In questi giorni si è fatto un gran parlare di TOMOYA HOSODA come del primo uomo trans al mondo eletto a una carica pubblica.
La notizia non è assolutamente vera ed è irriguardosa verso una nostra connazionale, Vladimir Luxuria, nata Vladimiro Guadagno che realmente fu la prima persona transgender ad essere eletta ad una carica pubblica e dello spessore di parlamentare, non di semplice consigliere comunale.
Il giovane trans Tomoya Hosoda è stato eletto consigliere comunale nella città di Iruma, regione di Kanto e nello stesso Giappone è la seconda persona trans ad essere eletta, dopo Kamikawa Aya nel 2003.
Dunque, tra i primi ma non assolutamente il primo al mondo e neppure il primo in Giappone.
Il 25enne Tomoya Hosoda è laureato in scienze mediche alla Teiko università e la sua manifestazione è avvenuta già negli anni della scuola.
La notizia ci serve per fare un breve viaggio nella cultura sessuale del Giappone e capire dove e come è successo.
La sessualità in Giappone s’è sviluppata separatamente dal resto del continente asiatico: i giapponesi non hanno mai adottato per sé stessi la visione confuciana del matrimonio, e la monogamia non è stata considerata valore costitutivo apprezzabile.


L’omosessualità è stata più comune nei tempi antichi piuttosto che oggi, dove all’interno di alcune situazioni sociali rimane un tabù.
Indagini recenti indicano i Giapponesi come il popolo che ha la più bassa tensione sessuale del globo ed un terzo dei matrimoni potrebbero essere classificati come “asessuati”.
Così, la sessualità giapponese trova rifugio nella pornografia, nel Shunga (arte erotica), nella cinematografia Hamedori, nell’esibizionismo Roshutsu e nel bondage Shibari.

I Giapponesi sono maestri fondatori dell’Hentai, il cui termine di riferimento non è sempre positivo, dal momento che esprime anche forti perversioni verso soggetti “deboli”.


Nel settore Fetish i giapponesi non sono secondi a nessuno e sono capaci di creare senari impossibili, attivando ogni aspetto della quotidianità, dove nulla, ma veramente nulla si esclude.
Nonostante le recenti tendenze che suggeriscono un nuovo e più alto livello di accettazione (nelle città più cosmopolite come Tokyo e Osaka si può tranquillamente e liberamente mostrarsi gay), spesso ancora uomini e donne giapponesi debbono nascondere la propria sessualità e molti di loro si sposano per evitare discriminazioni.
Il Giappone non ha leggi contro l’attività omosessuale, anzi vigono alcune protezioni legali per le persone dichiaratamente gay; pur non riconoscendo ancora il matrimonio omosessuale.


Nel 2008 venne tuttavia approvata una legge che consente alle persone transgender di effettuare il cambio di sesso sui documenti legali dopo l’intervento chirurgico.
I rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso sono del tutto ammessi e legali.
Mentre le leggi sui diritti civili non si estendono alla protezione dalla discriminazione basata sull’orientamento sessuale, alcuni governi locali, per esempio Tokyo, hanno approvato leggi che vietano la discriminazione in materia di occupazione lavorativa in base all’identità sessuale.