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Sesso? Sì, grazie. Ma con professionalità.

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In molti paesi si demonizza la prostituzione, ciò che si vede per strada e “offende” la morale pubblica. Un pericolo per la società più di altre cose violente e realmente pericolose per la vita che accadono quotidianamente. Ma in realtà i fatti sono assai diversi. Il sesso in cambio di denaro è un fenomeno in crescita e sempre più normale nella nostra società. Ricco di contorni psicologici offre oggi nuovi spazi di incontro e scambio soprattutto via internet, grazie a siti specializzati, chat, annunci e social media.

Se ci domandassimo “Chi sono i clienti tipo?” non sarebbe facile trovare una risposta. Non esiste il cliente tipo.

Ci sono invece moltissimi fruitori, sono tantissimi, diversi tra loro per gusti, esigenze, desideri e creare un profilo per ciascuno di loro sarebbe quanto meno difficoltoso se non impossibile. Appartengono a tutte le categorie sociali. Operai, manovali, dirigenti, professori, preti, sportivi. Di ogni credo religioso oppure atei. Di ogni ideologia. Sono giovani. Sono di età più avanzata. Sono ricchi. Sono poveri. Sposati, single. Etero, gay, curiosi. Chiunque desidera fare sesso, che sia con una ragazza sensuale, spudorata, passionale, oppure con una trans dotatissima e femminile o con un ragazzo trasgressivo e bollente, secondo i propri gusti: l’importante è ottenere piacere. Chiunque è potenzialmente un cliente. Ce lo confermano i dati: tra il 10% e il 40% della popolazione maschile dei paesi in cui sono stati raccolti usufruiscono delle prestazioni di professioniste e professionisti. Hanno necessità di una disponibilità (affettiva, sessuale, materiale), di una prestazione che li soddisfi a pieno. Sono persone normali e come clienti non chiedono niente di diverso da ciò che chiederebbero nelle loro relazioni consolidate, solo che spesso non hanno il coraggio di chiedere alle loro mogli o mariti, compagni e compagne. Sesso orale, sesso anale sopra tutto. Giochi osè, giochi di ruolo. A volte simulazioni di appuntamenti romantici, messa in scena di situazioni coinvolgenti e ad alto tasso erotico. A volte vogliono semplicemente parlare. Altre vogliono scoprire cosa vuol dire fisicamente essere la femmina in un rapporto, dominare o essere dominat*, o giocare in un modo che la società per sovrastruttura e vizi di forma culturali non consentirebbe loro. Non è un surrogato di una relazione completa, non è un’esperienza vuota e sterile. Il sesso a pagamento non è più solo la valvola di sfogo maschile, ma un territorio in cui si esprimono bisogni diversi dal passato, che hanno a che fare con la trasformazione dell’individuo moderno. Il mercato del sesso ovviamente non è neutro rispetto al genere: uomini e donne hanno percentuali diverse in questo mercato. Non sorprende quindi che ancora oggi siano le donne, le ragazze belle e avvenenti delle foto o le trans che si stanno facendo sempre più spazio spesso sostituendo le donne, a fornire la maggioranza dell’offerta di servizi sessuali e gli uomini a effettuare la richiesta. L’incontro con un/a escort, sia essa una ragazza, una trans, un boy, promette libertà da ogni vincolo sociale e relazionale. E incredibilmente il denaro permette una finzione di relazione che la rende vera, in cui uno solo è il desiderio e uno solo è il piacere.

Numa