbassò il copri water e si posizionò a cavalcioni su di esso, impugnando quello che, tra i suoi sex toys preferiti, era in grado di mandarla in visibilio. Mentre si lavorava il clitoride con quel cazzo vibrante, lei chiese ad Aldo di inginocchiarsi e leccarle la fica.

In sala intanto, al tavolo dei ragazzi, si continuava a ridere e mandare giù della buona birra fredda. A un certo punto, giunse Alexis con un vassoio pieno di hamburger ma, prima di poterlo poggiare sul tavolo, scivolò, versando sulla camicia di Marco il contenuto delle salse.
“Oddio perdonami! Non so come sia potuto accadere”, disse subito Alexis chiedendo scusa – “Vieni con me,abbiamo tutto l’occorrente in uno stanzino sul retro”.
Giunti nella stanza, Alexis disse che la usava come spogliatoio.
Oh guarda che danno ti ho combinato!“, disse Alexis iniziando ad applicare il prodotto sulla camicia.
“In effetti mi è andata a finire ovunque, anche nelle mutande, fece notare Marco che, appena finì di dirlo, sentì che la mano di Alexis stendeva il prodotto proprio in corrispondenza del suo pacco.

Una profonda festa di San Patrizio - Storia EroticaNo aspetta, che fai, era un modo di dire!”, ma mentre Marco pronunciava questa frase, notò che i capezzoli della ragazza si erano palesati al di sotto della polo. Sotto lo stimolo della frizione proprio in mezzo alle gambe, il ragazzo approfittò per allungare la mano tra le cosce di Alexis e fu lì che sentì qualcosa che non avrebbe mai voluto sentire.
Sei una trans?”, chiese il ragazzo quasi in tono intimidatorio. Prima che potesse fare qualsiasi altra cosa, Marco si ritrovò bloccato contro uno scaffale e con un paio di manette che gli cingevano i polsi.

Impegnato a tentare di liberarsi da quella sorta di arresto improvvisato, il ragazzo non si rese conto che Alexis si era giù inginocchiata. Dovette soltanto abbassargli i pantaloni e prendere il cazzo in bocca per far calmare il ragazzo che iniziò a sentire una lingua calda lavorare dalle palle alla cappella. In men che non si dica, il suo cazzo diventò di marmo. A quel punto, lei si fermò, si alzò e si mise a rimirare quella bestia enorme.

“Cos’è, non hai mai visto un vero cazzone?”, chiese Marco in preda a una voglia inarrestabile.
Oh amore! Certo che ne ho visti, stavo solo assaporando l’attesa“, rispose Alexis che, con un lubrificante in mano, andava spalmando tutto l’uccello per renderlo più prendibile.
Si mise di spalle a Marco, lo afferrò dalla verga e se lo spinse di botto nel culo. Il ragazzo ebbe una scossa di piacere intensa, soprattutto ascoltando l’urlo di Alexis che, nonostante si stesse facendo sfondare il buco, sembrava desiderosa di prenderlo tutto.

Mentre Aldo e Mikaela stavano beatamente fottendo nel bagno, e altrettanto facevano Marco e Alexis, al tavolo erano rimasti Piero, svuotato e quasi mezzo addormentato, e Angelo, attorniato da Elisabeth e Roxana.
Che ne dite se ci scambiamo i numeri di telefono? Visto che state a Bologna sarebbe carino se ogni tanto ci rivedessimo”, disse Angelo.
“Eh, ma che noia i numeri di telefono! Esistono mezzi più divertenti per restare in contatto, non credi?“, rispose Roxana con un piglio tra il piccante e il voglioso.
“Cosa proponi?“, chiese il ragazzo incuriosito. Lei prese il suo smartphone, sbloccò il display e gli indicò l’icona di una sexy community… “Ecco, qui puoi parlare con noi, tutte noi, contemporaneamente. Bella scoperta, no?”.