Quando il mio fraterno amico Piero mi parlò delle sue esperienze relative ad un’avventura vissuta a Venezia durante l’ultimo Carnevale, la mia curiosità raggiunse il massimo livello.
Piero mi disse che sarebbe tornato anche quest’anno e che se avessi voluto, mi avrebbe portato con se.
Detto fatto: riservate due stanze in un hotel centrale siamo partiti con un comodo treno che ci avrebbe lasciato alla stazione di Santa Lucia.

Un Carnevale tutto da godereIl periodo festoso era evidente grazie a centinaia di turisti e residenti che giravano tra le calli in maschera e che spesso suscitavano una sincera ammirazione.
Piero era riuscito ad ottenere l’invito per una esclusiva festa che si sarebbe tenuta la sera stessa di martedì grasso presso una lussuosa casa nobiliare.
L’invito, un cartoncino nero opaco, riportava in lettere color oro in rilievo la scritta ‘adult only’ e sotto la stessa un piccolo logo dorato costituito dai simboli di Marte e di Venere incrociati tra loro.

Con poca fantasia mi ero portato una divisa da pompiere che avevo rimediato all’ultimo momento.
Giunta l’ora, con Piero vestito da guerriero raggiungemmo l’austero palazzo settecentesco dove all’ingresso si trovavano almeno tre portieri (anche loro mascherati da valletti incipriati) che controllavano gli inviti degli ospiti che, proprio per l’accuratezza della selezione, avevano originato una piccola fila.
Arrivato il nostro turno Piero esibì il cartoncino che fu preso da uno dei controllori che in cambio andò ad infilargli al polso uno strano bracciale nero; operazione che fu ripetuta anche nei miei riguardi.

Salita l’imponente scalinata popolata da costumi di ogni foggia, mi trovai immerso in un grande salone delle feste tutto stucchi e specchi dove, solo da un lato, era apparecchiato un lunghissimo tavolo dove sopra erano deposte pietanze di tutti i tipi, frutta e tanti secchielli con ghiaccio con relative bottiglie di vino.
Una musica molto delicata ci aveva accompagnato sin dall’atrio e non appariva invasiva ma dava modo di parlare senza difficoltà.
Dopo il salone si apriva un buio corridoio che era il percorso che immetteva in tante piccole sale a tema: c’era quella dove si trovava un bar d’atmosfera, dove un elegante pianista stava suonando melodie romantiche; ce n’era un’altra illuminata da luci stroboscopiche dove c’erano alcune coppie intente a ballare musica da discoteca; c’era un’altra stanza dove l’unico elemento visibile era un grande letto rotondo e altri spazi ancora.

Piero si era eclissato tra la gente lasciandomi solo nel vivere quella strana dimensione che ancora non decifravo.
Mi misi ad osservare gli invitati e non potevo fare a meno di notare bellissime donne, alcune giovanissime ed altre più mature, tutte elegantemente mascherate ma anche uomini sicuramente molto ricchi che le accompagnavano.
Non passava inosservato anche qualche gay presente e forse, un paio di esotiche trans che indossavano i tipici costumi del carnevale di Rio.
Guardai l’orologio: era quasi la mezzanotte e la gente pareva vivacchiare in attesa di un qualcosa di indefinito, ingannando il tempo bevendo bollicine e degustando qualcosa tanto per riempire lo stomaco.
Quasi annoiato, stavo pensando che forse avrei fatto meglio ad uscire per strada per confondermi con la folla festante quando decisi di fare un altro giro in quel lungo corridoio semibuio.

Neppure entrai che vidi un elegante signore seduto comodamente con i pantaloni abbassati al polpaccio e con l’uccello ben dritto che una signora stava signorilmente spompinando.
Mi resi subito conto di quanto sarebbe avvenuto da lì a poco e così fu.
Continuai a percorrere quel dedalo sinuoso e, fregandomene sia dell’angolo piano bar che di quello dedicato alla disco, raggiunsi la sala dov’era collocato il letto rotondo.
Dovetti farmi spazio tra gli spettatori che si accalcavano formando un circolo per assistere a quanto stava succedendo su quel letto non più vuoto ma popolato di persone.
Al centro si trovava una donna oramai quasi nuda del tutto che si stava facendo penetrare da uno degli esotici trans che aveva una verga impossibile da credere vera mentre, contemporaneamente, aveva un uccello che le stava scopando la bocca.
Ad uno dei due lati della tizia si trovava un uomo (il marito?) che si stava masturbando vedendo la donna presa tra due fuochi mentre, dall’altra parte, un uomo stava leccando una ragazza che a sua volta si deliziava con un grosso uccello dentro la sua bocca.
Cambiai prospettiva e vidi degli uomini che si masturbavano davanti a questa scena mentre ce n’erano altri che attendevano pazientemente il loro turno per gettarsi a capofitto sul letto per fare sesso con le due belle sconosciute.
I miei stimoli si fecero ben presto presenti e la voglia di godere aveva incominciato a percorrere la mia mente.

Al mio fianco era sopraggiunta una bella Milf che, notando il mio bozzo, infilò senza alcuna remora la sua mano all’interno dei pantaloni che indossavo per accarezzarmi l’uccello.
Nel frattempo sul letto erano apparsi dei sex toys come vibratori di ogni tipo ma anche un paio di fruste portate da una donna vestita da Mistress che, forse, padrona lo era davvero dal momento che incominciò a usarne una avendo come obiettivo il culo di un uomo che gemeva per il piacere di provare dolore.

Un Carnevale tutto da godereAlcune donne che erano comodamente accovacciate su di un divano, avevano estratto i loro vibratori che si stavano infilando a vicenda scambiandosi baci saffici.
Nel mentre, la mia occasionale partner mi aveva portato via di qualche metro e si era appoggiata alla parete, aprendo la sua gonna sul davanti e mostrando un paio di autoreggenti da paura.

Fu facile entrare in lei già abbondantemente bagnata dal desiderio e da qualche orgasmo raggiunto in precedenza.
Con una certa accuratezza le presi una coscia che tenni con la mia mano per favorire la mia penetrazione e tutto intento a compiere il mio dovere di maschio non mi resi conto che alle mie spalle si era manifestato una delle esotiche trans.
Fu il suo profumo ad avvisarmi della sua presenza e, abbassato lo sguardo, vidi il mostro che aveva in mezzo alle gambe.
Il seno perfetto, il bellissimo e dolcissimo volto, l’aria da puttana che emanava, mi fecero venire dentro alla mia dama mentre l’uccello nero strofinava il mio culo nudo come se volesse aprirlo in due.
Per evitare di correre quel rischio, nonostante l’alcool trangugiato avesse iniziato a fare effetto liberandomi da molti pregiudizi e avendo terminato di godere con la bella signora sconosciuta, mi apprestai ad andare alla toilette per sistemarmi alla meglio.

Non appena varcai la soglia del bagno trovai una giovanissima ragazza vestita da infermiera sexy che si stava praticando un ditalino. La visione di quella scena mi eccitò all’improvviso e senza dirle nulla la feci rigirare di schiena facendole posare le mani sul bordo del lavandino. Poi, sollevata la corta gonna bianca e senza neppure sfilarle le mutandine cercai il suo culo per possederlo.
Le urla di piacere ruppero quel silenzio provocandomi una scarica di adrenalina con la quale aumentai la forza della penetrazione fino ad esplodere dentro di lei, prima che la piccola infermiera scappasse da qualche altra parte a farsi sbattere di nuovo.

Dopo una sigaretta consumata sul grande balcone, rientrai tornando nella camera del grande letto. Ora era occupato da una bellissima mulatta dal culo rotondo che mi attirava e mi misi in fila per potermi divertire con lei, oramai riempita di sperma in tutte le parti.
Fu proprio in quel momento che urtai con Piero anche lui in attesa di scoparsela che, sorridendo mi fece cenno di passare avanti. Certo che un Carnevale così è proprio una gran cosa!