E’ scioccante ma purtroppo è il caso di dirlo: il Pride svoltosi a Bialystok il 20 Luglio è iniziato con un bacio e si è concluso nella violenza più sfrenata. I circa 800 manifestanti del Gay Pride che si erano riuniti pacificamente per sfilare alla “Marcia dell’Uguaglianza” per i loro diritti sono stati brutalmente attaccati da 4000 partecipanti della contro-manifestazione.
Nello specifico, squadre dell’ultradestra omofoba armate di mazze e catene hanno pestato a sangue i dimostranti. Il tutto sotto gli occhi impotenti della polizia, presa a sua volta di mira dagli ultrà polacchi. Non solo, ai manifestanti sono stati lanciati contro anche petardi, sacchi dell’immondizia e uova.

Polonia: terrore e violenza contro il Pride di BialystokI media del Paese aizzano da diverso tempo le persone contro gli appartenenti alla comunità LGBT*. Complici quindi i media e il partito sovranista al potere, vicino alla Lega, che ripete da mesi che il movimento Lgbt*è una minaccia per la nazione e la famiglia“, la conclusione è stata questa.
E’ un clima di violenza e intimidazione insostenibile e Amnesty Internationl ha condannato duramente questa nuova ondata di odio. Questa infatti rappresenta un grave affronto alla dignità e deve essere condannato dalle autorità. 25 neonazisti colpevoli delle violenze sono stati arrestati, ma non basta.

Sebastian Maluszewski, docente alle scuole superiori e cofondatore del centro di ricerca dell’Università di Varsavia su storia e identità degli Lgbt* ha dichiarato a Repubblica: “la Chiesa cattolica locale tramite l’abate Tadeusz Wojda si era schierata da giorni contro il pacifico corteo Gay Pride. Hanno dichiarato ‘non possumus’, per chiarire che non poteva accettarlo. Hanno anche lanciato appelli per difendere in ogni modo valori cristiani e famiglie e bimbi che ‘alieni vogliono abusare’.”
Attualmente il Governo polacco non si è espresso sui terribili fatti accaduti a Bialystok. Sottolineiamo che anzi, nei giorni scorsi, diversi politici si erano dichiarati orogliosamente “LGBT-FREE”, ovvero liberi dalla cultura Lgbt*. Ecco un concetto che, riporta sempre Repubblica: “evoca sinistramente il termine “Judenfrei” coniato da Goebbels nel Terzo Reich per Germania e paesi europei occupati”.

Polonia: terrore e violenza contro il Pride di Bialystok

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