rafaelaUn saluto agli amici lettori del Piccole Magazine, mi chiamo Rafaela Manfrini e ho 30 anni.
La mia storia non è cosi diversa da quella di altre Trans in giro per il mondo, abbiamo tutte qualcosa che ci accomuna, siamo forti e perseveranti.
La mia transizione è iniziata all’età di 23 anni, leggermente più tardi rispetto a molte mia amiche Trans, ma questo e dovuto al fatto che provengo da una famiglia molto religiosa e tradizionale, che ha di fatto ritardato questo percorso per molti anni. Solo quando mi sono sentita libera e sicura ho iniziato il processo di transizione.
Nella mia famiglia sono numerose le persone gay, ho anche una zia transessuale che mi ha sempre dato forza, anche se per molto tempo è stata mantenuta a distanza, in quanto i miei genitori temevano che potesse influenzarmi.

La mia avventura nel mondo dei concorsi di bellezza è iniziata nel 2012 quando vidi su Facebook la pubblicità di un concorso di bellezza, che si teneva a Rio de Janeiro; il concorso più famoso in Brasile dedicato alle bellezze trans, il Miss Trans Brasile e mi sono subito iscritta.
Questo mi ha permesso di entrare in contatto con Majorie March (figura storica nell’organizzazione di eventi per il mondo Trans), la quale mi ha dato subito la possibilità di rappresentare lo stato di Sao Paolo ed è stato cosi che è iniziato tutto.
I concorsi di bellezza mi hanno sempre affascinato e come ragazza Trans ho sempre desiderato farne parte. Non ho mai creduto che la mia vita si riducesse esclusivamente ad un lavoro malpagato ed un futuro triste, perché incompresa, per questo motivo ho fatto la transizione perché volevo essere felice; essere in equilibrio con me stessa.
Quando sono arrivata a Rio de Janeiro ho potuto conoscere personalmente Majorie March; da li è nata un’ amicizia diventata molto forte nel tempo. E’ stato grazie a lei che ho capito il vero significato di quel concorso, che non si riduce ad una questione di semplice vanità o auto-celebrazione, ma bensì aveva lo scopo di portare visibilità e legittimazione alle transessuali che soffrono costantemente di discriminazione. Questo concorso mi ha segnato in positivo la vita per sempre perché è stato un sogno che si è realizzato.
rafaela_5A quella edizione del concorso sono arrivata terza, con grande sorpresa e felicità da parte mia.
Al 2° posto è arrivata una mia grande amica Roberta Holanda ed al 1° posto Marcela Ohaio, che successivamente è stata giudicata la più bella Trans del mondo, vincendo il concorso Miss International Queen in Thailandia.
Proprio Marcela è diventata in seguito una mia grande amica di cui seguo i suoi passi e che rappresenta per me una musa ispiratrice.
L’amicizia cosi forte con Majorie March mi ha convinta a non partecipare al Miss Trans Brasile dell’anno seguente, quindi mi ha dato l’opportunità di rappresentare il Brasile direttamente in Thailandia al “Miss trans international Queen” nel 2014.
É stato un anno fantastico; ero felicissima ed entusiasta di essere li anche se il risultato non è stato quello sperato: sono entrata nella Top 10 ma non vi nascondo che sono rientrata in Brasile molto triste, perché ero consapevole di non avere dato il meglio di me.
É stata comunque una grande esperienza che mi ha insegnato tanto; innanzitutto dal punto di vista della professionalità.
Dormivamo solo 2 ore per notte e mangiavamo nei ritagli di tempo. Tutto era veramente molto faticoso.
É stato questo sacrificio a farmi maturare e diventare più esperta, anche per i concorsi a cui ho partecipato successivamente.
In tutto questo sono comunque rimasta, già dopo la mia prima partecipazione nel 2012,  come “consigliera” in tutte le edizione di “Miss Trans Brasile”, aiutando le ragazze nella loro preparazione in vista di “Miss International Queen”.
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Nel 2015 Majorie March mi ha contattata per farmi una proposta: aveva parlato con Thara Wells ottenendo il permesso di farmi partecipare al concorso  “Miss Trans Star” in Brasile, ma poiché non si poteva realizzare nel 2016, mi avrebbe incoronata come vincitrice della prima edizione per agevolarne la partenza.
Ho accettato con grande felicità questa sfida. pur sapendo che Majorie aveva molti problemi di salute, anche se all’esterno non si sapeva.
Durante la mia preparazione lei è venuta a mancare, lasciandomi un grande vuoto dentro perché ho perso in primis una grande amica, oltre che un’ottima coordinatrice.
Lei ha sempre creduto in me, sin dall’inizio; ha visto le mie potenzialità prima ancora che le vedessi io stessa, facendomi crescere e diventare una ragazza forte e combattiva, pronta per cambiare il mondo passando sopra tutti i preconcetti.
Orfana della mia mentore ho raccolto tutte le forze e sono partita per il concorso “Miss Trans Star International” in Spagna.
Sapevo che questo era un grande sogno non solo mio ma anche suo, perché lei desiderava quanto me che vincessi e venissi incoronata Miss, come poi è accaduto.
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Da lei ho ereditato una grande missione: sono diventata una delle responsabili del “Progetto vità Miss T”.
Attraverso tutte queste esperienze sono diventata ciò che ora sono. Grazie a questo progetto voglio che anche altre ragazze Trans abbiano la mia stessa fortuna ed opportunità; quella di sognare e vivere la propria vita liberamente ed a pieno.
Sono sposata da 5 anni, insieme a mio marito mi sono realizzata in ciò che desideravo. Lui è rimasto sempre al mio fianco, non facendomi mai mancare il suo supporto, aiutandomi a credere in me stessa ed ora  posso dire con serenità che sono molto felice.
Vorrei che il mio regno, come Miss, brillasse sotto il segno della lotta contro il preconcetto e che la mia storia potesse essere di ispirazione per altre Trans.
So che il pregiudizio non finirà subito, ma passo dopo passo riusciremo a migliorare la nostra percezione da parte della società.
L’ opinione su di noi da parte della comunità, inserendoci nel mercato del lavoro ed acquisendo una diversa immagine sarà certamente più “degna”.
Attualmente lavoro come truccatrice free lance, perché a causa della mia agenda come Miss debbo essere presente a tutti gli eventi e rendermi sempre disponibile.
Credo che tutto sia possibile; lavorando con persone che si identificano con la sessualità di nascita capisco che il preconcetto è un problema culturale. Infatti, quando diamo l’opportunità agli altri di conoscerci e comprendere la nostra personalità, riscontriamo che abbiamo le medesime opportunità nel mondo del lavoro. Conosco tante Trans che fanno lavori normali, non tante come vorrei, ma comunque ottimi esempi per chi vuole avere una grande opportunità di vita.
Io ringrazio della possibilità che è stata data a me: la vita è bellissima.

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