La professione della Drag Queen è oggi una delle più richieste e amate forme d’intrattenimento, che ha fatto rivalutare negli anni i pregiudizi verso le forme di “travestitismo” ed ha portato colore, allegria e irriverenza nel mondo dell’animazione. Abbiamo incontrato Enrico Colombini, in arte Marchesa Casati, una delle più amate drag queen del Nord Italia, per conoscere meglio chi si cela dietro queste carismatiche figure.

Buongiorno, è un piacere incontrarti. Ti va di presentarti ai nostri lettori?
Buongiorno a voi! Mi chiamo Enrico, tra pochi giorni compirò 43 anni e provengo da una famiglia alto borghese di Modena.

Com’è nata la drag queen “Marchesa Casati”?
Il nome del mio personaggio è ispirato alla Marchesa Luisa Casati di Soncino, nobildonna vissuta a cavallo del 900, amante di D’Annunzio, ricchissima e magnate del movimento futurista di quegli anni. Marchesa Casati è irriverente ma sempre di classe.


Quando hai deciso di intraprendere questo percorso?
E’ iniziato tutto per scherzo. Negli anni 90, insieme a Marco Leardini (Drag Marcella), gestivo un piccolo locale e un giorno, abbiamo creato dal nulla una serata Drag Queen. In italia ai tempi se ne realizzavano pochissime, davvero tre in croce. Da lì è incominciato tutto: successivamente, viste le sempre maggiori richieste di spettacoli, io e Marco abbiamo aperto una vera e propria agenzia di spettacolo, la Lmshow snc con sede a Modena.

Quindi ci saranno spettacoli per tutti i gusti. Tu, in particolare, in cosa ami esibirti?
I nostri show sono adatti a tutti i tipi di pubblico, di qualsiasi genere ed età. Io, in particolare, canto dal vivo, imitando i personaggi della canzone italiana: Mina e Patty Pravo, principalmente. Sono icone del canto eleganti, raffinate e sensuali nello stesso tempo. La mia artista preferita è comunque Mina, grandissima fonte d’ispirazione per i miei spettacoli.

Hai fatto qualche studio o corso particolare prima di entrare in questo mondo?
Canto da quando avevo sei anni e ho avuto l’insegnante di Vasco Rossi come maestra. Ho partecipato anche a molti festival canori, compreso quello di San Marino.

Dove ti esibisci principalmente?
In passato ho collaborato parecchio con le discoteche, ma oggi mi esibiscono soprattutto in ristoranti e calibro i miei spettacoli in base al tipo di pubblico presente.

A questo proposito, che doti deve avere una drag queen per conquistare il pubblico?
Charme, simpatia, ironia: bisogna sapere coinvolgere il pubblico con un misto di garbo e sfacciataggine.

Indossi sempre costumi meravigliosi. Dove li trovi?
Tutti i miei costumi sono realizzati dal mio compagno Giacomo Locci (anzi, ora marito dopo 23 anni di convivenza) che è un sarto modellista di professione.

Se tu fossi un film saresti…
Se fossi un film sarei sicuramente “Via Col Vento”: come la protagonista, Rossella O’Hara, non mi butto giù facilmente e sono certo che quando si tocca il fondo si può risalire ancor più di prima.

E se tu fossi una canzone saresti…
Sarei “Insieme” di Mina, scritta da Lucio Battisti, un pezzo spettacolare che mi emoziona sempre.

Che progetti hai per il futuro?
Ho già realizzato tanto e sono felice. Ora vorrei solo una vita più tranquilla e continuare a lavorare nella tranquillità della mia villa in montagna.