Tempi duri per la comunità LGBT* polacca. La Polonia è uno dei paesi più cattolici d’Europa, con circa l’86% della popolazione che si identifica come cattolico. Secondo Rainbow Europe, un’organizzazione legata alla “International Lesbian, Gay, Bisessual, Trans and Intersex Association”, si colloca 27mo su 28 stati dell’Unione Europea per quanto riguarda l’uguaglianza e la non discriminazione.
Gli attacchi omofobi non sono considerati un crimine di odio per legge e nel 2016, il Parlamento ha respinto un disegno di legge che includeva genere, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità ed età come potenziali motivi per un “crimine di odio“. Kucharczyk, dell’Istituto degli Affari Pubblici, ha sottolineato il rifiuto di riconoscere che le persone LGBT* abbiano bisogno di protezione e che rimane un gruppo sistematicamente escluso e vittima di crimini di odio quasi giornalieri.

Polonia: un Paese sempre più omo-transfobicoIl partito nazionalista “Law&Justice” ha affermato che il progresso dei diritti delle omosessuali, trans, lesbiche, queer etc sono una pericolosa minaccia per le famiglie. Li sta trasformando in un problema elettorale, asserendo che è un problema che riguarda non solo la Polonia, ma l’intera Europa. Addirittura, una campagna pubblicitaria diffusa dagli esponenti di questo partito, in vista delle elezioni del Parlamento europeo di Maggio mostra un ombrello con il logo del partito che protegge una famiglia dall’arcobaleno dell’orgoglio gay.
Non solo, mentre ormai il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto in 27 Paesi, la Polonia rema in direzione opposta. Ha infatti rafforzato il controllo della Chiesa cattolica sull’educazione sessuale e scatenato l’aperta ostilità verso la lobby gay.

La situazione per le minoranze sessuali in Polonia rimane triste. Secondo un rapporto compilato dall’Università di Varsavia lo scorso anno, oltre due terzi delle persone che si identificano come LGBT* hanno sofferto di violenza psicologica o fisica, mentre il 70% ha avuto pensieri suicidi.
La popolazione LGBT* e liberale del Paese però non ci sta, e nelle ultime settimane, è scesa in piazza a manifestare per i propri diritti in almeno 20 città polacche, a partire dalla capitale Varsavia lo scorso 8 Giugno.
Proprio il sindaco della città Rafal Trzaskowski ha detto: “il nostro obiettivo è educare e mantenere i nostri figli al sicuro, e credo che i polacchi non si lasceranno manipolare da questa campagna elettorale che sta risvegliando i demoni“. Decine di migliaia di persone hanno quindi marciato, ballato e cantato, sventolando bandiere colorate per celebrare la libertà di genere e l’orgoglio di esistere.

Non sappiamo come si evolverà la situazione, ma auspichiamo che questo clima di crescente intimidazione contro la comunità LGBT* abbia presto fine.