Sailor Moon: 25 anni dopo il debutto della prima eroina LGBT+!Era un pomeriggio come tanti di venticinque anni fa quando una ragazzina giapponese quattordicenne debuttò nella tv italiana. Da quel momento iniziò un profondo ribaltamento culturale. Era Sailor Moon e la sua immagine ha accompagnato una generazione intera. È impossibile infatti non conoscere la guerriera vestita alla marinara! È infatti lei la protagonista del manga che probabilmente, almeno in Italia, ha avuto il maggiore successo e impatto.

Fin da subito ovviamente le reazioni all’anime giapponese non sono state positive, anzi. È infatti finita subito nel mirino di diverse critiche per le tematiche relative all’universo queer contenute nella storia. Ma la produttrice non si è arresa e ha continuato la sua scalata verso il successo, raggiungendo i 200 episodi, 3 film cinematografici, 2 cortometraggi e 3 special televisivi. Forti i messaggi di sorellanza, amicizia e complicità lanciati nei vari episodi. Il tutto unito a quello dell’accettazione di ciò che ci rende diversi e di ciò che ci rende imperfetti.

La protagonista, Usagi (in Italia Bunny), era si la prescelta per sconfiggere il male, ma era un’eroina in cui tutte le ragazzine potevano riconoscersi. Era pigra, disordinata, poca amante dello studio e goffa, insomma non un modello irraggiungibile. Era un’amica, qualcuno in cui rispecchiarsi. E soprattutto ha insegnato al suo pubblico che si può fallire. Se nella società di oggi il fallimento viene visto come una lettera scarlatta che accompagna ogni passo, Sailor Moon ha dimostrato che alle volte le cose non vanno come devono e la missione può fallire.

Ma non è tutto! Ha infatti offerto una sorta di luogo sicuro a chi non si sentiva accettato, anticipando i tempi e aprendo le porte all’identità sessuale e alla comunità LGBT+!

Sailor Moon: 25 anni dopo il debutto della prima eroina LGBT+!Sailor Moon ha normalizzato quello che ancora oggi è al centro di discriminazioni, bullismo, odio e violenza. Haruka e Michiru, ossia Sailor Uranus e Sailor Neptune (Heles e Milena in italiano), sono uno degli esempi più evidenti di come abbia reso naturale agli occhi di molti le coppie omosessuali. Nonostante il primo doppiaggio abbia cercato di camuffare la loro relazione, la chimica tra le due donne è così forte che la tentata censura è fallita. Il loro rapporto infatti è molto velato e non ci sono baci fra le due ma l’intenzione dell’autrice di mostrare una relazione lesbica è stata legittimata inserendo le due protagoniste nel gruppo delle eroine.

Ma la sessualità, in Sailor Moon, è un argomento che non ha confini. È la protagonista stessa infatti a subire il fascino sia della sua amica Sailor Jupiter che di Sailor Uranus. Con quest’ultima si scambierà anche un bacio nella terza stagione, ma ovviamente la scena in Italia è stata censurata.

Sono tanti altri gli esempi che si trovano nella storia delle guerriere e che l’hanno portato ad essere un vero e proprio manifesto LGBT+. In tanti, attraverso le avventure delle guerriere Sailor, hanno imparato a non temere né la propria identità né il giudizio altrui.

In occasione dei 25 anni dalla messa in onda, il Mufant di Torino ha voluto dedicare una mostra al manga che ha contribuito all’emancipazione femminile e ai diritti delle minoranze.

Insomma, ancora oggi non è scontato, soprattutto nel mondo dell’animazione, vedere personaggi LGBT+, figuriamoci 25 anni fa!

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