…E ricordati di portare a casa il latte, sempre se riesci a ricordarti almeno questo!”.
Con questa parole, chiusi la porta dietro di me per recarmi a quello che sarebbe stato il lavoro di un fine settimana.
Ho sempre amato l’atmosfera natalizia, seppur il periodo non fosse uno dei più colorati con la mia fidanzata.
Nell’ultimo periodo la tensione in casa era salita e si litigava spesso.
Era arrivata più volte alla tipica frase “ Sono stufa! Vedrai come ritorno a casa mia!“, evidenziando il fatto che prima o poi si sarebbe trovata un altro fidanzato.
Personalmente me ne ero fatto una ragione da un pezzo e in fin dei conti ero arrivato alla decisione che avrei accettato qualsiasi novità si sarebbe presentata nel mio futuro.
Come si suol dire “Mi ero fatto i conti in tasca”, arrivato alla consapevolezza che non mi sarei mai abbattuto.
Dopotutto ero un uomo di bella presenza.
38 anni, moro con i capelli medio lunghi, lineamenti marcati che evidenziavano i miei occhi azzurri, alto 1,90 per 95 kg e con un fisico disegnato dal nuoto… di certo non potevo lamentarmi.
Sistemai la borsa col vestito di Babbo Natale in macchina e partii verso il centro commerciale.
Per quel fine settimana ero stato assunto come Babbo Natale, con tanto di campanellina da suonare, all’interno di un centro commerciale per dare il benvenuto ai clienti che sarebbero entrati.

Accesi la macchina e partii per la mia meta.
L’atmosfera era bellissima e molto coinvolgente.
La neve era caduta nei tre giorni precedenti, creando quella sorta di ambiente ovattato, le macchine procedevano a passo d’uomo e ci si poteva godere in tranquillità lo spettacolo delle luci natalizie fuori dalle case, aggiunto alla musica natalizia che passava alla radio.
Ho sempre adorato l’atmosfera natalizia e il calore avvolgente che si diffonde tra la gente.
Arrivai in perfetto orario al centro commerciale, osservando le coppiette che si stringevano nel freddo, intente nel cercare di non scivolare sul ghiaccio e notando che altre si lanciavano palle di neve nel parcheggio, ridendo di gusto.
Era una bellissima giornata in pieno stile Natalizio.
Entrai nel centro commerciale e subito il calore dell’ambiente mi investì.
Andai nel camerino, aprii la borsa e cominciai ad indossare il costume di Babbo Natale: pantaloni, maglia a maniche lunghe, giacca, scarponi, guanti, barba, la sua tipica cuffia..e un cuscino al posto della pancia!
Mi misi davanti allo specchio e scoppiai a ridere.
Il mio aspetto era molto piacevole con i miei occhi azzurri che risaltavano ancora di più grazie alla barba bianca.Sistemai la cintura e mi avviai verso la porta d’ingresso del centro commerciale.
Il mio compito consisteva nel muovere la campanellina e accogliere i clienti che entravano con il classico ” OH-OH-OH” di Babbo Natale e, ovviamente, sorridere a tutti e mettermi a disposizione di chi volesse fare una foto con dietro l’albero di Natale.
Il pomeriggio stava trascorrendo in maniera tranquilla e il flusso delle persone era enorme vista la vicinanza alla magica data.
Tutti erano sorridenti e pieni di confezioni regalo per i propri cari e l’atmosfera di festa era praticamente palpabile.
In quel momento si aprirono le porte automatiche dell’ingresso, mi voltai per salutare e vidi lei.
Una bellissima trans varcava la soglia del centro commerciale e rimasi subito colpito da lei.
Alta, statuaria, mora, capelli corvino lunghi fino a mezza schiena, occhi neri e profondi, avvolta in un paio di pantaloni neri, aderenti, stivali neri, cappottino rosso fuoco e guanti in pelle nere.
Feci subito per muovere la mano e suonare la campanello, quando anche lei si girò e mi vide.
Fissai i suoi occhi neri e profondi mentre lei si perse nell’azzurro dei miei.
In un millesimo di secondo le nostre anime si sfiorarono e una fiammella di passione si accese dentro a entrambi.
Ci sorridemmo all’istante e lei si avvicinò a me.
Non dovresti accogliermi suonando la campanella?
Ahahahah, mi perdoni. Non lo dica al mio superiore. Solamente sono rimasto colpito dalla sua bellezza e mi ha praticamente pietrificato.”
Non sapevo che esistessero anche versioni di Babbo Natale così galanti” rispose.
“Le faccio le mie scuse se sono sembrato scortese. Non…”.
“Fossero tutti così gli uomini. Non avevo mai visto un Babbo Natale con due occhi così azzurri. Posso vedere il resto sotto la barba?”
Mi guardai intorno nel caso fosse presente il direttore e abbassai la barba per due secondi.
Caspita! Complimenti! E cosa mi porti in dono?”
“Stupenda come sei, tutto quello che desideri”.
Scoppiò in un risata che coinvolse anche me.
Aveva un profumo delizioso.
“Purtroppo devo lasciarti. Lo shopping mi attende. Dopo ripasso a salutarti!” mi disse.
Salutai e la osservai mentre si allontava.
Aveva due gambe favolose e i pantaloni evidenziavano un culo da sogno, avvolto da quei pantaloni neri aderenti.
Camminava con una grazia unica e la sua classe e raffinatezza era molto risaltata rispetto alle persone che la circondavano.
Non avevo mai visto una trans così affascinante.
Sentivo i suoi occhi ancora dentro di me e quella fiammella che si era accesa nel momento stesso in cui l’avevo vista , stava diventando sempre più grande.Sentivo l’eccitazione salire e dovetti ricompormi per mantenere la calma.
In quel momento sentii vibrare il cellulare dentro alla testa.
Lo estrassi e vidi che si trattava di un messaggio della mia “fidanzata”.
Lo lessi.
“Te lo dicevo da tempo che ero stanca! Ho preparato le mie cose. Al mio ritorno non mi troverai più. Passerò poi a prendere il resto.”
Mi aspettavo da tempo questa decisione e la cosa non mi scosse per nulla.
Ero totalmente rapito dalla bellissima giornata, dalla felicità che trasudava dalle persone e dall’ atmosfera natalizia.
In più avevo flirtato con una bellissima trans.
Ripresi il mio lavoro accogliendo le persone e continuando a fare foto con loro.
Poco dopo sentii chiamarmi:
Hei, Babbo Natale, puoi fare una foto selfie con me?”
Mi girai e la vidi di nuovo:
Agli ordini!”
Ci facemmo una foto insieme, ridendo, e lei aggiunse: “Ma un bel Babbo Natale come te, non è sposato?”
“A dire il vero ero fidanzato fino a 5 minuti fa….ora non sono più nemmeno quello.”
” …sbaglio o prima stavi flirtando con me?”
“Vedi? il destino! Come si fa a non flirtare con una come te!”
“Adulatore! Guarda cosa ho comperato!
Aprii la sporta che conteneva un pacco e mi mostrò l’immagine sulla scatola: si trattava di un capo intimo di lingerie da capogiro.
“Peccato non potertelo vedere indosso!”
“Indosso ora ho intimo rosso…sono in tema natalizio. A che ora stacchi?”

Guardai l’orologio e risposi:
“Tra tre ore”.

“Troppo! puoi prenderti una pausa?”
“Certamente, ho 15 minuti di tempo per la pausa”.
“Non ti basteranno!”
“Per cosa?”
“Conosci un posticino qui dentro appartato?”
Capii subito a cosa alludeva e non mi feci ripetere due volte la cosa.
Seguimi”, dissi, facendole strada verso il mio camerino personale.
Entrammo nel mio camerino e chiusi la porta a chiave.
All’interno del camerino risuonava il jingle natalizio del centro commerciale.
Mi abbassò subito la barba e le nostre bocche si stamparono l’una contro l’altra mentre le nostre lingue cominciarono a cercarsi avidamente.
Sentii che si stava togliendo gli stivali, mentre io le toglievo il cappotto e mi occupavo di slacciarle la camicia.
Rimase in reggiseno, perizoma, e autoreggenti rosse.
“Aspetta…un ultimo tocco di classe” disse, rimettendosi i tacchi.
Venne verso di me e io rimasi sbalordito .
Ne avevo viste di trans belle ma lei le superava tutte.
Avanzava venso di me… aveva un corpo stupendo.
Seno abbondante, viso da sogno, culo sodo e gambe slanciate.
Si avvicinò, mi tolse la cuffia di Babbo Natale, se la mise lei e disse:
Facciamo che io sono la Mamma Natale ora”.
Si chinò, slacciò il cinturone, abbassò i pantaloni di Babbo Natale e tirò fuori il mio pene e cominciò ad assaporarlo dolcemente e lentamente.
Mentre lo faceva, il suo sguardo era fisso sui miei occhi e i suoi occhi sorridevano.
Si fermò un attimo per dirmi ” Buon Natale”, prima di far sparire tutta la mia virilità nella sua gola , mandandomi completamente in estasi.
Non avevo mai avuto un incontro con una trans e nessuna al mondo mi aveva fatto provare sensazioni così forti usando solo la bocca.
Mi dovetti appoggiare con le mani ad una mensola perché il piacere che provavo era così forte da farmi tremare le gambe.
Mentre continuava ad assaporare tutta la mia virilità, con una mano mi massaggiava i testicoli.
In tutta la mia vita, non avevo mai provato una sensazione così fantastica.
La osservavo chinata, in piedi sui tacchi, il seno che esplodeva in tutta la sua bellezza, la testa reclinata mentre mi guardava compiaciuta, muovendo mani e bocca in un vortice di sensazioni che mi facevano sussultare il corpo.
Era bellissima.

Non riuscivo più a resistere.
Le dissi di alzarsi e lei si alzò, baciandomi in bocca e sentendo parte del mio piacere nella sua bocca, eccitandomi ancora di più.
Ero di marmo.
Lei si girò, appoggiandosi con le mani al tavolo, mentre io le slacciavo il reggiseno e appoggiavo il mio petto contro la sua schiena.
La abbracciai da dietro, con le mani sul bellissimo seno, mentre con le labbra le baciavo e mordicchiavo le spalle.
La sua pelle era profumata e vellutata e questo infiammò totalmente tutta la mia passione.
Mentre la baciavo dietro il collo, inarcò la schiena premento il suo bellissimo culetto contro il mio pene duro, cominciandolo a massaggiare tra le natiche.
Scesi con la bocca seguendo la linea della spina dorsale e baciando ogni singolo centrimento di pelle, ubriacandomi con il profumo della sua pelle e, una volta arrivato di fronte al suo culetto, le afferrai le natiche, scostai il perizoma, prima di posare la lingua sul suo buco e cominciando a strusciarci dolcemente la lingua, facendo fremere ora il suo corpo e sentendola gemere dolcemente.
“Ti voglio“- mi disse- “Voglio essere tua!“.
Mi rialzai, feci per abbassarle il perizoma, ma lei mi disse: “Strappamelo!“.
Con un colpo secco le strappai il perizoma e lei inarcò di nuovo la schiena, chinandosi in avanti e offrendomi lo spettacolo di una culo perfetto e sodo.
Le allargai una natica, avvicinandomi e piano piano cominciai a entrare dentro di lei.
Non avevo mai provato una sensazione simile.
Lo affondai tutto, lentamente, e comincia piano piano a muovermi dentro di lei, mentre con una mano la tenevo per la spalla e con l’altra un seno.
Mi disse: “Guarda!”
Mi girai e vidi una bellissima visione: appeso al muro c’era uno specchio dove ci potevamo vedere impegnati a scambiarci reciproco piacere.
Una babbo Natale e una stupenda trans con la cuffia natalizia, la mia Mamma Natale, impegnati nel darsi un frettoloso scambio di piaceri.
La cosa non fece altro che farci venire ancora più voglia.
Cominciai a muovermi con foga , mentre la sentivo urlare di piacere e incitarmi a spingere ancora più forte, mentre io la assecondavo , con colpi sempre più decisi, riempendo il suo corpo col mio.
Ad un certo punto si sfiò, girandosi, e mi disse:
“Sdraiati per terra.”
Obbedii subito davanti a quella Dea della passione.
Mi sdraiai per terra e lei mi venne sopra, rimanendo sui tacchi, poggiando una mano al tavolo per reggersi, e dolcemente si impalò su di me, riempendosi di nuovo e ricominciammo di nuovo a godere.
Stavo per esplodere e glielo dissi.
Mi alzai in piedi e leì cominciò a masturbarmi velocemente , fino a quando non le schizzai completamente tutto il mio seme sul seno.
Passammo altri 5 minuti in lunghi baci e carezze appassionate, poi ci ricomponemmo e uscimmo.
Fuori dalla porta trovai il direttore vicino all’albero con le braccia aperte che si guardava intorno, cercandomi.
Mi vide uscire dal camerino insieme a lei e si avvicinò chiedendomi il motivo della mia assenza.
Lei rispose prima di me, dicendo che aveva bisogno di bagnarsi la fronte, a causa di un mancamento.
Scoppiai a ridere insieme a lei e giustificai l’assenza con il direttore dicendo che si era trattato solo di 15 minuti.
“Sono 45 minuti che ti cerco! Puoi andartene a casa!”, disse, allontanandosi “Non voglio più vederti!”.
Io e lei ci guardammo e scoppiammo a ridere di nuovo.
Beh, non c’è male come giornata: ho perduto la mia ex e il lavoro nello stesso pomeriggio”.
“Vorrà dire, Caro il mio Babbo Natale, che possiamo passare una serata natalizia insieme”.
“Davvero?”
“Davvero!”.
“Io e te?”
“Si. Babbo e Mamma Natale fanno sciopero stasera e i doni se li scambiano da soli”.
Uscimmo ridendo insieme, scambiandoci sguardi di complicità e sorrisi, circondati dall’atmosfera natalizia, consapevoli che la serata (e la nottata) ci avrebbe portato doni bellissimi.