Oggi non esistono più le motivazioni che imponevano ad un principe di sposare una vergine.
L’antica tradizione di matrimoni tra consanguinei, basti pensare a quelli tra fratello e sorella in uso tra i faraoni d’Egitto, secondo cui il sangue reale doveva essere mantenuto “puro”, aveva portato al verificarsi di frequenti casi di follia, malformazioni fisiche e di emofilia.
Infatti, il sangue reale non è per nulla superiore a quello degli altri esseri umani. Al contrario però può risultare portatore di gravi carenze a causa di secoli di matrimoni tra parenti.

Le principesse dei nostri giorni non sono portatrici di doti matrimoniali nelle quali rientrano trattati commerciali, possedimenti territoriali o evitano guerre, né ricchezze in grado di trasferire risorse patrimoniali da uno stato all’altro.
La verginità non è più un bene imprescindibile ed apprezzato. Infatti la maggior parte delle ventenni colte, sane e di buona famiglia non sono ormai più vergini.

SENZA SANGUE BLU: Carlo
Dopo le disastrose conseguenze del matrimonio del principe Carlo d’Inghilterra con Diana, che era una nobildonna vergine, gli eredi dei moderni sovrani sposano ragazze borghesi di proprio gradimento e certamente non più vergini.

SENZA SANGUE BLU: Diana
Il principe ereditario del trono di Norvegia, Haakon di 28 anni, ha sposato nel 2001 la ragazza con cui conviveva, Mette-Marit Tjessem Hoiby.


Questa ragazza, anche lei ventottenne, bionda, alta, prosperosa e con la mascella volitiva, è una borghese di ceto bassissimo. Ha lavorato come cameriera e raccoglitrice di frutta nelle tenute di campagna. E non ha un titolo di studio.
Peggio ancora, ha un figlio illegittimo di quattro anni, avuto da un uomo che è in prigione per traffico di droga.


Per riuscire a sposarla, il principe Haakon ha dovuto lottare e minacciare di rinunciare di succedere al padre, re Harold, sul trono se non gli fosse stato concesso il matrimonio con lei.

SENZA SANGUE BLU: Re Harold
Molti hanno paragonato la vicenda alla crisi costituzionale causata da Edoardo VIII d’Inghilterra per Wallis Simpson.

SENZA SANGUE BLU: Edoardo VIII
La similitudine però non regge perché le autentiche motivazioni non erano nelle caratteristiche della donna, ma nelle simpatie politiche della coppia.
Tuttavia, la maggior parte dei Norvegesi dichiarò di non essere contraria al matrimonio ed in linea con il moderno sentire, da un sondaggio emerse che il 70% voleva la fidanzata del principe come futura regina.
Dunque, Mette-Marit, non certo vergine, si è vista perdonare il proprio passato, ma ha promesso di non ripetere certi errori e si è conquistata un regno.

SENZA SANGUE BLU: Wallis Simpson
Il principe Carlo era presente al matrimonio e si dice che abbia partecipato con grande gioia.


Il principe ereditario olandese, il trentatreenne Willem, nel 2002 ha sposato l’argentina Maxima Zorreguieta di 29 anni.
Per questo matrimonio ci furono numerose proteste, ma non per la mancata verginità della sposa, che possiamo dare per scontata.

SENZA SANGUE BLU: Maxima Zorreguieta
Neppure si aveva da ridire sulla vita passata di Maximina, una donna colta e che lavorava presso la borsa di Wall Street.

SENZA SANGUE BLU: Wall Street
Il problema era costituito dal padre della promessa sposa, che aveva fatto parte della giunta militare argentina, un regime accusato di crimini contro la popolazione di quel paese.
Alcuni opinionisti e politici sostennero che Willem avrebbe dovuto rinunciare al trono se avesse sposato una donna con un padre così indegno, come se le colpe dei padri ricadessero sui figli.
Willem dichiarò di essere pronto a farlo se avessero cercato di impedire il matrimonio.
Maximina si conquistò un amplissimo consenso popolare, perché l’opinione pubblica non confuse la sua vita con la posizione del padre e nonostante le proteste la coppia si sposò.

Il matrimonio fu celebrato nel Febbraio del 2002 in Olanda, anche se ai genitori della sposa fu imposto di non partecipare e di restare a casa in Argentina.
Dunque, a questo punto, la storia fa supporre che Carlo sia stato l’ultimo principe a sacrificarsi sull’altare di Imene, simbolo della verginità, per rispettare il dovere dinastico nei confronti del proprio ruolo e del suo paese.
I principi moderni sposano le donne che amano, tuttavia, la gente comune che ha sposato una persona di propria scelta è pienamente consapevole di un fatto spiacevole: il matrimonio spesso finisce in un divorzio, a causa di un terzo incomodo, con il quale uno dei due intreccia una relazione.

Infatti, anche un matrimonio d’amore, una volta che l’abitudine lo abbia reso monotono, non è l’antidoto all’adulterio.
L’opinione pubblica, comprensiva nei confronti di principi che per dovere hanno sposato nobildonne o principesse inguardabili e poi sono finiti tra le braccia di amanti avvenenti, non sarà altrettanto tollerante verso quei sovrani che hanno lottato per sposare la donna che amano e poi si fanno ugualmente l’amante o le concubine.
I principi ed i re, anche quelli sprovvisti di attrattive fisiche, o addirittura veramente brutti, non mancano mai di ammiratrici, attratte dal fascino erotico della loro posizione.


Attratte dal fascino erotico della regalità, le donne continueranno, come disse Luigi XIV, ad “assediare il cuore di un principe come si trattasse di una fortezza”.
E’ vero quanto recita un proverbio goliardico: “Guardalo bene, guardalo tutto, l’uomo in bolletta quant’è brutto !”, ed allora, che principe o re è un uomo in “bolletta”, cioè senza soldi e potere?