Spagna LGBT+: alcune novità nello sport!Requisiti biologici, standard, discriminazioni e una proposta di legge, ecco alcune novità che potrebbero cambiare il mondo dello sport spagnolo. La proposta di Podemos infatti mira a eliminare tutti i requisiti biologici e quindi far partecipare tutte le atlete transessuali alle pratiche sportive, eventi e competizioni in base al ‘sesso registrato’. Questo andrebbe contro gli standard internazionali del Comitato olimpico, che impone alcuni test di verifica di genere.

Questo è quanto prevede la bozza di legge sull’uguaglianza reale ed effettiva delle persone trans voluta da Irene Montero, Ministro per le Pari opportunità e membro del partito Podemos.

Omaira Perdomo, giocatrice transgender di pallavolo delle Canarie, è stata la prima a raggiungere l’élite di uno sport in Spagna, giocando nella ‘Serie A’ del Paese. Questo è successo quattro anni fa, quando il regolamento della federazione richiedeva ancora chirurgiche e cure ormonali. Si tratta di un vero tormento legale che la nuova legge vuole eliminare.

Ovviamente però diverse organizzazioni femministe spagnole hanno espresso forti perplessità e hanno formato l’ ‘Alleanza contro la cancellazione delle donne’. Questa unione, creata per protestare contro il piano, si basa sul pensiero che “l’eliminazione del sesso come categoria biologica rende invisibile l’elemento principale su cui si basa la disuguaglianza strutturale contro le donne”.

Come già detto, questa proposta va contro le regole internazionali e infatti, il Consiglio superiore dello sport (Csd), non ha ancora commentato gli effetti che potrebbero sorgere. Infatti, se viene approvato solo in Spagna, potrebbe capitare che una trans venga proclamata campionessa nel Paese in uno sport ma che le venga vietato di partecipare a competizioni internazionali. Questo perché l’obiettivo del Csd è la ricerca dell’uguaglianza tra i partecipanti dal punto di vista delle doti fisiche per garantire una competizione leale.

Spagna LGBT+: alcune novità nello sport!Nei tornei internazionali comunque non si pratica più la verifica diretta del sesso. Fino al 2004 le donne trans che volevano partecipare ai giochi olimpici dovevano sottoporsi a una terapia ormonale e a un intervento chirurgico per rimuovere gli attributi sessuali esterni per passare il controllo. Poi si è passati allo studio più discreto dei cromosomi. Infine, l’ultimo regolamento, ha eliminato la necessità di operazioni chirurgiche e stabilisce che chi vuole partecipare come donna deve dichiararsi donna e che non può cambiare sesso per almeno 4 anni per poter praticare lo sport. Inoltre, viene fissato un tetto di testosterone massimo, quindi l’atleta LGBT+ deve aver preso farmaci che bloccano gli ormoni maschili prima della gara.

Al contrario invece, per le donne che fanno la transizione, gli FtoM, non c’è nessun requisito. Questo perché fisicamente gli uomini sono potenzialmente più forti e quindi quando diventano donne conservano alcune caratteristiche fisiche che le avvantaggerebbero.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere…

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