sesso sfrenato
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Erano da poco passate le otto quando Giulia alzò le serrande della piccola libreria nel centro di Bologna; alta, snella e pallida, la giovane aveva da qualche mese ottenuto il lavoro da commessa, dopo aver fatto una buona impressione a Carla, la titolare del negozio.
Quel giorno non sarebbe stato uguale agli altri: infatti, nella tarda mattinata, Luca, un maturo scrittore di libri erotici, si sarebbe intrattenuto con gli ammiratori nella libreria per parlare del suo ultimo romanzo, che stava riscuotendo un buon successo tra gli amanti del genere.
Giulia, dal carattere schivo e riservato, non avrebbe mai pensato che si sarebbe ritrovata a vendere i libri di genere erotico che proponeva il negozio di Carla: si trattava infatti di una libreria specializzata in volumi a tematiche hard, lgbtqi e trans, con la vendita anche di una varietà di oggettistica sexy.
Dal vivo Luca era più affascinante di come Giulia se lo immaginava: sulla cinquantina, dal fisico ben strutturato, i capelli brizzolati e la carnagione olivastra, aveva un’aria sicura ma calma e pacata, al contrario di lei, sempre ansiosa e che vestiva il più delle volte solo con una corta gonna di jeans e una maglietta scura.
Una ventina di fans pendeva dalle labbra dello scrittore, mentre lui rispondeva alle varie domande sicuro di sé ed estremamente gentile. Terminato di firmare le varie copie di ‘Passione segreta’, Luca si ritrovò solo con Giulia e Carla, che lo guidò in una piccola visita del negozio, ordinando alla ragazza di mettere a posto il negozio.
All’improvviso Carla ricevette una chiamata sul cellulare: un’emergenza in famiglia la costrinse a salutare l’uomo frettolosamente e a correre a casa.

Strani incontri in libreria

Giulia, terminato di riordinare e vedendo la titolare andare via di gran carriera, pensò di essere sola; chiuso il negozio, si mise a controllare la cassa, continuando a pensare all’affascinante scrittore.
Ben presto iniziò a fantasticare su di lui e su come sarebbe stato sentirsi posseduta da Luca, ritrovandosi quasi immediatamente bagnata; fu allora che, non potendo più resistere, iniziò a toccarsi, dapprima solo con un dito, infilato sotto la gonna, poi, abbassate le serrande e rimasta in lingerie sexy nera, con tre dita. Toccarsi sul posto di lavoro non era una novità per lei, che da qualche settimana aveva preso quest’abitudine: il brivido di poter essere scoperta la eccitava ulteriormente e la faceva sentire una birichina.
Le sue mani, dalle unghie pittate di nero, continuavano a muoversi furiosamente sulla sua piccola figa depilata e la sua lingua ogni tanto guizzava fuori dalla bocca fino quasi a toccare il septum al naso, quando si accorse che qualcuno la stava osservando: era Luca, che, con un sorriso metà beffardo e metà compiaciuto, si stava godendo lo spettacolo di una giovane e minuta ragazza dark che si stava toccando a gambe larghe, seduta su una sedia d’ufficio, con ancora la lingerie e le calze a rete addosso.
Giulia rimase spiazzata e smise di colpo di masturbarsi, cercando di coprirsi con le braccia i piccoli ma sodi seni, i cui minuti capezzoli chiari fuoriuscivano dal reggiseno; notando però il rigonfiamento sui pantaloni di Luca e il suo sguardo acceso, fece una cosa che non si sarebbe mai aspettata da se stessa: lentamente, aprì di nuovo le gambe, si leccò l’indice e il medio sinistri e riprese a toccarsi, guardando dritto negli occhi il maturo scrittore.
D’altro canto Luca, per nulla imbarazzato, continuando a guardare la ragazza, cominciò a togliersi giacca, cravatta, camicia e pantaloni, rimanendo in boxer. Lentamente si avvicinò a lei, ancora seduta, e, abbassando anche le mutande, scoprì la verga, molto larga e venosa, con una grossa cappella scura lucente.

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Trovandosi il membro a pochi centimetri, Giulia, continuando a toccarsi, lo prese in bocca senza pensarci due volte: aveva paura, con i suoi diciannove anni, di risultare poco esperta agli occhi di Luca e per questo si impegnò a fondo, senza mai distogliere i suoi grandi occhi verdi da quelli di lui.
Se lo lavorò per bene, mettendoselo tutto dentro e arrivando a toccare il ventre di Luca con le labbra, sentendosi tutto in gola il suo possente cazzo, ora davvero duro e bagnato.
Fu allora che, liberato furiosamente il bancone, l’uomo sollevò di peso la piccola ragazza e la mise, gambe aperte, sul piano di legno, osservando per qualche istante la minuta passera rosata di Giulia, un baccello non ancora dischiuso; ne assaporò avidamente il gusto e l’odore, leccandola delicatamente e mordendole di quando in quando l’interno delle cosce color madreperla.
Soddisfatto, iniziò a penetrarla con veemenza; ad ogni colpo, le tette della giovane sobbalzavano, ormai liberate dal reggiseno e lucide di saliva, mentre Giulia si teneva con le mani ben allargata la figa, messa a dura prova dal grosso cazzo di Luca. Dopo parecchi minuti, stufo di scoparla in quella maniera, la girò brutalmente e la mise a novanta, in piedi con il busto di lei sul bancone; prendendola per i capelli con una mano, prese a scoparla da dietro con un ritmo sempre più sfrenato, mentre con l’altra mano teneva il culo di Giulia, ormai in estasi: era esattamente la scena che lei si stava immaginando solo pochi minuti prima, mentre si toccava persa nelle sue fantasie. Questo particolare la eccitò ancora di più e, allungata una mano verso una mensola su cui erano esposti alcuni sex toys, prese un piccolo vibratore anale, passandolo a Luca, che non si fece pregare e lo infilò nel piccolissimo culetto di lei, per suo sommo godimento.

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Ad un tratto Giulia, impazzita di piacere, volle prendere in mano la situazione: dopo averlo spinto via e costretto a sdraiarsi sul pavimento, lo cavalcò freneticamente, saltellando velocemente sul suo cazzo fino a quando, inaspettatamente, scossa da un brivido di intensità mai provata, non iniziò a squirtare copiosamente sul ventre di un euforico Luca.
La ragazza non lo aveva mai provato prima, tanto meno di questa portata e, passato il primo istante di imbarazzo e vedendo che allo scrittore la cosa pareva piacergli da morire, si lasciò trasportare dalla situazione ed eiaculò ancora due volte su Luca, ormai in una piccola pozza del liquido caldo di Giulia.
La giovane voleva sentirsi ancora più sporca e, non paga di quei potenti orgasmi, fece alzare l’uomo, gli si inginocchiò di fronte e lo pregò di sporcarla ovunque di sperma; Luca, che non aspettava altro, sollecitato dalla lingua di lei sulle sue palle, raggiunse l’acme del piacere, coprendo di caldo liquido la faccia, il collo e i piccoli seni di Giulia mentre lei, continuando a masturbarsi, venne nuovamente.
La ragazza corse in bagno a pulirsi e, una volta tornata, Luca se ne era già andato; per lui Giulia era solo una delle tante, un buon modo per svuotarsi, una sciocca ragazzina di cui approfittarsi. Tuttavia la giovane non se la prese, anzi, il fatto di essere stata usata e poi abbandonata la fece sentire di nuovo eccitata; da allora, ancora oggi ogni tanto Giulia, verso sera, abbassa le serrande della libreria lasciando la porta d’ingresso aperta e inizia a toccarsi, sperando che Luca entri e la sorprenda ancora.