“Sono angelo e demone insieme”

Affascinante, colta, elegante, raffinata, esigente ed inflessibile: vi presentiamo Mistress Masha. Biondissima, di origine sicula, abita a Milano da una decina di anni ed è stata spesso ospite di trasmissioni televisive dove ha raccontato la sua vita particolare e tutto quanto ruota attorno al mondo bdsm.

Buongiorno Mistress Masha. Allora, come è nata la “vocazione” per questo ruolo?
Sono nata così, allo stesso modo in cui si nasce con l’indole da schiavo. Verso i 29 anni ho iniziato a capire esattamente come esprimermi totalmente: sono dominante anche nella vita privata e mi piace definirmi angelo e demone insieme.

In che senso?
E’ caratteristica del segno della vergine, la dolcezza…mentre è peculiarità del cancro, di cui ho l’ascendente, avere un lato oscuro. Io sono esattamente così: dominante per indole e sadica per passione.


Ha avuto una “maestra” che l’ha introdotta in questo percorso?
No. Anni fa, ho ho lavorato per un anno in un call center di linee erotiche, e lì ho riscontrato che c’erano molti schiavi in cerca di sottomissione: da lì ho capito quale era la mia strada.

Si nota che Lei si sente completamente a Suo agio in questo ruolo.
Certamente. La Mistress è una Dea ed io mi definisco tale. Tutti gli schiavi devono essere dei miei sottomessi.

A Suo parere, perchè ci sono persone che hanno “il bisogno della Mistress?”
Nella mia esperienza, ho visto che spesso si tratta di persone che ricoprono posizioni lavorative di un certo livello, che nella vita privata a loro volta comandano altri. Venendo da me, vogliono essere sessualmente e psicologicamente dominati, essere trattati da vermi e capire cosa si prova a stare in in quel ruolo. Io li aiuto a trasformare in realtà questa loro fantasia.

E ci dica, come si svolge solitamente un incontro tra Lei e uno schiavo?
Innanzitutto, prima di iniziare una sessione c’è un colloquio conoscitivo tra me e lo schiavo, per capire che cosa cerca. Perchè una cosa è la fantasia ed un’altra la realtà. Poi, si trova un punto di incontro ma solitamente decido io cosa fare e come realizzare le fantasie che magari ha covato negli anni.

Le è mai capitato di ricevere richieste sessuali esplicite?
Si. Ma è molto importante che sappiate una cosa: una vera Padrona non ha con lo schiavo nessun tipo di rapporto sessuale Non c’è contatto e non c’è penetrazione, nel modo più assoluto. Chi lo permette, non è una vera Mistress.

Lei è famosa per una pratica in particolare…
Mi chiamano “la regina dello strap on!” (ride). Adoro usarlo. Sono molto brava anche nel fare bondage-shibari, ho imparato da autodidatta. So fare anche il “soffocamento“, e lì si capisce subito la bravura di chi lo attua perchè è pericoloso e serve esperienza, cosa che io ho, naturalmente. Mi piacerebbe comunque andare ad approfondire ulteriormente le mie conoscenze in Austria o Germania, dove il bdsm è di casa ed è vissuto con professionalità e naturalezza.


Che richieste Le fa, maggiormente, chi si rivolge a Lei?
Va di gran moda il fetish, ovvero tutte le pratiche che coinvolgono i sensi dell’odore e del sapore: l’adorazione di scarpe e piedi, l’odore della pelle e dei vestiti, cose così.
Vanno anche tantissimo i giochi di ruolo, in cui bisogna essere molto brave.

In che cosa consistono esattamente?
Molti chiedono di giocare a mamma e figlio, alla maestra e alunno, zio e nipote e così via. Solitamente questi schiavi vogliono ricreare e rivivere situazioni che magari hanno “subito” in qualche modo da bambini, ricevendo castighi ed umiliazioni.
Bisogna sempre ricordare che dietro ogni persona c’è una storia e una vita diversa. C’è sempre da imparare nel bdsm nel mondo di una mistress.

Qualcosa che invece proprio non le piace fare, esiste?
I giochi “clinical” (ovvero, che richiedono l’uso di attrezzature specifiche mediche) e lo scat (uso delle feci).

Come si vede da qui a qualche anno?
Una Mistress non ha età, continuerò la mia professione fino a che vorrò e fino a che sarò in grado fisicamente di portarla avanti, amo ciò che faccio. Un giorno magari scriverò un libro su tutto ciò che ho visto e vissuto, sul modello di “Historie d’O”: ogni schiavo ha il suo mondo, come ogni essere umano: credo sarebbe molto interessante far conoscere al mondo uno spaccato di questa realtà.

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