I sadhu indiani, conosciuti in occidente come fachiri, appartengono ad ogni classe, e molti di essi usano il loro lingam personale o uno artificiale come unico strumento di lavoro.
Fino a che l’autentico o l’artificiale non sono stati benedetti da un bramino, tuttavia, non gli si riconosce alcun valore; dopo la benedizione, esso acquista notevoli virtù.

SADHU o FACHIRI e SIVA
Allorché celebrano pubblicamente i sacri riti, i sacerdoti di Siva devono essere completamente nudi; non importa quanto osceni o eccitanti siano questi riti, i sant’uomini non devono dare adito al minimo sospetto di esserne influenzati: devono apparire liberi da ogni passione.
Se essi mostrassero una qualsiasi emozione, il fatto sarebbe notato dagli spettatori, e questa è la ragione per cui i preti devono essere nudi, e le pene sono severe.
Statue di Siva e di altre divinità abbondano dovunque, molte con
lingam sui quali giovani donne sterili si immolano; che tale pratica le debba rendere feconde, è universalmente creduto.

SADHU o FACHIRI e SIVA Dulaure
Molti sacerdoti, tuttavia, preferiscono sostituirsi ai sacri idoli, e lo studioso Dulaure nota, nel riferire il fatto, che il sacrificio parrà allora più sacro ed assai più piacevole alle “vittime”.
Durante gli otto giorni della festa del Juggernaut, i bramini sono soliti offrire una giovane donna al dio; essa viene interrogata circa la sua sterilità o fecondità, e quindi, nell’oscurità del tempio, indotta a credere di avere avuto rapporti col dio, e che d’ora in poi i suoi desideri saranno esauditi.
Simili trucchi si trovano anche nella storia di altre religioni.
In una regione dell’India, allorché i sacerdoti lasciano i loro templi escono completamente nudi, suonando un campanello; questo richiama sul posto tutte le donne dei dintorni, che approfittano dell’occasione per venerare Siva baciando gli organi genitali dei sant’uomini.
Anche questa devozione deve essere accolta senza segno di emozione, sotto pena di punizione.

SADHU o FACHIRI e SIVA Osiride
Come con ogni probabilità, la leggenda di Osiride e di Seth fu in parte inventata per spiegare il culto del sesso in Egitto, così i sacerdoti indiani hanno inventato molte favole che riguardano Siva, che, mentre differiscono le une dalle altre nei particolari, usano però in qualche modo il lingam come base per la storia; bisogna aggiungere anche che Siva è conosciuto come il dio della distruzione, oltre che della riproduzione.

SADHU o FACHIRI e SIVA Mahadeva
Nel sud dell’India esso rappresenta la divinità universale, il supremo, ed è chiamato Mahadeva, il grande dio, e viene raffigurato con quattro braccia e mani, tre occhi, ed una ghirlanda posta come una collana di crani attorno al collo; generalmente è seduto ed assorto nei suoi pensieri.
Le sue armi sono il tridente, l’arco, il fulmine e la scure.
Come molti altri dei è sposato, e la moglie ha molti nomi, o forse egli ha molte mogli.
La storia di Siva è particolarmente interessante, sebbene, cosa curiosa, le varie leggende non sono in sanscrito, l’antica lingua indiana.
Siccome i serpenti sono responsabili di migliaia di morti in India, ogni anno, è molto verosimile che Siva, come dio della distruzione, fosse in origine un dio-serpente.
Che le cose stiano o no così, si rileva che alcune delle dottrine dei seguaci di Siva paiono essersi estese alla maggior parte dell’umanità, come rileva lo studioso
Peterson, che aggiunge:

SADHU o FACHIRI e SIVA Moloc
“Esse si sono diffuse tra nazioni remote, che erano ignare dell’origine e del significato dei riti che adottavano, e questa ignoranza può essere considerata causa della mescolanza e della confusione di immagine di idee che caratterizzano la mitologia degli antichi greci e dei romani. In effetti le nazioni straniere potevano copiare soltanto i segni esteriori e le cerimonie.
Esse non potevano venir ammesse di là dalla soglia del tempio. L’adytum era ad esse impetrabile.

SADHU o FACHIRI e SIVA Kali
Kal e Kali assunsero diversi nomi. Kal divenne Crono, Moloc, Saturno, Dis o Plutone e Typhon.
Kali divenne
Ecate, Proserpina e Diana che era venerata con sacrifici cruenti a Tauride.
Siva, nella sua personalità di potere creatore, divenne lo
Zeus triopthalmus (il ‘triocchiuto’, una speciale caratteristica di Siva), Giove e Osiride. Sua moglie Bhavani divenne Giunone, Venere, Cibele, Rea la dea siriana, la Pallade Atena armata, Iride, Cerere, e Anna Perenna.

SADHU o FACHIRI e SIVA Bhavani
La moltiplicazione delle divinità nacque dalla ignoranza della fonte della superstizione adottata, e del significato originario dei simboli. I vari popoli supplirono alla mancanza di informazioni per mezzo di favole congeniali alle loro caratteristiche nazionali e ai loro costumi; di qui nacquero quelle contraddizioni che fecero in seguito della loro teologia un labirinto di confusioni”.
Le autorità moderne probabilmente metteranno in discussione queste conclusioni, ma forse la verità vera è che, in qualche momento della remota antichità, le storie dei vari dei cominciarono a moltiplicarsi, e furono portate da tribù nomadi in tutta l’Asia, l’Africa e l’Europa, ed abbellite secondo il paese in cui una particolare storia prese domicilio
Le favole di Zeus e di Giunone, di Siva e di Bhavani, di Osiride e di Iside, possono avere tutte una origine comune che non appartiene né a Roma, né all’Egitto o all’India.

SADHU o FACHIRI e SIVA Proserpina