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UK: per i Tory, trans da curare in stanze separate negli ospedali

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Le persone transgender saranno curate in stanze singole negli ospedali in Inghilterra secondo i nuovi piani del governo per aggiornare la costituzione del servizio sanitario nazionale. Una proposta che fa seguito agli impegni assunti l’anno scorso dall’allora segretario alla sanità Steve Barclay per impedire alle persone che avevano cambiato la propria identità di genere di essere curate in reparti per soli uomini o per sole donne.

Il piano è incluso in una serie di modifiche proposte per l’aggiornamento della Costituzione, le linee guida, del Servizio Sanitario Nazionale, in cui vengono stabiliti i diritti dei pazienti relativi all’assistenza che possono ricevere dal Servizio Sanitario Nazionale.

I dirigenti degli ospedali hanno risposto accusando i ministri di trascinare il servizio sanitario nazionale “in un dibattito sulle guerre culturali pre-elettorali” e di ignorare questioni molto più urgenti come le lunghe attese per le cure che da anni schiacciano il sistema sanitario inglese.

Tra le proposte presenti c’è anche la conferma per i pazienti di chiedere di ricevere “cure intime” come un esame del seno, dei genitali o del retto da personale ospedaliero del loro stesso sesso e di permanere in un reparto dedicato. Dalle parole di Maria Caulfield, ministro per la strategia sanitaria delle donne “Il governo vuole che il servizio sanitario nazionale accolga le richieste di cure intime per persone dello stesso sesso e rimanga in un reparto per persone dello stesso sesso”.

Wes Streeting, ministro ombra della sanità, ha sottolineato che i dati del servizio sanitario nazionale mostrano che “l’uso di reparti misti è esploso sotto i conservatori. Le donne sono state costrette a passare la notte nei reparti accanto a pazienti di sesso maschile 44.000 volte l’anno scorso, 20 volte di più rispetto a dieci anni fa, mettendo a rischio la sicurezza di un gran numero di persone”.

Il Dipartimento di sanità e assistenza sociale (DHSC) ha affermato che l’obiettivo è quello di migliorare la privacy, la dignità e la sicurezza di tutti i pazienti, comprese le persone transessuali.

Ma l’amministratore delegato della Confederazione NHS Matthew Taylor, che rappresenta le aziende ospedaliere, ha ribadito ai ministri “che il dibattito sulla modifica della Costituzione non dovrebbe mirare a fare notizia e che è importante che il NHS non venga trascinato in un dibattito sulle guerre culturali pre-elettorali”. Taylor ha ulteriormente affondato il colpo: “I ministri farebbero meglio a presentare piani dettagliati per migliorare i finanziamenti del servizio sanitario nazionale, affrontare lo stato decrepito di molte strutture sanitarie e riportare i tempi di attesa per le cure di pronto soccorso e gli interventi chirurgici pianificati ai livelli che esistevano quando la costituzione fu pubblicata per la prima volta nel 2012”.

A lui ha fatto eco anche la dottoressa Emma Runswick, vicepresidente del consiglio della British Medical Association, che ha criticato come il servizio sanitario nazionale intenda gestire i pazienti trans ricoverati in ospedale: “Alcune delle modifiche proposte alla costituzione del servizio sanitario nazionale corrono il rischio di causare più danni che benefici, e potenzialmente di incitare ulteriori discriminazioni, molestie e ostracismo di un gruppo già emarginato. Se questi cambiamenti proposti entreranno in vigore, i pazienti transgender e non binari vedranno limitato il loro accesso ai servizi vitali del Servizio Sanitario Nazionale”.

Matthew Taylor ha definito le nuove linee guida presenti nella proposta come ambigue, linee in cui non è detto esplicitamente agli ospedali che dovrebbero sistematicamente mettere le persone trans in stanze separate, ma in qualche modo lo presuppongono.

“Quando si prendono queste decisioni è importante bilanciare l’impatto su tutti gli utenti del servizio e dimostrare che esiste una ragione sufficientemente valida per limitare o modificare l’accesso di una persona transgender”.

Dare a una persona trans una camera singola sarebbe giustificato ai sensi dell’Equality Act 2010, perché “consente la fornitura di servizi per persone dello stesso sesso o per sesso separato se vengono soddisfatte determinate condizioni”.

Come si può capire, anche il NHS, come il nostro servizio sanitario nazionale, ha parecchie gatte da pelare e il dibattito politico spesso strumentale non fa altro che creare problemi reali ai pazienti che necessitano cure.

FONTE IMMAGINI: https://news.sky.com/story/transgender-people-may-be-treated-in-own-room-if-patients-request-single-space-wards-13126030

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