Sarah Avolio, modella e Miss transgender napoletana, (tra i numerosi titoli vinti, ricordiamo quello di Miss Trans Model 2012 a Miss Trans Italia) è in piena ascesa professionale: parteciperà come concorrente in rappresentanza dell’Italia alla prossima edizione di Miss Trans Star International il 14 dicembre a Barcellona che quest’anno ha tra gli sponsor anche Piccole Magazine e Piccole Magazine Tv. Sarah non è solo tanta, tanta bellezza: è anche un’attivista LGBT molto sensibile e oggi l’abbiamo intervistata riguardo una tematica molto importante, il diritto al lavoro. Come lei stessa ci racconta: “in Italia la difficoltà più grande è quella di non riuscire a costruirsi un futuro e accedere al mondo del lavoro o di perderlo se cominciano la transizione. Un altro grande problema sono le discriminazioni e le violenze quotidiane che soprattutto le donne trans subiscono: insulti e violenze fisiche. Qualcosa deve cambiare, e in fretta”.

Ciao Sarah, affrontiamo oggi con te un tema che ci sta molto a cuore: il diritto al lavoro per le persone transessuali. Ci vuoi raccontare la tua esperienza a riguardo?
Ciao Piccole Magazine grazie per avermi interpellata. Durante la mia transizione ho svolto differenti lavori come commessa e responsabile di negozio poi parrucchiera, perché la transizione ha dei costi e non pochi per chi vuole intraprendere questo percorso, specialmente in ambito privato. Le strutture pubbliche non sono sempre disponibili, ci sono liste di attesa e tanto altro, ma tutto questo oggi ha reso possibile quello che sono io, con tanti sacrifici e tante rinunce personali, come divertimenti, ballare, uscire con amici, alla famiglia.

Che in quella fase sarebbe comunque giusto vivere.
Si e purtroppo sul lavoro in alcuni casi dovevo nascondere il mio vero io, la mia natura perché al datore di lavoro poteva dar fastidio e sentirsi chiedere dai clienti “sei uomo o donna” è molto offensivo. Più volte mi sono sentita dire questo dalle persone e bisogna fare bel viso a cattivo gioco anche se il datore di lavoro sapeva del mio percorso di transizione.
Attualmente non ho un lavoro: come ben sapete lavoro nei locali notturni ma dopo anni inizio a mollare perché cerco una stabilità, un vero lavoro per integrami nella società e finalmente realizzarmi con i sentimenti. Dopo che sono stata licenziata per mobbing, ho fatto svariati colloqui senza successo, nei quali veniva evidenziata la mia diversità, mi hanno offesa e trattata male. Per noi trans e diventata un’impresa inserirsi nel mondo del lavoro.

Di tutti i lavori svolti quale ti ha formata maggiormente?
Sicuramente la parrucchiera estetista dove potevo sentirmi veramente io ed esprimere la mia passione senza essere giudicata.

Conosci persone trans che nonostante i titoli di studio fanno fatica a trovare lavoro?
Certo, ho amiche laureate che sono state costrette a lasciare il posto statale come insegnante, altre che sono costrette a prostituirsi per vivere con tanto di laurea e diploma…la situazione è più critica di quanto sembri. E l’attuale sistema italiano non prende provvedimenti anche se molte volte la colpa è nostra perché nessuno scende in campo per reclamare i propri diritti. Tante cercano di nascondersi, oppure chi ha investito in qualcosa se ne deve tirare fuori per cause di forza maggiore.

Secondo te, cosa è che “frena” i datori di lavoro nell’assumere una persona transgender?
I clienti non accettano la figura transgender e quindi il datore pur di non perdere clienti preferisce non assumere per etica morale verso i clienti, che all’occhio comune viene vista diversa, non come un essere umano .

Che cosa si potrebbe fare per migliorare questa incresciosa situazione e far si che tutti, indifferentemente da orientamento di genere, possano lavorare?
Semplicemente le persone dovrebbero essere più flessibili e cercare di capire che una transgender e una persona normale non ha nulla di diverso se non orientamento sessuale. Bisogna aprire la mente perché siamo tutti uguali, siamo persone e basta, essere umani.

Non è facile stare lì fermi ad attendere che tutto cambia e essere rifiutati, discriminati, EMARGINATI.
Molte volte si vuol urlare a squarciagola “io esisto” ed è ciò che si dovrebbe fare secondo me giorno dopo giorno, soprattutto nei momenti di sconforto. So che non è facile ma nemmeno impossibile e se la politica e la nostra stessa popolazione ci rema contro saremo costrette sempre a fare ciò che noi stesse non vogliamo ma dobbiamo.

Non è sicuramente facile.
Non lo è. Non è facile essere additate come la trasgressione. Facciamo fatica a trovare la ricchezza più grande, l’Amore: gli uomini non vogliono una come noi e chi ci prova poi scappa o ci sfrutta, è la triste realtà.
Oggi succede a me e alle mie sorelle ma un domani non lontano può succedere a un vostro figlio o figlio del figlio e allora come reagirete? Chiuderete gli occhi? Serve un cambiamento, anche piccolo, che ci consenta di avere un lavoro, una vita, una famiglia, un amore.

Sarah, sappiamo che ti stai preparando per un impegno molto importante, ce ne vuoi parlare?
Dopo gli ultimi concorsi fatti qui in Italia ho deciso di puntare ad un obiettivo più alto con la speranza che questo mi possa portare nuove opportunità e nuove esperienze personali.
Ora mi sto preparando per un evento internazionale, Miss Trans Star International, che si terrà in Spagna, a Barcellona. Io sono l’unica rappresentante dell’Italia in un concorso così prestigioso e mi confronterò con ragazze transgender da tutto il mondo. Il livello è molto alto e già questo mi fa sentire privilegiata di essere già li tra le mie simili e mettermi a confronto con loro.

Punti a vincere?
Non importa se vinco oppure perdo…sarà comunque un’esperienza superlativa e per me è già una vittoria. Dopo avrò un nuovo bagaglio di esperienze e novità.

Si sente che metti il cuore in tutto quello che fai.
Lo faccio non solo per me stessa, ma per tutta la comunità che ad oggi non crede in me. Ma quando ritornerò e porterò in Italia ancora non c’è, spero che forse mi affiancheranno. Il brutto di qui è che vogliono vivere tutto il primato, e ci sta, nel nostro piccolo ognuno è la stella di se stessi. Ma essere una stella riconosciuta da tutti bisogna dimostrarlo, lasciare il segno. Con questo non voglio dire che io sono meglio di altre, io sono PER VOI ALTRE, perché a me alla fine non arriva tanto, ma se lotto è per le mie sorelle future, per le mie figlie, come le vorrei chiamare gentilmente. Vorrei dare loro un’integrazione in questa società bigotta. Dalle altre parti del mondo, nonostante le tante difficoltà hanno anche tante agevolazioni.

Cosa frena il progresso in tal senso qui in Italia?
E’ quello che gli altri dicono, ecco perché a volte ci nascondiamo, ma non dobbiamo farlo perché dobbiamo affermare noi stessi come esseri umani, grazie alle nostre capacità. Dobbiamo essere valutate per quello che sappiamo fare non per quello che siamo. Finché questo meccanismo continua, non ci sarà mai una svolta. Questa credo sarà possibile solo se ci sarà unione tra noi. Quando rilascio interviste, è anche un modo per dar voce a quello che vivono le altre e che non hanno il coraggio di dire, perché vogliono vivere la cosiddetta vita “normale” senza etichette e senza giudizi. Non hanno torto ma è giusto che combattano insieme a noi, perché come hanno sofferto loro, ho sofferto io, e come soffro io, soffrono loro. Solo insieme si possono vincere le battaglie.

A livello di legge qualcosa è stato fatto. Dagli anni 80 c’è una legge che permette alle persone trans di ottenere la modifica del documenti e di poter fare l’operazione per il cambio di sesso, se vogliono.
Però la trafila è molto lunga. Per modificare i documenti bisogna andare davanti a un tribunale e ottenere la sentenza di un giudice. Per farlo bisogna avere un po’ di soldi da parte: per pagare l’avvocato, le visite psicologiche e psichiatriche che rilasciano la diagnosi di disforia di genere. Tutto questo comporta tanto tempo, in cui la persona transgender vive la sua vita con dei documenti e un nome che non corrispondono alla sua identità.

Grazie Sarah Avolio per averci toccato con queste bellissime parole e in bocca al lupo per Barcellona e il tuo futuro professionale!
Ringrazio Piccole Magazine per la disponibilità e soprattutto per i passi avanti che ha fatto nel tempo. A presto!

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