#ProudBoys: l'esproprio della comunità LGBT+In questo mondo dove la tecnologia sta prendendo il posto della vita reale, non si poteva che scegliere il canale dei social per lanciare un messaggio di cambiamento. E così dopo #BlackLivesMatter e #TransLivesMatter, ecco che è diventato virale anche #ProudBoys.
Ne avrete sicuramente già sentito parlare dei Proud Boys, ma in tutt’altro ambito. È infatti (o forse è meglio dire era) un gruppo razzista a cui il Presidente Trump si è rivolto durante il suo primo confronto con lo sfidante Biden. Ora però la comunità LGBT+ si è appropriata del loro nome per rovesciare il messaggio di intolleranza da loro lanciato. Non possiamo negare che si tratta di una geniale intuizione, diventata subito virale. È un vero e proprio ‘prendere in ostaggio‘ il loro nome, crearne l’hashtag e usarlo in foto e video, prima ironici ora provocatori, in cui i protagonisti si baciano e ballano.

Il gruppo di estrema destra Proud Boys era nato 4 anni fa per sostenere Trump alle elezione.  Ovviamente aveva fatto la sua fortuna ed era diventato popolare sui social per i messaggi di intolleranza. Ora, sullo stesso terreno virtuale è stato beffato dalla comunità LGBT+, che è passata dalle magliette nere scelte come segno distintivo in origine, a un’esplosione di colori e arcobaleno.

#ProudBoys: l'esproprio della comunità LGBT+Il tutto è nato da una provocazione di George Takei, attore di Star Trek e attivista LGBT+. Qualche giorno fa scrisse su Twitter: ‘Che succederebbe se i gay si facessero foto mentre si baciano o fanno cose molto gay, e poi usassero il tag ‘ProudBoys’? Scommetto che li metterebbero davvero in crisi…’

Ed ecco che da giorni il nome del gruppo di estrema destra è di tendenza, legato a post di omosessuali, lesbiche e transgender che si baciano o ballano. Il tutto per lanciare un messaggio di tolleranza e amore anziché odio e discriminazione. Geniale no?

Il messaggio si è rivelato così potente da coinvolgere anche le forze armate canadesi di base negli Stati Uniti. È loro infatti la foto dei due soldati che si baciano appassionatamente, diventata da subito simbolo di questo ‘contro-movimento’.

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