Se è vero che ci sono molte cose che succedono il primo giorno di primavera, è anche vero che spesso e volentieri queste sono del tutto imprevedibili. Come avrei potuto prevedere quello che sarebbe successo nel primo giorno di una primavera che sarebbe stata davvero ricca di sorprese? Beh, di sicuro  non immaginavo nemmeno che le mie amicizie potessero presto trasformarsi in qualcosa di così particolare e spinto. Eppure eccoci qui, a raccontare una delle storie più meravigliose e al contempo anche imprevedibili. Una di queste successe quando con gli amici decidemmo finalmente di andare in montagna. Perché dico la parola finalmente? Beh, non è che lo facciamo spesso, anzi. Si trattava di una di quelle avventure che si potevano in tutti i casi considerare come straordinarie, un modo come un altro per uscire dal circolo vizioso casa-lavoro. E poi, amavo i miei amici e amavo anche le gite naturali in collina o altrove. Per questo non protestai quando sentii l’idea di fare anche una grigliata,.

Ora, per chiarirvi un po’ le idee vi dico che eravamo in 7: 4 donne e 3 ragazzi. Tutti vogliosi di un po’ d’aria fresca e quelle cose lì che di certo dopo una vita in città ci mancavano tantissimo.
Le 4 ragazze che decisero di andare con noi in montagna erano tutte davvero bellissime: un fisico tonico e prosperoso, delle gambe da paura, ma anche dei seni che non potete immaginarvi. Si tenevano in forma, un po’ come noi, anche se di sicuro non eravamo così belli come quelle ragazze. Una di loro era una mia vecchia fiamma, o quasi: era comunque una di quelle donne che ogni ragazzo desiderava, specialmente nel suo periodo della pubertà. Aveva poco più di 20 anni, ma con un fisico di quelli invidiabili. Per questo, a dire la verità, dentro di me ci speravo che scattasse qualche scintilla. Se fosse successo davvero? A quel punto di sicuro non potevo immaginare qualcosa del genere.

Appena arrivammo, capimmo subito di trovarci a nostro agio: una casa in legno, di quelle classiche, da qualche parte in montagna, tra colline e picchi vari, mentre il fuoco nel camino donava a tutta l’atmosfera delle note a dir poco uniche nel loro genere. Ci sentivamo al sicuro, protetti, nascosti anche dagli occhi altrui e, ricordando quei bei momenti di primavera come delle pagine di un bel libro. Penso ora che fu il vino a provocare tutto ciò che venne dopo. Aanche le ragazze vogliono del sesso di qualità. E alla fine dei conti trovammo una delle migliori soluzioni per trascorrere quel tempo in una maniera di cui non ci saremmo dimenticati per molti anni a venire: il gioco di primavera.

Iniziò tutto con baci e carezze, come sempre. E quando ormai tutti erano praticamente nudi, spogliati dei loro vestiti, notai il seno di Elisa: senza i vestiti era una cosa incredibile.
Posso? – chiesi timidamente avvicinando una mia tremante verso di lei. Il suo viso angelico mi ricambiò quel magnifico sorriso e non me ne pentii. Già dopo qualche secondo allungavo le mie mani verso di lei massaggiandole quelle tette prosperose e così delicate. Non riuscivo a capacitarmene: proprio io avevo quella fortuna!

Difatti, mentre io avevo iniziato con Elisa, avevo visto che anche gli altri si erano del tutto spogliati. Alcuni di loro avevano anche dei sex toys con sé e a quel punto avevo capito che, forse, era stata una cosa premeditata. Non era successa così, in automatico: tutt’altro. Sembrava che qualcuno aveva pianificato tutto quello. Perché come altrimenti potevo spiegarmi la presenza dei sex toys in quel luogo? Oltre ai sex toys che forse avevano preso presso in qualche qualche sexy shop, in quella scena, che ormai era un’orgia a tutto andare, vidi anche numerose altre cose interessanti: un vibratore rabbit che stringeva forte una delle ragazze, nonché diverse calze autoreggenti e molto altro ancora. Non sapevo a cosa servissero a loro tutte quelle cose, ma sospettavo che, beh, fossero necessarie.

Ci siamo sfogati come poche volte prima: dopo aver fatto i preliminari con Lisa siamo passati a fare qualcosa di ben più spinto e divertente. Ricordo come siamo quasi finiti su di un letto che sostava molto vicino: io ero arrapato come non mai, la penetravo un sacco di volte e lei gemeva, facendomi perdere il senno. Facevamo sesso davvero a lungo, poi ci scambiammo. Avvenne anche questo mentre ero ubriaco e scopavo senza sapere con chi lo facevo. Quando ebbi la mia nuova partner di sesso, non la riconobbi nemmeno.

Continuai a scoparla, penso furioso come non mai, colpo dopo colpo, senza dare alcun segno di volermi fermare. Eppure capivo che stavo per venire, perché anche guardando come si divertivano gli altri era proprio difficile arrestarmi. E così, quando ebbi la mia terza partner, una ragazza bellissima di donna Giulia, semplicemente non riuscii a trattenermi e le venni dentro. Dopo un po’ lo fecero anche gli altri eppure in quel clima di assoluto piacere non volevamo affatto fermarci e continuammo per un bel po’.

E solo dopo quando avevamo tutti finito, ormai stanchi ed esausti, non ci rimase che riposare. Ovviamente con il vino. Per un bel po’ dopo quella storia di primavera la dimenticammo e non ne abbiamo mai più accennato, limitandoci solo a dei sorrisini. Io ed Elisa? Beh, ero stato fortunato, ma alla fine non diventò mai la mia ragazza.

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