La vicenda di questa ragazza nera, modella, disabile e transgender, è per noi un pretesto per analizzare un concetto, mai scontato, mai identico, mai ripetibile: quello della bellezza.
E’ una storia impossibile, incredibile e per taluni incomprensibile, quella che ha portato sulle copertine una modella come Aaron Philip, 17 anni, ultima quella del prestigioso magazine “Paper“.
Modella Aaron PhilipAaron vive nel Bronx ed è nata, oltre in un corpo maschile che non ha mai sentito suo, con una paralisi cerebrale che la costringe su una sedia a rotelle.
Ma Aaron vuole diventare una modella e con le sue sole forze diventa protagonista delle campagne pubblicitarie di Asos e H&M.
Messa sotto contratto dalla agenzia di moda Elite nel 2018, posa anche per le riviste “i-D” e “Teen Vogue”.
Tutto parte dalla volontà di lei, ma anche se Aaron è caraibica, non possiamo che citare un antico proverbio giapponese: “la volontà è più forte del fuoco“.
Il fuoco è più forte di ogni differenza perché trasforma tutto in cenere e le ceneri sono talmente asettiche da non mostrare più le forme originali: le contengono ma le celano.
Eppure la moda è forma, ma l’arte è sintesi di contenuti e forme, per questo un’autentica modella deve interpretare l’arte di chi si propone attraverso di lei. In Aaron Philip c’è la volontà del fuoco, ma anche il vento della geniale follia e si sa: nulla attiva il fuoco quanto un forte vento.
Così, Aaron interpreta un concetto di bello che più che evidentemente non rispecchia la candida statua greca, freddamente millimetrica nel dosaggio delle sue forme.
La storia è piena di bellezze non canoniche e con attributi che disattendono i parametri del bello.
Uomo vitruvianoL’uomo è per definizione biologica “un animale a simmetria bilaterale”, quindi molti parametri di bellezza corrono sui binari della simmetria e del rispetto delle proporzioni, la più classica delle quali viene espressa da “p greco“, che non ha valenza esclusivamente geometrica, perché rappresenta l’armonia.
Ricordare l’uomo vitruviano, il disegno a penna di Leonardo da Vinci con il quale si dimostra l’armonia del corpo umano, iscrivendolo in un cerchio, simbolo del cielo, e contemporaneamente in un quadrato, simbolo della terra, ci pare opportuno per esaltare il successo di Aaron Philip.
In alcun modo lei sarebbe iscrivibile nel cerchio e nel quadrato, eppure è bella; lo è perché la geometria non è fatta di soli cerchi e quadrati, ma costituita da triangoli, rettangoli ed altre figure di ineludibile importanza.
Le mitiche Amazzoni, avevano un solo seno, per meglio tirare con l’arco, ma erano desiderate da ogni uomo; ci furono favorite di re che avevano una gamba più corta dell’altra ed altre a cui mancavano più dita di una mano; ci furono donne che avevano occhi di colore diverso, facendo impazzire chiunque con il loro sguardo.
Questi esempi paiono disattendere la teoria secondo la quale la bellezza si basa sulla simmetria, o forse confermano che nella rottura di questo schema vi è maggior bellezza. Si sa, il mondo della moda è spietato e solo recentemente si è aperto a nuovi canoni di bellezza.
AmazzoniCome spiega Aaron: “l’industria della moda ha conosciuto un solo tipo di corpo e immagine commerciale per così tanto tempo, ma oggi siamo di fronte a una nuova era, un momento storico in cui nono solo ogni genere di corpo desidera essere mostrato ma sta chiedendo anche di essere celebrato oltre che visto, e veicolato, come desiderabile”.
Vi è maggior piacere in una carezza o in una frustata? E questa domanda fa scivolare in un altro campo, che non è più quello della percezione estetica, ma quello della percezione sensoriale.
Allora, ricordiamo l’adagio popolare che recita: “non è bello ciò che è bello; è bello ciò che piace“.
Evidentemente, Aaron piace e piace tantissimo; piace per la sua volontà, che si legge anche nella sua fotogenia; piace per il suo coraggio di cui le sue immagini sono vivaci portatrici; piace perché sa essere diversa ed il diverso è bello!
Aaron stessa lo disse: “Quando verrò scoperta da una agenzia sarà finita per voi! E con voi intendo il mondo! E’ arrivato il momento di dare spazio alla diversità, abituatevi”.
Le noiosamente belle sono avvisate.

Aaron Philip

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