Mi chiamo Isabella e sono una ragazza di 32 anni e per una volta sono stata la Befana più desiderata d’Italia.
Sono single, gestisco un negozio di abbigliamento da uomo e donna, e il tempo libero lo divido tra la palestra, uscire con le amiche e qualche attività nel sociale.
La sera dell’Epifania avevo ricevuto l’invito da parte di un’associazione di comparire come “Befana” e fare visita a domicilio per portare carbone e dolcetti a chi ne avesse fatto richiesta.
Fui molto lieta fin da subito di farlo, seppur quella sera dovessi uscire con amiche per andare in qualche locale.
Mi venne subito un lampo di genio, che consisteva nell’indossare ovviamente un bellissima lingerie al di sotto del vestito da Befana che avrei dovuto indossare in modo che, una volta terminate le visite a domicilio, mi sarebbe bastato semplicemente fare cambio con i vestiti che mi sarei portata dietro per l’uscita con le amiche.
La lingerie è un obbligo in certe occasioni.
Fu così che il mattino stesso ricevetti la visita in negozio del presidente dell’associazione che mi disse, fortunatamente visto il maltempo, che avrei dovuto fare visita a domicilio di tre abitazioni, e dicendo questo mi mostrò chi fossero i partecipanti e quanto numerosa fosse la presenza di bambini a cui portare carbone e dolcetti.
Curiosamente, notai che la maggior parte erano clienti del mio negozio, in particolare due uomini sposati, due amici inseparabili, famosi in paese per essere dei marpioni e dai quali ricevevo spesso alcune avances in negozio.
Se solo non fossero stati sposati, quanta attenzione avrei dedicato ai loro corpi…!
Certo che come “Befana” mi veniva un pochino da ridere: una befana alta 1,72, con una quinta di seno, un culo scolpito dal fitness, capelli lunghi, biondi e ondulati e praticamente single.
Una befana così non si era mai vista!
A fine giornata abbassai le serrande in negozio e mi preparai per indossare i panni della Befana.
Andai nel camerino, sistemai in una borsa il vestito e le scarpe col tacco per lasciarle in macchina, indossai un bellissimo reggiseno nero in pizzo coordinato con perizoma nero in pizzo, giarrettiere e calze autoreggenti.

Mi guardai allo specchio e…mamma mia…ero una favola di donna e speravo di poter fare incontri quella notte stessa.
Infine, indossai sopra il vestito da Befana. Quello vero.
Consisteva in una bella gonna larga piena di toppe che avevo trovato nell’armadio della nonna e che al caso tornava sempre utile; due maglioni grossi di lana, uno grigio e uno marrone, uno scarpone marrone, le scarpe rotte (si sa che la befana viene di notte con “le scarpe tutte rotte”) e ultimo tocco… la maschera della Befana che mi rendeva praticamente irriconoscibile.
Se solo avessero saputo che donna ci fosse stata lì sotto.
Chiusi il negozio ed entrai in macchina, ovvimante senza la maschera, avviandomi per la prima destinazione.
Una volta giunta a destinazione mi misi la maschera, suonai al campanello e, una volta aperta la porta, sentii il calore casalingo dei partecipanti e le grida dei bambini che correvano via mentra io ulravo: “Siete stati bravi quest’anno?? Io non sono Babbo Natale…sono qui per portare anche il carbone!“.
Le risate e la bella allegria mi coinvolse e cominciai a chiedere ai genitori chi si fosse comportato bene, distribuendo carbone e dolcetti: in modo equo, ovviamente.
Tutto si cloncluse con le risate generali e qualche pianto da parte di qualche bambino spaventato dalla befana.
A quel punto salutai, recandomi alla seconda destinazione.
Fu praticamente una replica della prima, seppur la quantità di persone fosse più notevole ma riusciii a gestire al meglio il tutto.
Mi stavo prorpio divertendo: bellissima la serata, risate a non finire, ovviamente selfie compresi, e tutto scorreva liscio.
A dire il vero con la testa ero proiettata già al dopo sera, quando mi sarei trovata elegante con le amiche con la speranza di poter passare una notte di fuoco.
Con questo pensiero giunsi alla terza destinazione.
Era l’abitazione di uno dei due uomini sposati, dai quali ricevevo continue avances.
Entrai e l’aria era ancor più di festa e li vidi bellissimi come sempre.
Mi misi seduta e a turno chiesi “Chi si merita il carbone e chi i dolci?“, li attesi uno ad uno, per poter donare la calza e fare una foto con loro.
I bambini si divertivano e tutti festeggiavano e scattvanao foto.
L’atmosfera era bellissima.

Quando finii di distribuire i doni e mi misi a chiaccheierare con i genitori, notai che i due vennero subito vicino a me, chiedendomi:
Ma che bella voce che ha la Befana…mi sembra pure di riconoscerla!
Il suo amico gli diede corda, seguendolo a ruota:
“Secondo me è perfino molto affascinante, sempre se si tratta della stessa donna di cui parliamo…
Sul momento io mi voltai e dissi:
Signori, volete il carbone?”
Da te potremmo prendere tutto quello che ci offri!”
Siete due marpioni!” dissi ridendo e chiedendo se potessi avere un bicchiere di prosecco.
Per berlo, dovetti andare in bagno per togliermi la maschera e loro mi seguirono, scoprendo ovviamente quello che gia sapevano, ovvero chi si nascondesse sotto la maschera e cominciando a riempirmi di complimenti.
Ma le vostre mogli non dicono nulla a riguardo?
A dire il vero sono già uscite con i bambini. In teoria ci aspettano al ristorante perchè stasera dovremmo cenare tutti fuori.”
“E invece?”
“Beh..in presenza di una befana del genere, preferiamo rimanere e fare qualche brindisi in più!”.
Ero in caccia quella sera e mi trovavo solo in compagnia di loro due.
Chiesi loro se avessi potuto andare a prendere le mie cose in modo da potermi cambiare e poter essere pronta per avvisare le amiche a passarmi a prendere.
Loro andarono ad aprire un’altra bottiglia di prosecco ed io recuperai la mia borsa con le scarpe dalla macchina e tornai in bagno.
Me li ritrovai sulla soglia della porta:
E voi? cosa avete intenzione di fare?”
“Di fare un altro brindisi con questa bellissima Befana e sapere se ci ha portato in dono qualcosa anche per noi”
“Se ci fossero doni per voi, si tratterebbe solo di carbone”.
“A dire il vero ti abbiamo sempre fatto complimenti in negozio…qualche dolcetto potremmo pure meritarcelo.”
Così dicendo, facemmo il brindisi insieme e l’idea di ritrovarmi con loro in una casa, da sola e la voglia che avevo, mi aveva già scatenanto gli ormoni.
Decisi di stuzzicarli.
OK” – dissi – “un piccolo dolcetto ve lo posso anche concedere”.
Mi tolsi le scarpe da Befana, la sciarpa marrone, i due maglioni di lana grossa e per ultima la gonna della nonna.

Mi presentai davanti a loro completamente in intimo e li vidi rimanere esterefatti.
Ora ero io a volere qualcosa di dolce da loro.
Entrate” dissi, mentre mi sedevo sul water.
Cominciarono a spogliarsi e mi ritrovai il primo davanti a me con il membro già fuori e duro.
L’altezza era perfetta, quindi non feci altro che cominciare a dargli piacere nel modo che ogni uomo preferisce.
Lo sentivo gemere, mentre l’altro era intento a masturbarsi al suo fianco.
Poverino, io ne avevo per tutti e due.
Lo presi per il membro tirandolo verso di me e dedicando la mia bocca al loro servizio, gustandomeli e scambiandoli di volta in volta.
Non ne potevo più..avevo bisogno di sfogarmi!
Mi alzai e mi appoggia al lavandino.
Il primo mi scostò di lato il perizoma per leccarmela mentre con una mano masturbavo il membro durissimo del suo amico.
Scesi dal lavandino e ne feci sdraiare uno per terra, salendoci sopra.
Mentre facevo scorrere il suo pene dentro di me, mi occupavo con la bocca di quello dell’amico.
Non mi bastava.
Io sono la befana e decido io chi fa cosa.
Mi sfilai e mi puntellai il suo pene nel culo e feci cenno all’altro di entrare davanti.
Un secondo dopo ero piena di loro e del loro piacere.
Erano talmente presi che i loro gemiti risuonavano nell’abitazione.
Io non mi ero mai sentita così appagata e riempita da due membri così vogliosi e che sentivo pulsare dentro di me.
Mi feci scopare per tutto il tempo che volevano, raggiungendo due orgasmi, fino a quando sentii che loro stavano per venire insieme.
A quel punto mi preparai e mi misi in ginocchio davanti a loro, mentre loro si masturbavano davanti al mio viso e io attendevo il loro succo a bocca spalancata.
Succo che non tardò molto ad arrivare , riempendomi la bocca e la gola e che mi guarsati fino all’ultima goccia.
Una volta ricomposti, mi lavai e indossai i vestiti che mi ero portata dietro.
Mentre loro cominciarono di nuovo a farmi complimenti per la bellezza, mi girai e dissi andandomene:
Ci vediamo il prossimo anno. Vedete di fare i bravi, altrimenti il prossimo anno niente dolcetto”.
Loro scoppiarono in una risata.
Chiamai le amiche avvisandole che mi ero liberata.
Mentre le raggiungevo, la filastrocca sulla Befana mi ronzava in testa.
Io non feci altro che canticchiarla usando parole differenti:
La Befana vien di notte con le voglia, chi la fotte? Tira fuori la banana, fotti, fotti la Befana“.