Lo staff del Piccole Magazine è abituato ad avere a che fare con personalità forti, eccentriche, dinamiche, di sicuro carisma; ma raramente ci è capitato di intervistare una figura del mondo LGBT cosi determinata e cosi pro attiva, sia nella sua carriera individuale, sia nel sociale.
Amici lettori, siamo lieti di farvi conoscere Morgana Gargiulo, modella, organizzatrice ed attivista LGBT, che ha recentemente sfilato al Milano Fashion Week durante l’evento FASHION ART and MORE 4.0, tenutosi al FIFTYFIVE Luxury lounge Club.

Di passerelle ne hai fatte tante nella tua carriera, ma come ti sei sentita nell’essere protagonista della passerella durante il Milano Fashion week, nel tempio della moda mondiale?
Nella mia carriera ho cavalcato molte passerelle, questa però è stata la più importante, non solo perché era all’interno del tempio della moda, quindi a Milano durante il fashion Week, ma perché aprire e chiudere una sfilata è una GRANDISSIMA RESPONSABILITÀ; molti mi hanno persino definita la MADRINA DELL EVENTO.

Tutto ciò mi gratifica e ne sono molto orgogliosa.
Essere “unica” è sempre stato il mio scopo, ed oggi che sono l’unica Trans modella in Italia (perchè negli altri paesi sarei una delle tante); tutto questo mi ripaga di quelle tante crisi esistenziali avute in adolescenza e di tutte quelle volte che mi recavo in un negozio con il curriculum per cercare lavoro poi venivo messa alla porta.
Senza contare tutte quelle volte che, volente o nolente, essere Trans mi ha censurata nel sociale e nel quotidiano.

Morgana Gargiulo @ Milano fashion week 2016
Morgana Gargiulo @ Milano fashion week 2016

Oggi però è un momento di gioia e non voglio pensare al percorso tortuoso che ho dovuto affrontare (come la gran parte delle ragazze Trans) ma piuttosto a tutti gli elogi che ho avuto !
Sentire le ragazze nei camerini riempirmi di complimenti (eravamo nude) con apprezzamenti sul mio corpo, sul mio viso, mi ha realmente riempito di gioia.
Vedere ragazze che mi guardavano a bocca aperta dicendomi quanto fossi bella, carismatica, che avevo un lato B ed un decoltè da invidia, mi ha fatto veramente sognare.
Sentire gli applausi e quelle luci sul mio corpo, credetemi è stato unico; è stata un’esperienza veramente esclusiva.
Quando senti gli stessi stilisti dirti “sei bellissima, ti voglio alla mia sfilata, che eleganza!”, allora comprendi il tuo immenso valore.
Gli organizzatori e gli spettatori, tutti affascinati da me, questa è un’esperienza non ha prezzo.

E’ la prima volta che una Trans Italiana sfila su una passerella cosi importante?
Si, credo sia stata la prima volta in Italia che una ragazza “speciale” abbia sfilato ad un evento cosi importante.
Infatti, prima dell’evento, ho letto di tutto e di più sul web ed ero anche un pò titubante nel partecipare, ma la cosa che credo mi contraddistingue dalle altre, non è tanto la bellezza o l’eleganza del mio corpo, ma piuttosto il mio “caratterino”. Chi mi conosce sa che in ogni cosa che faccio metto anima e corpo. Poi, far ricredere le persone, far cambiare loro idea, modo di pensare e vedere le cose è ancor più gratificante.

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Hai sfilato per la mostra Ottavo Chakra con un abito sexy ma con il burqa, indossato da una persona transgender; qual’è secondo te il messaggio che ha voluto comunicare la stilista? E tu come ti sei sentita ad esserne la portatrice?
La stilista ha concretizzato materialmente la spiritualità delle splendide opere del maestro Alessandro Giorgetti, che mi ha onorata chiedendomi di indossare l’opera più importante e misteriosa della sua collezione, in segno di libertà e creatività assoluta e legame col divino.
Ho sentito un grande richiamo spirituale ed ho accettato con orgoglio la scelta dell’artista.

Spostiamoci un attimo dall’aspetto più glamour delle sfilate perchè sappiamo che hai avuto anche ruoli televisivi e ne hai rifiutati altri che ti sono stati proposti; ce ne puoi parlare?
Si è vero ho rifiutato molte cose, per il semplice motivo che nonostante il mio “caratterino” e la mia apparente personalità “forte”, sono una ragazza molto riservata e sensibile. E’ vero, sono esibizionista, ma al tempo stesso molto riservata, vi spiego meglio: amo il mio corpo, ho sofferto per averlo, quindi non mi va di fare reality, film hard, o comunque sia, farmi vedere nuda, perchè nonostante ami il mio splendido corpo, amo ancora di più la mia dignità, il mio essere donna, ma sopratutto il mio cervello e la mia famiglia che non mi ha mai abbandonata.
Sarebbe sicuramente più facile andare avanti mostrando il culo ma non ho fretta; so aspettare, sono molto paziente, stravagante quasi pazza, ma preferisco fare ciò che mi va e non cose imposte da terzi, o aver successo perchè sono scesa a patti con qualcuno. Sino ad oggi questo è il mio pensiero. Non devo dire grazie a nessuno se non alla mia personalità ed alla mia grinta.

Morgana Gargiulo
Morgana Gargiulo x Ottavo Chakra @ Milano Fashion Week – Foto by Marco De Nigris

Non è bellò essere apprezzate solo perchè hai un bel corpo, preferirei essere valorizzata per il mio cervello.
In passerella mostro il corpo ma dietro le quinte, chi mi conosce sa che non sono la solita “bella senza cervello”.
Persino un noto attore, cantante e produttore (Maniscalchi Salvatore) me lo ha fatto notare e per questo mi ha scelta per un film che uscirà al cinema dal titolo “Volevo solo un paio di scarpette rosse”.

Visto che sei una persona piena di sorprese, puoi anticipare ai lettori di Il Piccole Magazine quali sono i tuoi prossimi impegni e quali progetti hai in cantiere?
Si, ci sono progetti, sicuramente altre sfilate.
Il 17 di ottobre sono nuovamente a Milano per una stilista Russa, poi ci sarà un progetto teatrale ed infine…vorrei un pò di normalità e tempo da dedicare alla ristrutturazione della mia azienda agricola; un agriturismo che vorrei fare diventare una fattoria didattica per bambini “speciali”, diversamente abili.

Infine, hai qualche sogno nel cassetto da realizzare?
Il mio sogno? Avere una vita normale.
Ammetto che con tutte le cose che faccio mi realizzo e gratifico quotidianamente, credo però, che un giorno abbandonerò i riflettori  per concedermi una vita più serenamente legata al quotidiano.

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