Polonia: proteste e arresti Lgbt+ dopo il Gay PrideSono settimane difficili per la comunità arcobaleno di Varsavia. In occasione del Pride e per denunciare la crescente omofobia del governo guidato da Andrzej Duda, il movimento LGBT+ ha dato vita a un’iniziativa singolare e molto mediatica. Diverse bandiere arcobaleno sono state issate sui monumenti importante della capitale. Eccole sventolare ad esempio su una delle statue della Sirena, simbolo della città, in centro davanti alla chiesa sulla statua di Cristo e sulla statua di Joszef Pilsudski di fronte alla’Accademia delle Scienze. Da subito sono state lanciate dure critiche da molti esponenti del Partito populista PiS e sono partiti gli arresti.

Tre attiviste LGBT+ infatti giovedì scorso sono state arrestate con l’accusa di offesa ai monumenti e ai sentimenti religiosi, reati appunto previsti dalle leggi polacche. Un’altra, Malgorzata Szutowicz, detta Margot, molto famosa a Varsavia, invece è stata condannata agli arresti preventivi qualche giorno prima. Proprio per chiedere il suo rilascio, lo scorso venerdì, gli attivisti LGBT+ hanno organizzato un picchetto di protesta non autorizzato. La Polizia è intervenuta con manganelli, pestaggi, arresti e azioni molto violente.Durante l’arresto dell’attivista, la folla ha ostacolato l’azione della polizia che stava intervenendo nei confronti delle persone più aggressive. Non ci sarà tolleranza per le violazioni della legge!” ha scritto la Polizia di Varsavia su twitter.

Polonia: proteste e arresti Lgbt+ dopo il Gay PrideInsomma pugno duro della polizia con un intervento che molti hanno etichettato come ‘violenza esagerata’. Un cinquantina i dimostranti che sono stati caricati sulle camionette della Polizia, e tra questi anche un italiano. A richiedere subito l’intervento della Farnesina è stato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, uno dei principali centri italiani per i servizi rivolti alla comunità LGBT+. “Ecco cosa fanno gli amici di estrema destra di Meloni e Salvini in Polonia. Hanno messo in atto una violenza stretta repressiva con gli attivista LGBT+. Due di loro sono stati prelevati a casa la scorsa sera a forza dalla polizia e posti in stato di fermo. Altri membri di spicco della comunità LGBT+ invece sono stati condannati per direttissima a due mesi di prigione, senza la condizionale“.

Ha poi continuato: “La folla ieri sera a Varsavia è scesa in piazza cercando di impedire gli arresti. Quando hanno circondando pacificamente le auto delle forze dell’ordine con i condannati a bordo, gli agenti sono intervenuti con estrema brutalità. Hanno pestato con manganelli qualsiasi manifestante, anche le donne e gli anziani. Almeno una cinquantina di pacifici dimostranti sono stati caricati con violenza sui furgoni della polizia e posti in stato di fermo.

Polonia: proteste e arresti Lgbt+ dopo il Gay PrideHa concluso poi la sua dichiarazione dicendo: ” Questa è la libertà di pensiero che chiedono Salvini e Miloni. Questa è l’Italia che sognano. Se così non è, che diano parole di condanna verso il governo polacco. L’Unione Europea reagisca con forza fermando ogni finanziamento (ad eccezioni di quelli per il solo supporto sanitario per il Covid). Che si attuino azioni restrittive contro il governo della Polonia e si chieda la liberazione immediata degli attivisti“.

Il governo della Polonia ha risposta a gran voce dichiarando che “nessuna tolleranza contro questi seguaci. È un’ideologi perversa e di sinistra.” Lo stesso Presidente Duda, qualche giorno fa ha dichiarato proprio che “lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non sono persone ma un’ideologia“. Questo aveva scatenato una reazione ovviamente in Parlamento e infatti, durante la cerimonia d’insediamento del nuovo governo, diverse deputate dell’opposizione si sono presentate con abiti dai colori sgargianti per comporre la bandiera arcobaleno.

Del resto, sappiamo che la Polonia non è nuova a episodi d’intolleranza e, specialmente nel sud-est del Paese, sono tantissimi i territori che si sono dichiarati ‘LGBT-free’.

L’Europa intanto ha deciso di tagliare le proprie sovvenzioni a tutte le città che sposano questa iniziativa e noi speriamo che sia l’inizio di un cambiamento…e tifiamo per una nuova vittoria LGBT+!

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