Riportiamo di seguito il bell’articolo uscito su La Repubblica /L’Espresso
La parola chiave di questa onda Pride è resistere. All’interno del movimento LGBT italiano passa di bocca in bocca in queste ore dopo gli insulti del neo-ministro Lorenzo Fontana che ha definito le unioni tra persone dello stesso sesso “schifezze” prima, negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno dopo.“I fatti sono semplici – spiega a L’Espresso Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno – c’è un Ministro della Famiglia e della Disabilità che dal nulla ci ha attaccato e continua farlo. Non ricordo un governo del genere, forse il primo uomo di Stato ad aver detto che gli omosessuali non esistono fu Mussolini. La nostra reazione è inevitabile: noi r-esistiamo”.

Onda Pride in piazza- famiglie arcobaleno

I Pride diventano la prima prova di piazza su scala nazionale di opposizione al governo Cinquestelle-Lega. Dureranno fino all’11 agosto: 28 Pride, in 28 città. Un’onda Pride che nel celebrare i moti di Stonewall, cioè la nascita del moderno movimento di liberazione gay, segna una mobilitazione collettiva che non coinvolge solo la comunità arcobaleno. Insieme a persone gay, lesbiche, trans, queer, intersessuali anche femministe, migranti, partigiani, studenti, ex sessantottini per formare una vera onda Pride.
La chiave del movimento LGBT è l’intersezionalità delle lotte. Le nostre battaglie si intersecano vanno a incrociarsi con quelle delle donne, dei migranti, di tutti quei soggetti a rischio e fanno cordone resistenza” spiega Sebastiano Secci, presidente del Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride. Gli slogan sono la misura esatta – millimetrica – della posizione dell’Onda Pride: mentre il Piemonte Pride sceglie un pugno chiuso arcobaleno accompagnato dallo slogan “Nessuno dorma” perché, spiega il Coordinamento Torino Pride, “non bisogna abbassare la guardia in tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti”.
Bologna
invoca la ricorrenza del quarantesimo anniversario della legge 194 con “Corpi r-esistenti” per ricordare che in Italia, spiegano, in 40 anni non si è ancora riusciti a garantire a tutte le donne il diritto all’interruzione di gravidanza.
Più in giù nello stivale, Roma sceglie “Brigate Arcobaleno” con testimonial d’eccezione la partigiana Tina Costa, staffetta e fiancheggiatrice delle brigate Garibaldi ritratta con in braccio la piccola Viola, figlia di una coppia di due mamme.
Esistiamo, non solo fisicamente, ma anche giuridicamente – racconta la Presidente di Famiglie Arcobaleno – lo dicono le sentenze: corte di cassazione, corte europea, trascrizione di certificati”. “Il M5s deve dimostrare in maniera ufficiale qual è la sua posizione. Ha assunto fino ad oggi posizioni assolutamente bipolari” dice riferendosi alle sindache Pentastellate: Chiara Appendino che a Torino ha riconosciuto i bambini nati dalle famiglie omogenitoriali e Virginia Raggi che a Roma resta attendista informando tramite Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità di aver “aperto un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno”.
Porpora Marcasciano, presidente onoraria del Mit (movimento identità transessuale) ha attraversato tutti i passaggi storici del movimento omosessuale, dagli anni ’70 fino ad oggi: “Se il tempo nuovo si distrae – spiega a L’Espresso – non riesce a decifrare quello ci sta succedendo. Il vento sta cambiando. La comunità deve entrare in un’ottica di resistenza per difendere quanto si è conquistato”. Il Mit che offre “servizi dedicati alla persona, dipende direttamente o indirettamente da enti e istituzioni; bandi in cui il governo fa la sua parte in maniera positiva o negativa”.
Li difenderemo con i denti – annuncia Marcasciano – quello che ci preoccupa è la reazione becera del basso, di chi si sente legittimato ad atti di aggressione, violenza, emarginazione. Come è successo con Donald Trump in America. Il rischio è che gli anatemi lanciati dai vari Salvini, Fontana vengano raccolti da qualcuno. Non ricordo un governo così chiuso, retrivo e oscurantista nell’epoca moderna e postmoderna”.

Onda Pride in piazza- famiglie arcobaleno