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Nasce Noyb il marchio di biancheria intima per persone trans e queer

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Si chiama Noyb Wear ed è la prima startup italiana di biancheria intima per tutte le persone trans, queer, non binarie e gender non-conforming che, ogni giorno, cercano indumenti in linea con il genere di elezione o che stanno vivendo la disforia di genere.

Un progetto imprenditoriale che nasce da una storia d’amore reale: lo racconta Valentina Della Gatta cofondatrice del progetto insieme all’amica Valentina Sessa, per la sua compagna Zoey ogni mattina l’atto di vestirsi era diventato un momento drammatico.  Racconta Valentina: “La biancheria da donna, pur essendo gender affirming, non aveva una funzione contenitiva ed anzi, non copriva né dissimulava, rendendole il passing difficile. La biancheria intima da uomo, invece, a Zoey creava disforia”. Una situazione costante, quotidiana, un disagio che si ripeteva ogni mattino privando la sua compagna e lei della serenità necessaria a una coppia. L’underwear così banale e indispensabile rischiava di diventare un problema. Ma è una cosa ovvia che sentirsi bene nei propri indumenti, siano essi anche dei semplici slip è una cosa vitale. Un diritto, è necessario sentirsi bene nei propri panni, che ciò che mettiamo addosso sia allineato con il genere che abbiamo scelto.

Non era facile trovare una soluzione: per questo motivo Valentina Della Gatto ha pensato di creare qualcosa di nuovo e ha ideato Noyb Wear, una collezione di binder (Il binder è una canotta contenitiva che, tramite la compressione del petto, permette di creare la forma di un torace tipicamente maschile. E’ un alleato fondamentale per alleviare la disforia fisica provata da persone trans* FTM, transmasc e non binary), boxer da packing (pensati appositamente per contenere e sostenere il packer, che rischia di non essere sostenuti adeguatamente con mutande normali) e slip da tucking pratica di nascondere i genitali in modo che non siano visibili sotto agli indumenti), disegnata in Italia e realizzata in Europa, “per fare” come dichiara lei “cose utili e belle per la comunità Lgbtq”.

Serviva davvero una gamma di accessori e indumenti da utilizzare per alleviare la disforia di genere.

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Valentina e le sue compagne hanno fatto girare un questionario tra più di quattrocento persone interessate raccogliendo le loro esperienze e i loro punti di vista, ciò di cui sentivano davvero necessità: “Se parti dall’esperienza di chi la vive in prima persona, capisci cosa serve effettivamente,” afferma Valentina.  Consuelo una delle altre cofondatrici ha dichiarato: “Durante le interviste fatte con diverse persone trans, ci siamo rese conto che c’è bisogno di prodotti, ma anche di informazioni e di indicazioni su come reperirle.” Il progetto ha richiesto anni di ricerca e studio, creazione di prototipi e collaborazioni con esperti. «Se deve comprimere, che lo faccia bene, se deve creare volume, che sia realistico. Ed è così che abbiamo realizzato il nostro sogno».

Anche il nome trovato dalle fondatrici è una dichiarazione di intenti: Noyb è la risposta a quella domanda, invadente e discriminatoria, che, troppo spesso, le persone trans si sentono fare: «Che hai lì sotto?». Noyb è l’acronimo di «None Of Your Business» («Non sono fatti tuoi»).

FONTE IMMAGINE: https://thesoundcheck.it/2023/12/15/noyb/

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