Capita sovente che da situazioni sofferte e difficili nascano momenti o storie destinate a lasciare il segno. E’ proprio grazie a questo apparente paradosso che è nato, oramai  ben 24 anni fa, il concorso dedicato alle bellezze transgender più importante e longevo d’Italia. Per questo e per numerosi altri motivi la redazione di IL PICCOLE magazine è onorata di poter intervistare la fondatrice, ideatrice ed anima del concorso Miss Trans Italia,  Miss Regina Satariano.

regina satriano Come è nato il concorso Miss Trans Italia e Sud America e quali sono state le motivazioni alla base della nascita di quello che è oramai da tutti considerato il concorso più importante d’Italia per il mondo Transgender?
Il concorso è nato dopo che una ragazza trans che aveva vinto una competizione del concorso miss Italia fu esclusa in quanto tale. Nel 92 ero direttrice artistica del locale (in quel periodo più famoso di Italia per la comunità Lgbt ) frau Marlen e trovai utile rispondere all’ esclusione con una provocazione permettendo alle persone trans di sfilare in passerella e creando Miss trans Italia ( serata fine a se stessa).
La polemica da parte di un parroco del luogo Tdl dove era ubicato il locale ha fatto da mega amplificatore dell’ evento stesso.
I giornali e le televisioni locali avevano appreso della ‘serata’ creandone di fatto un caso mediatico. Il mio impegno, sostenuto anche da una amica di nome Anastasia, era quello di convincere le trans (un po’ in tutta Italia) a partecipare perché, nonostante non fosse una cosa facile, era anche per il loro bene.
Abituate a lavorare in strada,  il trovarsi improvvisamente sulla passerella non era una cosa così semplice ed in quel contesto usciva tutta la loro fragilità. Insieme ad Anastasia siamo state nei capoluoghi più importanti riuscendo a coinvolgerne diverse. Quello che per me era importante è che ci fossero diverse ragazze trans in rappresentanza delle più importanti regioni italiane.

Dunque le motivazioni, sebbene in prima battuta fossero più legate al profitto di un evento (del resto era anche il mio lavoro in quanto prendevo una percentuale) dopo tutte le polemiche erano mutate in un obiettivo preciso, un impegno sociale volto alla rivendicazione di diritti negati.
L’averci messo la faccia oltre le energie era diventato prioritario, in quel contesto compresi quanta poca informazione veniva fatta se non legata alla cronaca nera; c’era una linea di confine che le ragazze trans non superavano, non perché non volessero,  ma piuttosto perché volutamente tenute lontane dalla comunicazione.
Ogni regione dava una risposta diversa e  questo fece comprendere come vivere da trans a Napoli fosse diverso dal vivere da trans a Milano…da lì presi del tutto consapevolezza che qualcosa andava fatto.

La serata stava quasi per incominciare quando venni chiamata all’ingresso perchè tre esponenti di un movimento a me allora sconosciuto MIT (Movimento Italiano Transessuale) mi reclamava. Li per lì non sapevo molto, mi avvicinai a queste persone, la presidente Marcella di Folco  venne verso di me ( sul momento ero un po’ spaventata ) mi aprì le braccia e mi strinse forte a se dicendomi “ grazie questa tua iniziativa sarà ricordata nella storia del movimento” , insieme a lei Valeri e Porpora Marcasciano.

Da allora ho fatto tesoro della conoscenza del movimento diventato poi movimento di identità transgender e ne sono parte integrante. Se il Concorso continua e perché dal movimento mi è stato chiesto espressamente di dare  visibilità ad un mondo ancora oggi invisibile.

regina satriano in consultorio
Regina Satariano e collaboratori presso Consultorio Transgenere

Ci puoi parlare più nel dettaglio su come è organizzato il concorso?
Inizialmente il concorso prevedeva due serate una per la preselezione ed una per l’ elezione della miss. Per oltre 10 anni il concorso è andato da sè senza combinarlo con Misstrans Sud America.
Da un lato era una scommessa personale, ancora non avevo realizzato bene il fatto che ero riuscita a creare un evento importante che poteva permettere di sghettizzare anche le trans non italiane.
La comunità brasiliana nel nostro territorio già faceva qualcosa ma non aveva visibilità, anche per questo motivo decisi di unirli insieme chiedendo la collaborazione a Romana Paoletti  e a Bambola star che diedero da subito la loro piena disponibilità .
Nel frattempo si era deciso di farle sfilare lo stesso giorno creando di fatto due Miss con lo stesso titolo ma, per le brasiliane, l’aggiunta della voce Sud America .
Ho lottato perché questo avvenisse nel massimo rispetto di tutte e devo dire che cosi è stato. La mattina del giorno prima dell’evento tutte le ragazze erano invitate ad un dibattito definito ed organizzato dall’ associazione. Successivamente, data la crisi, abbiamo deciso di fare la serata e l’evento legato alla riflessione nello stesso giorno .
Oggi il concorso prevede l’arrivo alle 09.00 con una giornata ricca di impegnati ed il tutto si conclude alle 00.30 circa ed è cosi suddiviso:

  • Arrivo
  • Sorteggio numero d’uscita
  • Consegna materiale costume maglietta foto e gadget
  • Informazione sul l’hotel dove alloggiano
  • Appuntamento presso la struttura del dibattito alle 10.30
  • Pranzo alle 13.00
  • Preparazione per studiare la scenografia e decidere il ballo ( qualcuno si è comunque organizzato per non arrivare digiuno).

Dopo un paio di ore di ballo possono andare a riposare oppure farsi i capelli ed il trucco . Come da regolamento, l’abito rigorosamente da sera lo portano le concorrenti, fatte alcune prove e poi via a prepararsi

  • Alle 22.00 circa incomincia la manifestazione

Come da regolamento chi non partecipa al dibattito viene escluso dalla competizione ludica

Sappiamo che sei un’ importante attivista LGBT. Cosa comporta un ruolo di questo tipo  e quali sono le attività che quotidianamente svolgi?
Il mio ruolo di attivista non nasce con il mio impegno per la comunità a cui appartengo dal ‘90, ma dalla mia formazione sociale e culturale . Dalla legge per l’aborto sino alla legge sul divorzio, seppur molto giovane, ero sempre in prima linea dunque non mi è stato difficile riconoscere che c’era un disagio forte verso una condizione nello specifico trans.
Certo, se non fosse stato per la mia predisposizione ad anteporre il diritto al profitto tutto sarebbe stato meno facile.
Il movimento trans ha dato la benzina ad un motore pronto a partire , questo ha fatto sì che potessi affiancare associazioni gay e lesbiche, da sempre in prima linea ma poco formate sulla questione trans. Da qui la volontà di legiferare in Toscana sulla questione discriminazione affrontando il tema del diritto di genere ed orientamento fortemente discriminati.

Nel 2008 la nascita del Consultorio Transgenere (con l’avvallo del MIT di Marcella) pose la firma per la sperimentazione sul territorio toscano grazie anche alla forte esperienza di quello su Bologna. Ad oggi il consultorio è diventato il secondo in Italia per i servizi dati alle persone trans Mtf (maschio a femmina) Ftm (femmina a maschio).
Un progetto che vede la Toscana seconda in Italia per l’impegno sui diritti a prescindere l’orientamento ed il genere.
La seconda attività, non meno importante, è quella del concorso Miss trans Italia che, come dicevo prima, prosegue per dare visibilità coinvolgendo le persone trans di tutta la penisola .

Dal 2014 la finale (nel frattempo  diventata itinerante) si svolge nei diversi capoluoghi permettendo così di smuovere le diverse sensibilità presenti in tutto il territorio nazionale (in molti casi a digiuno su questo tipo di problematiche) coinvolgendo tutto il movimento Lgbt, che da diversi anni  riconosce questo evento come proprio partecipando attivamente al dibattito ed alla serata conclusiva ludica.

Quando è stato il momento nel quale hai deciso, o sei diventata consapevole, che eri tu la donna giusta a rappresentare e portare avanti le istanze del mondo transgender?
La consapevolezza del ruolo che ti danno è nel consenso che ricevi per le battaglie in cui credi e che conduci quotidianamente, solo allora capisci che molti pongono in te fiducia e che non puoi deluderli. Vero è che portò avanti  le mie istanze diversamente dalle battaglie fatte per l’aborto ed il divorzio, che mi toccavano si ma in modo diverso perché lo riconoscevo come un diritto negato ma già allora sapevo che non mi avrebbero riguardata….

Quanto costa essere  imprenditori  sopratutto quando non sei una transgender qualunque?
Tantissimo, sopratutto perché ti rendi conto che il successo è legato anche alla consapevolezza della tua diversità in un territorio che ha si vocazione al turismo Lgbt ma che nel momento di difficoltà non si ferma per porgerti una mano.
Se fossi stata una persona non condizionata dal mio genere oppure senza essere così collocata nelle mie battaglie (ecco vedi cosa fanno i travestiti/ transessuali  non pagano, non rispettano le regole, si drogano, si prostituiscono ecc ecc) avrei certamente fatto come molti e cioè avrei lasciato la mia azienda dopo il secondo anno oppure anche dopo il quarto anno. Quando però tutti ti guardano come un riferimento ed il tuo locale diventa l’unico posto dove finalmente le persone trans possono sentirsi a casa loro, beh… allora diventa difficile staccare la spina senza renderti conto che la guerra lascia solo detriti intorno a sè, e che per ricostruire non bastano gli anni che avrai davanti.

Poco importa agli altri se per questo hai perso un compagno con cui stavi da vent’anni e tutto quello costruito nel tempo precedente  perché nessuno lo ricorderà, ed allora capisci che forse è valso a poco ma con il tempo te ne fai una ragione, così come comprendi che non devi guardare indietro ma sempre avanti.

DIO SALVI LA REGINA !!!

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