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Per celebrare il 25 aprile ricordiamo Lucy l’unica trans sopravvissuta ai lager

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Giovedì 25 aprile è una giornata importantissima per l’Italia e ancora ed estremamente divisiva, anche se in maniera a tratti surreali. Ricordiamo le recentissime polemiche legate alla presunta censura di un testo “antifascista” scritto dallo scrittore Antonio Scurati che non ha potuto leggerlo in una trasmissione della nostra emittente televisiva principale e tra chi nega e chi riconosce l’importanza di questa data, questo giorno sarà in ogni caso e per sempre il simbolo della liberazione da tutte le oppressioni, violenze, razzismi.

Per questo è legittimo celebrare il 25 aprile con un ricordo sentito: vogliamo ricordare Lucy Salani che è stata la donna trans più longeva in Italia e l’unica a essere sopravvissuta ai campi di sterminio.

“C’è un soffio di vita soltanto” è il documentario che riprende Lucy nella sua vita quotidiana a Bologna, ormai anziana signora e nel quale racconta le sue vicende.

Lucy Salani era nata a Fossano il 12 agosto 1924 ed è morta a Bologna a 99 anni il 22 marzo del 2023. È stata un’attivista italiana.

Nata Luciano Salani e cresciuta a Bologna come uomo omosessuale.

Dai suoi ricordi: “Era terribile durante il fascismo essere transessuale. Mi picchiavano e mi facevano fare delle cose schifose. Mi imbrattavano con il catrame e mi hanno rasato. Ho subito anche questo, ho preso le botte dai fascisti perché mi ero atteggiato a donna e per loro questo era inconcepibile”.

Dopo aver disertato all’esercito nazista, fu deportata a Dachau nel 1944 e là rimase internata per sei mesi, fino alla liberazione del campo grazie all’intervento degli americani nel 1945. Si trasferì poi a Torino dove lavorò come tappezziera e frequentando l’ambiente transgender italiano e parigino. Ritornò poi a Bologna negli anni ’80 dove trascorse la sua ultima stagione.

La sua vicenda è diventata nota negli anni dopo il 2010, grazie al lavoro della scrittrice e regista Gabriella Romano che le ha dedicato una biografia intitolata “Il mio nome è Lucy. L’Italia del XX secolo nei ricordi di una transessuale” pubblicata da Donzelli Editore. Nel 2011 Gabriella Romano ha realizzato anche il documentario “Essere Lucy”.

Il Movimento Identità Trans considera Lucy Salani la sola persona transessuale a essere sopravvissuta, in Italia, alle persecuzioni nazifasciste e ai campi di concentramento.

Gianni Amelio nel 2014 l’ha intervistata nel documentario “Felice chi è diverso”.

Alcuni anni dopo è stata ospite del Giorno della Memoria organizzato da Arcigay e Arcilesbica. Nel novembre 2019, il presidente di Arcigay Roma, Francesco Angeli, ha chiesto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che Lucy Salani fosse nominata senatrice a vita.

Dalle sue dichiarazioni: “È impossibile dimenticare e perdonare. Ancora alcune notti mi sogno le cose più orrende che ho visto e mi sembra di essere ancora lì dentro e per questo voglio che la gente sappia cosa succedeva nei campi di concentramento perché non accada più”.

Tra il 2020 e il 2021, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini hanno girato il film documentario “C’è un soffio di vita soltanto”, incentrato sulla sua vita: il film la segue, all’età di novantasei anni, nella sua vita di tutti i giorni a Bologna e in alcuni momenti a Dachau, dove era stata invitata per le celebrazioni del settantacinquesimo anniversario della liberazione del campo. 

FONT IMMAGINE: https://www.bolognatoday.it/cronaca/morta-lucy-salani-transessuale-lager-dachau.html