Non è senza interesse sottolineare che una delle leggi di Romolo, il fondatore di Roma, proibiva ai patrizi di sposare una plebea, anticipazione della teoria della “razza pura”.

RAZZISMO SESSUALE: Romolo
I plebei che avevano ottenuto il pieno diritto di cittadinanza, ne furono profondamente feriti e protestarono a gran voce; in ogni modo, il matrimonio fu a lungo reso per loro una questione particolarmente intricata, sebbene, una volta celebrato, esso ponesse la donna su un piano di parità con il marito per quanto riguarda i “diritti”.
Pare che vi siano stati tre tipi di matrimonio, tutti folti di cerimonie, sebbene il terzo fosse più una forma di concubinaggio legalizzato che un matrimonio vero e proprio.
Questo e la prostituzione vengono direttamente a contatto con l’idea del culto fallico.
E’ notevole il fatto che gli antichi romani, una razza grande e nobile sotto tanti punti di vista, siano stati così compiacenti non solo verso ogni tipo di prostituzione, ma anche verso qualsiasi forma di aberrazione sessuale e di vizio, persino verso quelli considerati “contro natura”.
Una classe di prostitute romane merita una particolare menzione; quelle donne che appartenevano a questa classe erano soprannominate alicariae o “fornaie”.

RAZZISMO SESSUALE: Venere
Esse erano solite attendere accanto alla bottega dei fornai, specialmente di quelli che vendevano certi tipi di torte che si acquistavano come offerte a Venere, Iside, Priapo, e ad altri dei e dee.

RAZZISMO SESSUALE: Iside
Queste torte, di solito modellate come gli organi sessuali del maschio e della femmina, erano largamente vendute; inoltre, i fornai erano sempre pronti a compiacere alla clientela mantenendo un gruppo di prostitute nei locali giorno e notte.
Un altro fatto straordinario salta all’occhio appena si cominciano a studiare gli usi e la morale dell’antica Roma: mentre molti dei suoi scrittori conducevano una vita relativamente austera e casta, i libri che essi scrivevano erano a piene mani disseminati di descrizioni allusive e licenziose, frequentemente espresse nel linguaggio più osceno.
I lavori pornografici erano sempre molto richiesti, ma pochi nomi dei loro autori ci sono noti.

RAZZISMO SESSUALE: Petronio
Il famoso romanzo di Petronio, Satyricon, è sopravvissuto; la poesia di Giovenale e gli epigrammi di Marziale e Catullo dimostrano quanto fosse popolare questo genere di letteratura in Roma.

RAZZISMO SESSUALE: Giovenale
C’è davvero da ringraziare che alcuni degli antichi classici siano sopravvissuti, dato che è soprattutto ad essi che noi dobbiamo la nostra conoscenza delle mode, degli usi e della morale.
Il cristianesimo perseguitò senza scrupoli questi classici, distruggendo tutto ciò che poteva e particolarmente ogni opera che avesse odore di erotismo.
L’amore era un peccato agli occhi del Padri della Chiesa; la donna era il diavolo, la tentatrice, la seduttrice che distoglieva gli uomini dal virtuoso sentiero di Dio, facendoli peccare mortalmente.
I loro lavori erano pieni di assurdità sulle donne, che nessuno oggi può leggere senza sorridere.

RAZZISMO SESSUALE: Proculo
Tutto questo, però, non giustifica la distruzione deliberata di tante opere preziose e popolari nell’antica Roma; per esempio, non ci è rimasto nulla di Proculo; nulla dei famosi oratori Ortensio e Servio Sulpicio, di cui sappiamo che hanno scritto versi stupendi, anche se licenziosi.

RAZZISMO SESSUALE: Servio Sulpicio
Non è rimasto nulla di Sisenna, di Memonio o di Ticida o di Sabello o di Cornificio, di Eubino, di Anser, di Porcio, che furono tutti tenuti in grande stima non solo da poeti come Ovidio, ma altresì da quella parte del pubblico che era in condizione di leggere ed apprezzare la buona letteratura.

RAZZISMO SESSUALE: Ovidio
I loro libri furono sistematicamente distrutti dai primi Padri della Chiesa, sebbene si debba ricordare che alcuni di questi Padri, o i loro seguaci, abbiano distrutto anche copie dei Vangeli canonici, cancellando lo scritto e sostituendolo con le loro interpretazioni personali.
Naturalmente il problema se la distruzione di versi erotici e di altri scritti possa, su un piano generale, essere giustificata dall’interesse della morale, è un’altra questione.
Esso coinvolge l’intero problema della censura, di che cosa debba essere censurato e chi debbano essere i censori; una conclusione che inevitabilmente deriva da qualsiasi discussione di questo problema è che gli ultimi che avrebbero dovuto avere mano nella censura sono individui col tipo di mente esaltata, da cui erano evidentemente affetti i Padri della Chiesa.
Essi erano pronti a distruggere l’arte in ogni sua manifestazione e forma, poesia, musica, pittura e scultura, che in un modo o nell’altro non si conformasse ai loro ristretti ideali di religione.

RAZZISMO SESSUALE: Erodoto
Non è colpa, o meglio merito, loro se le opere dei grandi autori latini e greci che ci sono giunte non furono pure distrutte; non è ad essi che noi dobbiamo Erodoto, Livio, Tacito, Orazio, Catullo, Marziale e Petronio.

RAZZISMO SESSUALE: Tacito
Non si deve credere che i diversi templi in Roma fossero usati soltanto per scopi licenziosi.

RAZZISMO SESSUALE: Ercole
Checché i sacerdoti pensassero di Venere, Priapo, Ercole, Iside o anche di un dio come Esculapio, è un fatto che il grosso pubblico venerava le sue particolari divinità esattamente come la gente oggi va in chiesa e prega Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.
In particolare, alle divinità venivano continuamente fatte offerte allo scopo di ottenere la guarigione dalle malattie.

RAZZISMO SESSUALE: Esculapio