StraordinariQuando quel venerdì ricevette quella telefonata, fece un balzo sulla sedia al sentir pronunciare quelle parole:
Ingegnere Belli, le chiedo cortesemente se a partire da lunedì prossimo sia disposta a tornare in ufficio. Sarebbe in ufficio 3 giorni su 5 e lavorerebbe in smart working i restanti due. Inoltre dovrebbe affiancare l’Ingegnere Stabili che come ben sa, essendo apprendista, avrà bisogno di una figura come la sua accanto
Da una parte era contenta, un po’ le mancava il suo lavoro, dall’altra era spaventata. Il periodo di quarantena non aveva fatto bene a nessuno, tanto meno al suo matrimonio. Quei mesi così duri avevano messo a dura prova il suo rapporto con Roberto, suo marito, che le chiese di non fare straordinari.

Marina era giovane, a soli 31 anni era ancora una ragazza bellissima, attraente, sensuale. Le sue curve facevano girare la testa a tutti gli uomini, tranne che a suo marito. Lui non mostrava né interesse né gelosia. Marina provava a stuzzicarlo, lo toccava, lo leccava, aveva addirittura comprato vibratori e sex toys vari e lingerie sexy. Provava a eccitarlo in ogni modo, anche con qualche gioco particolare. Facevano sesso, anche spinto ma lei voleva altro, voleva passione, voleva essere posseduta e sottomessa. A lui invece bastava venirle addosso per provocare il massimo del suo piacere.

Molte volte Marina, insoddisfatta di quel frigido compagno, si accarezzava e si toccava da sola. Iniziava piano toccandosi i turgidi seni per poi passare audacemente più giù, dove più c’era calore, dove c’era bisogno di soddisfare i bollenti desideri. Era bagnata ed era finalmente felice.  Usava quei sex toys che risultavano inutili a Roberto, ma per lei erano la salvezza. Quella vibrazione possente e duratura che non smetteva di darle piacere e di farla bagnare ancor di più, questo voleva.
Dopo il suo sensuale rito della mattina, era pronta per andare a lavoro, era particolarmente felice e concentrata.

Marco era lì, puntuale alle nove di mattina davanti l’ingresso dell’azienda. Era evidentemente emozionato per questo importante lavoro che era riuscito ad ottenere. Appena Marina le si presentò, lui rimase a bocca aperta. Non riuscì a credere alla sua doppia fortuna di lavorare in un’azienda così importante ed affiancare una così bella ragazza. La immaginò già nuda, sopra di lui, dominatrice così come appariva, sicura di sè e sicura di piacere. La immaginava anche pronta a domare l’istinto bollente di un giovane apprendista, soprattutto durante gli straordinari.
Non mi aspettavo un così bell’apprendista” disse lei, compiaciuta del bell’aspetto di Marco e piacevolmente attratta da questa nuova situazione
Nemmeno io mi aspettavo di lavorare per un’ingegnere così sexy” esordì sfrontato, colpendo positivamente Marina.

Nonostante il lavoro di mezzo, si piacevano e si desideravano. Negli occhi avevano la fiamma bollente del desiderio di lasciarsi andare ad una notte di sesso come mai avrebbero immaginato.
Con il passare dei giorni, il lavoro era sempre più importante e la loro intesa cresceva come il loro desiderio.
Marco si chiedeva come fare per poter tentare un approccio più audace. Che si volevano era scontato così come era scontato che alla prima occasione disponibile sarebbero finiti a letto dando sfogo alle più perverse voglie. Doveva solo convincerla a fare gli straordinari!

Lei lo stuzzicava spesso. Il brivido della relazione extraconiugale la eccitava, sapeva che lui la voleva possedere con fermezza. Ma sapeva che non poteva. Ogni pausa caffè era una battuta e uno sfiorarsi. La tensione sessuale era alle stelle.
Facevano le pause insieme ed ogni sosta alla macchinetta diventava una scusa per avvicinarci sempre di più l’uno con l’altra. Lui non pensava a suo marito, non interessava più a nessuno dei due. Il suo più profondo piacere glielo avrebbe dato quel ragazzo di belle speranze che stava seduto accanto a lei, ormai aveva deciso che sarebbe stato suo.

Quel pomeriggio di agosto si trovavano ancora in ufficio quando una mail improvvisa li distolse dal loro lavoro. La consegna era stata anticipata a quella sera stessa, poteva voler dire solo una cosa, quel giorno avrebbero fatto gli straordinari per riuscire a consegnare tutto.
Ordinarono sushi e vino ma non appena furono soli in ufficio, bastò poco, qualche istante e lui si avvicinò pericolosamente
Ti voglio ora, su questo tavolo
StraordinariLa baciò con desiderio, la passione implose nei loro corpi. Lui cominciò a sfiorarla, sfilò la camicetta e aprì la zip della gonna che cadde giù. La fece piegare sul tavolo e comincio a leccare il suo fuoco più intimo. Tra un gemito e l’altro si spogliò velocemente anche lui e le penetrò da dietro con passione. L’intensità prima piano poi sempre più veloce fece eccitare sempre più tutti e due.

Marina si girò e lo fece sedere, ora toccava a lei. Doveva tirar fuori la vera dominatrice che sapeva di essere. Glielo leccò partendo dalla base fino ad arrivare alla punta. Aumentò sempre più la velocità per farlo arrivare al culmine del piacere. Più lo leccava e più lui godeva. Si mise sopra di lui comandando il gioco. Si tolse il reggiseno in pizzo e lui le leccò i capezzoli mentre lei faceva di Marco il suo gioco. Era il suo personale strumento di passione. Aumentò l’intensità spingendolo più dentro possibile mentre computer e calcolatrici caddero dalla scrivania. Finirono anche loro a terra, travolti dalla passione.

Un istinto trasgressivo li pervase e decisero di spingersi oltre e provare nuovi giochi e pratiche.
Lui le leccò ogni punto immaginabile e decise di infilarlo dietro. Facendo un pò di pressione cominciò a penetrarla piano mentre davanti mise il tanto amato vibratore. In pochi minuti lei emise un profondo gemito e si lasciò andare ad una cascata di piacere che lo invase.
Poco dopo lui venne sui suoi glutei. Terminato l’amplesso si abbandonarono stanchi per terra tra una bottiglia di vino ed un contratto da firmare.
Si rivestirono e misero in ordine le scrivanie, lui si andò a preparare due caffè e tornando le morsicò l’orecchio dicendole “Pagano bene gli straordinari qui”…e tornarono a lavorare con i soliti sguardi complici!

Leggi subito tutte le altre storie erotiche, clicca qui!

#coronavirus #iorestoacasaenonricevo #iorestoacasa #iostoacasa #iorestoincasa #incontriamociinsicurezza #webcam

Condividi