Ormai l’abbinamento di sesso e sangue si è impadronito della cronaca.
Pure che i protagonisti di queste vicende siano stranieri, senza documenti ed irregolari, fa parte del copione.
E’ una storia di quelle che non si vorrebbero raccontare, ma diventa impossibile non farlo.
Il palcoscenico è un quartiere popolare di Milano, dove la storia d’amore di una trans peruviana si tinge di rosso per il suo bel gigolò pure peruviano.
Serafina di 29 anni viene lasciata da Palomo di anni 22 e non si rassegna all’abbandono.
Serafina risponde ad un annuncio a luci rosse di Palomo e si finge un’altra persona; lui non si avvede immediatamente che all’incontro si presenta proprio la sua ex, così nel bel mezzo di un focoso incontro sessuale esce un coltello.
La trans accoltella al fegato il gigolò, che prima di cadere a terra in un lago di sangue, con la stessa arma ferisce colei che lo aveva aggredito.
Entrambi finiscono in ospedale a Milano, ma mentre Serafina ha ferite lievi e superficiali, Palomo riporta una gravissima e profonda ferita al fianco.
I due sono ora piantonati con l’accusa di tentato omicidio, in attesa che le indagini appurino le autentiche responsabilità.
Appare sconcertante come due persone, che in precedenza avevano avuto una relazione, abbiano potuto incontrarsi senza che il riconoscimento sia avvenuto nella fase preliminare, ma solo successivamente all’inizio del rapporto vero e proprio.
Per quanto Serafina sia andata all’appuntamento pesantemente truccata e travestita, appare difficile credere che Palomo non abbia avuto alcun dubbio nell’introdurla nella propria camera.
Forse, il ragazzo non si trovava nel pieno della sua capacità cognitiva, o forse ha azzardato un gioco che gli è stato fatale.
La vicenda è drammaticamente brutta e la tragedia è dietro all’angolo se le condizioni di Palomo dovessero ulteriormente peggiorare.