Sono ormai giunto a quell’età in cui gli amici iniziano a sposarsi e i matrimoni a susseguirsi, quasi senza sosta. Non essendo per niente un tipo da festa, il più delle volte, a ogni invito che mi viene recapitato, reagisco con un mix di esasperazione e rassegnazione. Quest’ultima cerimonia, alla quale ho partecipato il mese scorso, potrebbe però avermi fatto cambiare idea a riguardo…
Al matrimonio di Davide ed Elisa, infatti, ebbi modo di divertirmi come mai avevo fatto. Tutto grazie a Monica, la sorella transessuale della sposa, che per l’occasione le faceva da testimone.
Anche se conoscevo bene la sua storia e il suo passato, essendo la nostra una cittadina provinciale e particolarmente propensa al pettegolezzo, la prima volta che la vidi rimasi di sasso. Era davvero bella ed aggraziata in quel suo vestito chiaro che le metteva in risalto le splendide forme.

Un matrimonio...piccante - Storia Erotica
Durante la cerimonia, che si svolse nel giardino della lussuosa villa scelta per il fatidico giorno, non riuscii a toglierle gli occhi di dosso. Ero colpito da quella creatura, che aveva nel frattempo notato le mie attenzioni. Dal fianco della sposa, durante tutto l’arco della funzione mi lanciò delle occhiatine maliziose e divertite che mi mandarono nel pallone più volte.

Dopo il consueto lancio del riso, decisi di prendermi qualche minuto da solo per sbollire. Andai quindi nella parte più rigogliosa del parco per fumarmi una sigaretta in santa pace. Dopo aver trovato una panchina appartata, feci appena in tempo a tirare due boccate che sentii un fruscio alle mie spalle. Era Monica che, avendomi visto allontanare, mi aveva seguito.
Mi chiese una sigaretta e, senza esitazioni, mi disse che mi aveva notato che la guardavo e che il mio imbarazzo e i miei modi goffi ma teneri l’avevano molto incuriosita. Si sentiva lusingata: confessò che quel giorno aveva voglia di divertirsi senza freni. Dopo uno sguardo che non lasciava spazio a dubbi, passò dalle parole ai fatti e prese a baciarmi mentre scendeva con la mano verso la mia patta.

Rimasto interdetto, la lasciai fare e, quando estrasse il mio membro, già durissimo, e iniziò a lavorarlo con dolcezza, non potevo credere ai miei occhi. D’un tratto, estrasse dalla borsetta una piccola confezione di lubrificante, a dimostrazione che quel giorno era a caccia. Io ero una delle prede designate e, versandomene un paio di gocce sull’asta, riprese il massaggio sensuale, ora più fluido ed eccitante che mai.
Mentre continuava a masturbarmi, con la mano libera mi liberò lo scroto e prese a massaggiarmelo, mandandomi in estasi. Un attimo prima di raggiungere l’orgasmo, con estrema crudeltà, Monica si fermò di colpo. Si alzò e si diresse verso gli altri invitati, non prima di avermi rivolto un’ultima stuzzicante occhiata. Mi mostrò anche, un attimo prima di sparire tra la vegetazione, il suo perizoma sexy, sollevandosi il vestito quel tanto che basta da lasciarmi intravedere un sedere tondo, tornito e sodissimo. Ancora non sapevo però che quello era solo un assaggio e che il bello doveva ancora venire.

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Qualche minuto dopo di lei, mi unii anche io al resto degli invitati. Ero divertito e leggermente frustrato di essere stato interrotto proprio sul più bello.
Iniziò il banchetto nuziale e resi posto accanto a Valerio, il mio amico di sempre, nonché testimone di Davide. Durante il pranzo nel fastoso salone di rappresentanza, in cui i bicchieri di vino si susseguivano senza sosta, più volte mi ritrovai a cercare con lo sguardo Monica. Dopo che l’ebbi scovata qualche tavolo più in là, mi accorsi con stupore che stava flirtando a distanza proprio con Valerio. Evidentemente aveva ancora voglia di giocare tanto che, rientrato dopo essermi fumato l’ennesima sigaretta, nel ben mezzo del pasto i due testimoni erano scomparsi.

Mi avventurai, così, nelle stanze del piano superiore, dove i novelli sposi avrebbero trascorso la prima notte di nozze, con l’intenzione di sorprenderli e dirgliene quattro. Non ci misi molto a capire dove si erano appartati, con una gran faccia tosta. Sentivo, infatti, dei gemiti soffocati proprio della stanza nuziale, che sarebbe dovuta rimanere esclusiva di Davide ed Elisa! Spalancai di scatto la porta e mi ritrovai davanti una scena che mi lasciò di stucco: oltre e Monica e Valerio, con la bella trans che stava facendo un appassionato lavoro di bocca al mio amico, vidi il letto disseminato di vibratori di diverse misure e di un plug anale. Ancora adesso mi chiedo se appartenessero agli sposi, in previsione della loro prima notte dopo il matrimonio, o alla testimone.


Vedendosi scoperti, i due non fecero una piega, anzi, con ampi gesti mi dissero di entrare e di chiudere, questa volta a chiave, la porta. Sarà stato l’alcol, sarà il fatto che prima avevo lasciato il lavoro a metà, fatto sta che cambiai repentinamente le mie intenzioni e feci come dicevano.
Mi sono sempre considerato un ragazzo abbastanza riservato e con un minimo di pudore. Quando invece Monica mi slacciò i pantaloni e mi tolse la camicia, facendomi rimanere nudo, in erezione e di fronte a Valerio, non provai il minimo imbarazzo. Così come mi sembrò la cosa più naturale del mondo quando, accostati il mio membro e quello del mio amico, entrambi stesi sul letto, la splendida trans riprese da dove l’avevo interrotta.

Fece abilmente spola da una verga all’altra con la lingua. Dopo qualche minuto, Valerio si alzò e, con Monica ancora carponi, fece scivolare il suo pene nel culo della sorella della sposa, con dolcezza. Lei intanto continuava a concentrarsi su di me, con le sue labbra che percorrevano lentamente l’asta, dalla base fino alla punta della cappella, che pulsava di desiderio.

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I suoi seni, piccoli e sodissimi, si muovevano sotto i colpi del testimone e, quando Monica ci mise in mezzo il mio membro, si rivelarono morbidi e caldi, deliziosi strumenti di piacere. La trans era visibilmente eccitata e intravidi dall’intimo il suo bastone spuntare. Era larghissimo oltre che molto lungo. Quando Monica prese a toccarsi con lentezza, mi staccai da lei e, chinandomi, iniziai a masturbarla, ricambiando il favore di prima. Mi prodigai nel frattempo in un bacio profondo e appassionato, il tutto mentre Valerio non smetteva un attimo di scoparla da dietro.
Alla trans piaceva da morire stare al centro di questo ménage. Quando infatti il mio amico si sfilò il condom e prese la testa della testimone fra le mani, spingendosela dolcemente verso la sua verga, non indugiai e la feci coricare di schiena, con lei che si lasciava docilmente fare di tutto.

Sempre continuando a toccarla, iniziai a penetrarla senza freni, spingendo con forza il mio membro dentro di lei. Lei intanto, a gambe spalancate, si concentrava con la lingua su Valerio, anche lui ormai all’apice.
Nel giro di pochi minuti, Monica venne in maniera straripante, coprendosi la pancia e i seni del suo stesso liquido. A quella vista, anche io e Valerio raggiungemmo un orgasmo fortissimo, lui dentro la sua bocca, mentre io contribuii a bagnarle la zona attorno all’ombelico. La sorellina di Elisa, coperta di sperma e tutta soddisfatta, andò in bagno a pulirsi, lasciandoci soli, accaldati ma felici, a scambiarci divertiti sguardi d’intesa.

Scendemmo separatamente, per non destare sospetti. Il tutto non era durato più di una ventina di minuti, per cui tutto filò liscio e quando, a sera inoltrata, si passò ai saluti finali, al momento di congedarmi da Monica riuscii a passarle di nascosto il mio biglietto da visita. Insomma nel caso avesse avuto ancora voglia di divertirsi un po’! E’ già passato un mese, ma non c’è giorno in cui non speri di incontrarla di nuovo. Le sensazioni che ho provato in quella camera sono state troppo intense perché rimangano isolate e senza un seguito…

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