Abbiamo voluto nobilitare la vicenda di cui ci interessiamo con il titolo della celeberrima tragicommedia di Shakespeare, che si svolge a Messina in un’epoca barocca e spagnolesca.
In realtà, avremmo dovuto, con maggior dispregio, titolarla “Molto rumore a sproposito”, perché le voci di contrasto sul convegno “
La varianza di genere in età evolutiva” si sono levate senza sapere di cosa si stava trattando.
Evidentemente, ci sono soggetti che appena fiutano argomenti che ritengono dell’area Gender, caricano a testa bassa come tori inferociti davanti ad una mantiglia rossa.


Il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, ha ospitato il convegno su iniziativa dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG), presieduta dal
Prof. Paolo Valerio, docente ordinario di psicologia clinica all’università Federico II di Napoli, che ha gestito l’avvenimento in collaborazione con il Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica ed Identità Psichica (SAIFIP, A.O.).
Dunque, il convegno si è basato esclusivamente su apporti scientifici e qualificati, ma la presenza tra i relatori della
dott.ssa Polly Carmichael ha fatto esplodere ogni tipo di polemica.
Viene da chiedersi di cosa sia accusata o per quale motivo sia tanto discussa la Carmichael, che è la responsabile di una clinica che nel Regno Unito tratta casi di fluidità sessuale nei minori.
La Carmichael somministrerebbe ormoni in grado di bloccare lo sviluppo sessuale del minore, in attesa di definire a quale sesso appartenere in futuro.
Si tratta di casi del “disordine nell’identità di genere”, di cui la dott.ssa si occupa e per i quali ritiene ottimale una terapia ormonale.


Gli avversari della Carmichael sostengono la assoluta mancanza di scientificità delle sue teorie, mentre altri le accettano ed altri ancora le guardano con attenzione in attesa di maggiori valutazioni.
Per capire meglio il problema, abbiamo contattato il Prof. Paolo Valerio, che con pazienza e cortesia ci ha assicurato sulla qualità scientifica degli interventi.
I casi trattati con questa terapia, in Italia a tutt’oggi sono appena tre, e sono il punto di arrivo di una attentissima selezione, che non ha lasciato spazio ad alcuna improvvisazione o capriccio del ricercatore.
Gli aspetti valutati, prima dell’applicazione terapeutica, sono quattro: il corpo, il cervello, la mente e la psiche.
Solo se manca una definizione dell’attribuzione sessuale su questi aspetti si interviene.
I soggetti esaminati sono spesso vittime di tempeste ormonali, che potrebbero portare alla pazzia e/o al suicidio, da cui deriva la primaria necessità di messa in sicurezza dell’integrità dell’individuo.
In passato, ci si è soffermati solo sull’aspetto fisico; il più semplice e grossolano da esaminare, ma gli attuali strumenti scientifici consentono di valutare molto più approfonditamente le condizioni di minori che si identificano nel sesso opposto a quello di appartenenza biologica.
Chiaramente, la politica è entrata a gamba tesa su di un tema scientifico molto importante ed il solo risultato visibile ha finito per essere una inopportuna tempesta.


Concludiamo citando Michel De Montagne (1582): “
Chiamiamo contro natura quello che avviene contro la consuetudine; non c’è niente se non secondo essa, qualunque cosa sia”.

 

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