Simbolismo: Nella natura simbolizza una condizione transitoria fra l’inverno che termina e la primavera che si prepara; un mondo impreciso, senza forme definite e senza frontiere delineate.
Rappresenta l’Acqua-Mutabile come le piene dell’inverno (diluvio purificatore che scioglie i legami e fa scomparire le forze di coesione), la massa anonima e in movimento delle acque marine, in cui tutto finisce per risvegliarsi, l’immensità oceanica.
Acqua solvente ma anche fecondante, della quale il fondo inesauribile del mare è l’esempio.

Opposti alla Vergine, che esprime e sottolinea il valore del dettaglio, del particolare, del limite, della precisione, della norma, della regola, della misura.
I Pesci appaiono come il mondo dei valori d’insieme, globali, illimitati, infiniti, virtuali, latenti, non classificabili, inafferrabili, ineffabili, dove l’irrazionalità e il surreale regnano indivisi.
E’ la grande comunità; gli astri della fecondità governano sul segno:
Giove è in trono e Venere è in esaltazione, mentre Nettuno, archetipo della dissoluzione e dell’integrazione universale è il secondo, nuovo governatore dei Pesci.

SCORPIONE: Simbolismo, Psicologia, Dialettica, Destino: Saturno e Urano PESCI

Psicologia: La trama profonda di questo tipo è costituita da una plasticità psichica eccezionale: malleabilità, esposizione alle impressioni, vulnerabilità, ricettività, ricerca di una inflazione emotiva e di una abnorme dilatazione dell’essere, il quale è portato alla partecipazione universale.
Questa disposizione trae origine, al tempo stesso, da un desiderio di evadere dal mondo della limitazione, da una familiarità con “l’infra” e con “l’ultra struttura” delle cose e degli esseri, da una ampiezza del campo della coscienza che aggiunge, alla duttilità, alla capacità di fluttuazione ed all’apertura dell’essere, il potere di accogliere molte e variate impressioni.
Questo
Prometeo dispone dunque della potenza di dilatazione e di fusione.

La sua difficoltà è di fare, di questo ricco caos, un mondo organizzato, ed è per queste difficoltà che egli rischia di rimanere allo stato di nebulosa, di un essere che si cerca, che va a tastoni, che sfugge se stesso, che galleggia o che naviga in due acque, indeciso, irresoluto, velleitario, sfuggente ed inafferrabile, instabile, errante, confuso, incoerente, alla ricerca di chimere.
Realizzando invece la propria unità interiore coll’affermazione dell’Io, egli raggiunge le condizioni ideali per vivere in stato di grazia, di chiaroveggenza, di santità o di misticismo, per offrire le dimensioni complete della sua bontà, generosità e umanità, rivelandosi nell’abnegazione disinteressata di sé, perfino del sacrificio redentore.
Conosce il fervore della vita profonda ed è capace di provare le più grandi estasi dell’anima.
E’ un essere fecondo, inesauribile.

PESCI e ACQUARIO
Dialettica: Come per gli altri tipi zodiacali, anche in questo caso possono svilupparsi due orientamenti e coesistere, malgrado le loro apparenti contraddizioni.

A) Dilatato all’estremo: l’Io aspira ad uno slancio cosmico, per bisogno di evasione e sete di grandi dimensioni; è come il nomade senza patria, senza beni terreni, che si lascia andare ovunque.
Salpa in direzione di nebbie lontane per raggiungere regioni sconosciute.
E’ una spinta vitale in direzione dell’infinito o di una vasta totalità: la più vasta possibile.
Cosmopolita, internazionale, comunitario o mistico, l’individuo ha bisogno di raggiungere e di confondersi nel vasto universo.
B) Rinchiuso all’estremo: questo Pesce può essere preso in qualche rete o rimanere protetto nella sua piccola isola; prigioniero di un piccolo spazio, rischia di arenarsi sulle rive del mondo delle prove, rappresentato da una prigionia, da una schiavitù o da un esilio interiore o reale.


Destino: Esistenza instabile, talvolta caotica, cui è opportuno evitare i sogni impotenti, i progetti chimerici, le speranze utopiche ed altre costruzioni grandiose ma senza base; la possibilità di una “pesca miracolosa” non è, tuttavia, da escludere.
Sovente la realizzazione, di un ordine morale e spirituale, comincia solo dal momento in cui l’essere accetta di dimenticare se stesso, di perdersi e di sacrificarsi, ma questo dono gli fa conoscere la fecondità o la gioia.