I culti fallici erano collegati alla prostituzione sacra, che era un aspetto rilevante della vita sociale romana e greca. Il suo scopo era di procacciare denaro ai sacerdoti, oltre che sollecitare i gusti più accesi del popolo. Non si deve credere però che le autorità non si rendessero conto di queste cose.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana
Il tempio di Venere in Roma fu distrutto almeno dieci volte dalle autorità e dieci volte ricostruito. Sebbene si debba aggiungere che i templi spesso portavano il nome di Iside.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Iside
Questa dea, introdotta non si sa quando nell’impero romano, aveva un grande tempio dedicato al suo culto nel Campo di Marte, circondato da ampi giardini.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Campo di Marte
Pare che i suoi sacerdoti fossero capaci di qualsiasi delitto, almeno in fatto di vizi e depravazioni.
Vengono descritti spesso ubriachi e pieni di cibo; tuttavia passeggiavano per le vie di Roma nei loro sozzi vestiti di lino, portando sul volto una maschera a muso di caprone. Passeggiavano domandando la carità e minacciando la vendetta di Iside a coloro che gliela negavano.
Si dice pure che essi fungessero da mezzani, pronti ad assumersi qualsiasi incarico amoroso, si trattasse di seduzione o di quella che oggi chiameremmo tratta delle bianche.


Nelle sue famose satire, Giovenale mordacemente attacca i sacerdoti e le scene di lussuria che si svolgevano regolarmente nel tempio di Iside.

L'ANTICA ROMA: Bacco PROSTITUZIONE Sacra e Profana:
Al culto di Iside si accompagnava in Roma quello di Bacco, che era considerato una delle incarnazioni divine di Osiride.
Le feste che andavano sotto il nome di misteri presentavano le abituali scene di sfrenatezza sessuale: i partecipanti si chiamavano baccanti.
Spesso travestiti da fauni, essi correvano attraverso le strade, tutti nudi, con cimbali e tamburi ed altri strumenti musicali, montati su asini e bevendo in coppe a forma di fallo, mentre le donne danzavano attorno ad un carro che conteneva simboli maschili e femminili di enormi dimensioni.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana
Nel tempio stesso, siccome Bacco era considerato una divinità ermafrodita, gli uomini usavano vestirsi da donna, e le donne da uomo, con l’accompagnamento delle solite orge.
In Roma, a differenza della Grecia, le prostitute del tempio erano autorizzate a visitare qualsiasi edificio sacro nello svolgimento della loro professione, ed esse fedelmente depositavano parte dei loro guadagni sugli altari.
La prostituzione sacra era tollerata in parte perché era una fonte di introiti, ed in parte perché Roma era tollerante, in modo sorprendente, verso tutti i culti; fintanto, almeno, che essi non si ponevano contro il governo in carica.
E’ strano notare che a fianco con il più spinto disprezzo per la castità femminile provocata da questa aperta prostituzione, vi era l’istituzione delle vergini vestali.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Vesta
Esse erano le sacerdotesse del tempio di Vesta, in numero di sei, e dovevano prendere servizio verso i dieci anni; esse erano votate alla castità per trent’anni, dopo di che erano libere di tornare alla vita civile; se infrangevano i loro voti, venivano sepolte vive.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Rea e Saturno
Vesta era figlia di Rea e di Saturno, sorella di Cerere e di Giunone; essa viene talvolta confusa con la madre , ma in effetti vi erano due dee Vesta, una la moglie e l’altra la figlia di Saturno.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Cerere e Giunone
La dea-terra è la moglie, mentre sua figlia è la dea del fuoco oltre che della casa e degli altari.
Fu Enea che per primo la fece conoscere ai romani, e fu Numa che costruì il suo tempio, nel quale nessun maschio poteva entrare.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Enea
In esso si trovava il fuoco sacro, che le vergini vestali dovevano mantenere perennemente acceso; se mai esso si fosse spento, si pensava che una calamità avrebbe minacciato il paese.
L’ordine durò almeno mille anni, ed assai poche vergini furono colte ad infrangere il voto di castità.
Fu attorno al 394 d.C., poco dopo che il cristianesimo era divenuto la religione di Stato dell’impero romano, che le vergini vestali furono abolite.
E’ fuori di dubbio che gli ordini cristiani di suore, con i loro voti di castità, e di ubbidienza, altro non sono che una sorta di continuazione di queste vergini vestali pagane.
I popoli primitivi dell’Italia pare avessero orrore dell’adulterio, a differenza della depravazione sessuale importata dalla Fenicia e dalla Grecia.


A Cuma, in Campania, allorché una donna veniva sorpresa in fragrante adulterio, veniva esposta completamente nuda nel foro, e qui per molte ore doveva ricevere le ingiurie ed i rifiuti che la folla le lanciava; dopo di che veniva posta sulla schiena di un asino e portata in giro per la città a subire.
Sebbene non subisse ulteriori punizioni, da allora in poi essa era conosciuta come la donna che aveva cavalcato l’asino, e questo epiteto la perseguitava per il resto della vita, che era miserabile.
Queste scene, erano in realtà la sopravvivenza di altri usi ancor peggiori, in cui la donna era costretta ad avere un rapporto sessuale con l’asino.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Apuleio e l'asino
In uno degli antichi romanzi greci (un precursore del famoso Asino d’oro di Apuleio) scritto da Luciano di Petra, figura una scena in cui l’asino ha la parte del protagonista in un atteggiamento che non pare provocasse nessuna riprovazione particolare, ma che sarebbe oggi condannato.


L’asino è presente in molte scene mitologiche; come ad esempio nella storia di Cibele e di Priapo.
L’animale figurava altresì nelle feste di Bacco, il che diede origine ad un famoso epigramma: “
Priapo odiava l’asino soltanto perché ne era geloso”.

PROSTITUZIONE Sacra e Profana: Priapo