Storia” nel passato ha avuto, per molti storici, il significato di una storia di re e regine e di un elenco di battaglie tra nazioni.
Questa interpretazione ha naturalmente condotto alla produzione di una preziosa cronaca dei periodi in cui i vari storici si sono occupati. Si va però sempre più riconoscendo che la storia delle attività sociali del popolo comune è assai più utile come guida alle riforme e al progresso.
Essa costituisce per di più uno studio affascinante, come d’altronde lo è tutto ciò che riguarda le credenze primitive, i costumi, la morale.

Lo studio delle opere di una schiera di scrittori minori che si sono interessati alle “antichità” delle città e dei villaggi e delle regioni in cui hanno abitato, versa una grande luce sulla storia sociale di ogni tipo, ma particolarmente su quel che si può grosso modo definire religione.
Si è fin qui detto a sufficienza sugli stretti rapporti tra religione e sesso, ma ancora qualche particolare sui costumi sessuali dei nostri antenati, fino a epoche relativamente recenti, sarà probabilmente non privo d’interesse per il curioso di storia sociale e della religione.

La Chiesa cattolica, che proclama di aver sempre fatto del matrimonio un sacramento, e quindi indissolubile, deve tuttavia ammettere che vi sono delle eccezioni.
Si danno casi in cui i matrimonio non è stato mai consumato, e quindi può essere sciolto dalla Chiesa. In ogni modo l’intera procedura fu abolita in Francia per ordine del parlamento nel 1677.
Nel passato la procedura volta ad accertare l’esistenza di questi impedimenti era assai complessa.
Se la “colpa” della mancata consumazione del matrimonio veniva addossata alla donna, questa doveva sottoporsi alle indagini di un gruppo di “matrone” designate dal tribunale ecclesiastico.

Queste “matrone” erano donne del popolo che si erano auto qualificate levatrici. Attraverso una lunga pratica erano giunte ad avere una buona conoscenza delle modalità occorrenti in occasione dei parti per i quali veniva richiesta la loro opera. Questo perchè non si concepiva che un medico (maschio) assistesse una donna in così delicate contingenze.
E’ ovvio che essendo le cognizioni anatomiche di queste “praticone mammane” del tutto empiriche, l’esame al quale sottoponevano la investigata, che disgraziatamente cadeva nelle loro mani per essere “periziata”, era quanto di più orripilante si potesse immaginare.
Da qualche cronaca e da qualche documento pervenutoci, in cui sono consacrate alcune di queste “perizie”, risulta che uno dei mezzi più usati per accertare la pervietà e le problematiche delle vie genitali della donna comprendeva l’uso di una candela stearica.

Se poi “l’indiziato” era l’uomo. La procedura era assai più complessa e sconcertante.
L’investigato quindi doveva sottoporsi alla cosiddetta prova del “congresso”. Consisteva nel dimostrare la propria capacità virile di fronte ad un gruppo di medici incaricati di assistere al fatto.
E’ più che comprensibile che, sia per l’emozione sia per il disagio che una situazione del genere naturalmente doveva comportare, molti disgraziati venissero dichiarati impotenti anche se non lo erano.

Nei riguardi degli uomini e delle donne rei di adulterio, le punizioni erano improntate ad una particolare indecenza. Uomini e donne dovevano camminare attraverso le strade nudi, o seguire solenni processioni religiose senza alcun abito addosso.
Se una donna era in alcuni casi autorizzata ad indossare una camicia, veniva costretta a portare in essa pesanti pietre. Talvolta invece, ancora nuda, essa era fatta sedere su un asino, con il viso rivolto verso la coda, e così portata per le strade.

Storie non solo di Re Duca d'Orléans
L’amante del duca di Orléans, il fratello di Luigi XIII, fu costretta a percorrere in queste condizioni le strade di Parigi.
Nel continente, e con ogni probabilità anche in Inghilterra, nelle epoche medioevali intercorreva una stretta vicinanza tra postriboli ed abbazie; in effetti i postriboli di questo tipo erano in Francia chiamati
abbayes.

Storie non solo di Re Luigi XIII
Esistono ancora delle cronache che dimostrano come diverse città traessero profitto da queste case di prostituzione, alle quali erano sempre assegnate certe strade.

Storie non solo di Re Carlo VI
Re e regine, come Carlo VI e Carlo VII di Francia e Giovanna I di Napoli, accordarono speciali privilegi ai postriboli o addirittura li organizzarono.

Storie non solo di Re Giovanna I di Napoli
Alcuni papi non mancarono di seguirne l’esempio, regolamentando le case di prostituzione.

Storie non solo di Re Giulio II
Giulio II emanò una bolla il 2 luglio del 1510, riguardante un postribolo in uno speciale quartiere di Parigi.

Storie non solo di Re Leone X
I suoi successori, Leone X e Clemente VII, non revocarono quelle disposizioni.

Storie non solo di Re Clemente VII
Tutto ciò acquista un particolare interesse allorché si prende in considerazione il numero di abitanti che, come media, le città comprendevano quattro o cinque secoli or sono.
E’ dubbio se qualcuna di esse raggiungesse una popolazione di più di qualche migliaio di abitanti, ma tuttavia esse avevano sempre i loro postriboli e le loro chiese.
Il sesso era altresì sfruttato durante molte delle antiche feste e processioni.

Storie non solo di Re Lady Godiva
Le “Lady Godiva” non erano certo rare, come si potrebbe credere in base alla leggenda del Peeping Tom; ragazze nude accompagnavano spesso le processioni celebrate in onore di qualche generale vittorioso.

Storie non solo di Re Peeping Tom
Tableaux vivants (tavole viventi) rappresentanti scene mitologiche o bibliche erano estremamente popolari, e assolutamente nulla veniva lasciato alla immaginazione quando Bacco o Noè erano la figura principale.

Storie non solo di Re Bacco
Oppure Cam, che copre suo padre ubriaco e seminudo, anch’esso era mostrato senza vergogna.

Storie non solo di Re Cam