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Sex in the cam

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Che la pandemia ci abbia cambiati profondamente è innegabile.

Ci ha cambiati nelle relazioni di coppia, a volte le ha distrutte. Ci ha cambiati nel lavoro, a volte lo ha azzerato o ha portato pesanti traumi economici difficili da sanare. Ci ha cambiato orari, abitudini lavorative, ha dato un’accelerazione improvvisa facendoci entrare nella tecnologia non più col piedino timido a cui ci avevano abituato le istituzioni, ma a pie’ pari, tra videocall, videolezioni a scuola, telelavoro, o l’introduzione dello Smart working, formula che non esisteva e che ancora resiste in molti casi.

Essere chiusi a casa, se ha portato apparenti benefici, ha portato la nostra società a cambiare, spesso in peggio anche i nostri usi e costumi domestici e con questi la fruizione massiccia e trasversale di internet. È innegabile che molti italiani per fare fronte a clausura forzata e mutazioni improvvise e spesso inaccettabili e ingiustificate siano ricorsi spesso a terapeuti, psicologi, ecc. che li hanno sostenuti in questi cambiamenti.

Inevitabile che tutto questo abbia cambiato radicalmente e trasformato i rapporti umani e sociali e con questi anche il nostro rapporto con il sesso.

Certo, lo zoccolo duro di “abitudini” permane e ringraziamo il Cielo. Un bel corpo, un seno rigoglioso, i fianchi da stringere, la pelle da accarezzare, il coinvolgimento fisico, un orgasmo raggiunto con il/la proprio/a partner saranno sempre il top, ineguagliabile, non saranno mai sostituibili, proprio come un abbraccio che non potrà mai essere virtuale. Ma non dimentichiamo che il coronavirus ci ha spaventato, il contatto fisico e la vicinanza con gli altri facevano paura, un singolo bacio avrebbe potuto ucciderci… e se non l’hanno fatto, ci hanno comunque instillato un’ansia che non conoscevamo. Dall’altra parte avremmo potuto morire di solitudine nella nostra stanza, perchè mai prima di allora eravamo stati per tanto tempo rinchiusi forzatamente…

E se la solitudine e il silenzio sono ciò a cui ci ha messo davanti la pandemia, è aumentato proporzionalmente il bisogno di interagire, la necessità di uno scambio, allora internet e la possibilità di vedersi e osservarsi anche a distanza sono diventati vitali.

In molti e in molte hanno iniziato a intensificare lo scambio di foto, di video, in molti e in molte a farsi videochiamate ad alto tasso emotivo ed erotico. In molti e in molte a voler guardare i loro partner a distanza e poter beneficiare anche se virtualmente del loro corpo, di osservarli mentre si spogliano, si accarezzano, eccitandosi spesso a vicenda, il famoso sesso a distanza, questo anche grazie alle cam dei nostri telefonini…

Ma chi un partner o una partner non lo aveva o non lo ha come ha fatto?

Grazie a Dio la natura umana ci ha dotato di ingegno e prontezza. Infatti, sempre più donne anche di una certa età, non solo giovani e giovanissime, e non solo donne (il fenomeno è trasversale, ci sono anche ragazzi e uomini) hanno intrapreso una vera e propria professione: quella di relazionarsi e farsi osservare via web.  Sia chiaro, il fenomeno esisteva già da prima. Solo con tutto ciò che è accaduto si è amplificato e diffuso sempre più.

Certo, è complice la crisi economica che ha seguito la pandemia e che ha portato in molte e molti a inventarsi nuovi impieghi per vivere, ne sono testimoni libri e film sull’argomento. La rete poi con pochi investimenti, un pc e una stanza per lo più, ha offerto molte possibilità. Ma non si tratta solo di questioni lavorative.

Il mezzo di comunicazione, la web cam, elimina il soggetto in quanto persona: si perde attraverso l’obiettivo il rapporto diretto dell’Io-Tu e in buona misura si cancellano coscienza morale e critica, svaniscono il senso di colpa e il pudore, spesso sono complici l’anonimato che protegge entrambi nella comunicazione, e un grande ruolo gioca sempre la trasgressione.

La web cam è un vero occhio asettico che non accusa, cosa fondamentale. La persona si fa riprendere, o quella che si riprende, in qualche modo si dissociano da sé stesse, come se vedessero tutta la scena da un punto di vista diverso, quello dello “spettatore” che inevitabilmente gode nel guardare e nel guardarsi. Certo è bello cullarsi nell’illusione del controllo, di essere padroni di ciò che si fa e che lo si faccia solo per guadagno, ma in realtà questa interazione via web ha a che vedere con pulsioni che si riferiscono all’ erotizzazione della visione, l’occhio erotizza anche solo parti, frammenti, dettagli, anche senza osservare l’intero corpo. Non dimentichiamo poi che in genere solo la Cam Girl ha la possibilità di comunicare e vedere in viso gli utenti e non è poca cosa.

Ma qui è proprio il caso di stare a guardare, anzi a osservare e vedere cosa ci riserva il futuro…

FONT IMMAGINE: https://www.repubblica.it/moda-e-beauty/2021/07/19/news/ho_fatto_la_cam_girl-310426866/