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Si finge cliente per rapinare la trans

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Il mondo è bello perché è vario, l’abbiamo sempre detto, ma che uno approcci una transessuale fingendo di essere un cliente alla ricerca di un po’ d’amore, non un’ora, più probabile i 15 minuti accademici, e invece si riveli un ladro e la rapini è davvero grottesco e pure triste per tutti.

È successo a Rimini qualche giorno fa. Un uomo di quarantatré anni originario di San Giovanni Rotondo avrebbe avvicinato la transessuale mentre si trovava nelle vicinanze del Gros per abbordare clienti. L’uomo avrebbe tentato di concordare una prestazione sessuale, ma sarebbe stato respinto dalla transessuale e l’avrebbe in seguito aggredita, le avrebbe strappato la borsa e provocato alcune ferite lievi ed escoriazioni. Per l’uomo è stato disposto il giudizio immediato ed è stato accusato di rapina e lesioni ai danni della transessuale. È accaduto lo scorso 12 marzo e secondo quanto ricostruito durante le indagini coordinate dal pubblico ministero Luca Bertuzzi “il quarantatreenne si era finto cliente e, dopo aver abbordato una transessuale che si prostituiva nella zona di via Varisco, aveva contrattato una prestazione sessuale. L’uomo con la scusa di aver dimenticato il portafoglio a casa aveva rinunciato all’incontro a luci rosse e mentre la transessuale si allontanava ha iniziato a seguirla con la propria auto. All’improvviso il finto cliente ha sporto il braccio dal finestrino per strapparle la borsetta e, allo stesso tempo, dare gas. La vittima ha cercato di resistere ed è caduta sull’asfalto per poi essere trascinata per alcuni metri fino a quando è rimasta a terra. La trans, tuttavia, non ha desistito e nonostante alcune ferite è salita sulla propria vettura ha inseguito il rapinatore riuscendo a fotografare la targa dell’auto in fuga”. Determinata a recuperare la sua borsa, la vittima ha inseguito il rapinatore con la propria auto e ha fotografato la targa del veicolo, cosa risultata poi fondamentale per rintracciare il quarantatreenne.

E grazie all’applicazione “trova il mio iphone” nel suo cellulare rimasto all’interno della borsa, la transessuale è riuscita a scoprire dove si trovasse l’abitazione dell’uomo e si è presentata lì, ma il quarantatreenne non ha voluto riconsegnare la borsa dicendo che se ne era già liberato. La transessuale ha presentato quindi regolare denuncia ai carabinieri che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto rapinatore. L’uomo difeso dall’avvocato Marco Ferri è stato sottoposto alla misura cautelare di custodia in carcere con l’accusa di rapina e lesioni e disposta dal gip Raffaele Deflorio e portato quindi alla casa circondariale Casetti di Rimini.

Purtroppo Non è la prima volta che accadono fatti spiacevoli di questo tipo in tutta Italia, a volte sono i presunti clienti “protetti” dall’ambiguità delle situazioni, altre sono proprio le sex workers ma i casi sono decisamente in minor numero. Fortunatamente la Legge sembra funzionare anche se persistono tante zone d’ombra ancora ed è spesso difficile venirne a capo, salvo evidenze. E non dimentichiamo che chi il lavoro di sex worker è una professione costantemente a rischio e nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di approfittare.

FONT IMMAGINE: https://www.chiamamicitta.it/rimini-rapina-transessuale-e-la-trascina-per-strada/