NAPOLI, Fuorigrotta, li 26/27 novembre 2016, dal nostro inviato speciale.

Non tutti sanno, o ricordano, che la figura della Trans è nata a Napoli, quando il Brasile non esisteva ancora.
Non vogliamo togliere nulla alla potenza della tradizione brasiliana, ma la storia è questa ed è giusto attribuire le corrette origini di questa moderna figura, emergente nella nostra società.
Il “femmenèlla” è una figura tipica della cultura tradizionale popolare partenopea, usata per riferirsi ad un maschio omosessuale con espressività marcatamente femminili. Spesso sovrapposto alla più diffusa realtà transgender o transessuale; il “femmenèlla” rappresenta  un’identità culturale e sociale molto peculiare e storicamente ancorata nel tessuto napoletano.
La figura del “femmenèlla” riesce a godere di una posizione relativamente privilegiata grazie alla sua partecipazione ad alcune manifestazioni folkloristiche, a volte anche di ambito religioso come la “Candelora” oppure la “Tammurriata”.
Il “femmenèlla” è una figura che fa parte del tessuto sociale dei quartieri popolari del centro storico di Napoli, dove è persona rispettata.
Generalmente viene considerata persona  che porta fortuna, per questa ragione è invalso l’uso di mettergli in braccio il bimbo appena nato e scattargli la foto, oppure farla partecipare a giochi di società quali la tombola.
Dunque,  il concorso ha fatto una vera rimpatriata ed ha avuto luogo in un ambiente sociale molto favorevole, anche se non sono mancati spigolosi controlli di pubblica sicurezza.

Miss Transex Universo in Campania si è tenuto al Cinema-Teatro “La Perla”, un edificio la cui struttura è particolarmente idonea alle sfilate, per disposizione a valle del palco con una platea che guarda in forte verticalizzazione sulla scena.

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Le dodici concorrenti erano divise in due categorie: tre italiane e nove brasiliane.
La formula “Universo” attribuiva ad ogni partecipante una identità nazionale, che era il tema della espressione artistica di ciascuna concorrente.
La prova era articolata su tre uscite: la prima in costume; la seconda con un abito che richiamava espressamente la nazione a cui la concorrente faceva riferimento; la terza con un abito da sera ideato e confezionato per la sfilata.
Un concorso molto complesso e variegato; incentrato non solo sulla bellezza ma sulle capacità artistiche delle concorrenti e dei loro staff.
Quindi, creatività, estro, fantasia, posti al centro di ogni valutazione, in una scenografia d’altri tempi, che ha ricordato le migliori espressioni del teatro di avanspettacolo.

Attribuire le vincitrici nelle due categorie, Italia e Brasile, non è stato facile e le posizioni si sono spalmate spesso in uno o due punti, dove quasi tutte le concorrenti hanno superato il punteggio complessivo di 200 punti; ciò significa che percentualmente gli stacchi sono stati veramente impercettibili.
Come dire che le posizioni sono state assegnate solo al foto-finish e questo dà la misura delle “forze in campo”.
Nella categoria ITALIA ha ottenuto la vittoria la candidata che aveva come tema l’India;

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al secondo posto la candidata con tema il Brasile;

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al terzo posto la candidata con tema il Venezuela.

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Le tre candidate si sono particolarmente evidenziate nella prova con la quale hanno contraddistinto la nazione che dava loro il nome.
La candidata vincente si è esibita in un costume che riproduceva la deità femminile indù dalle sei braccia e mani (Durga o altre manifestazioni), che per un sapiente meccanismo scenografico è risultata particolarmente realistica.
Anche Brasile e Venezuela si sono esibite in uno spettacolare ballo con costumi mozzafiato, ma la vittoria di India era evidentemente già scolpita nel “Karma” dei giurati, per al presenza sulla scena di una gigantesca figura in cartapesta che rappresentava Ganesha (corpo di bambino con testa di elefante) che altri non è, se non l’energia divina chiamata a rimuovere gli ostacoli; da qui nessun ostacolo alla vittoria della concorrente individuata con India.

Nella categoria BRASILE ha ottenuto la vittoria la candidata che aveva come tema gli Usa;

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al secondo posto la candidata con tema la Scozia;

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al terzo posto la candidata con tema il Venezuela.

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Dobbiamo menzionare, per onore di cronaca, che le candidate con tema l’Egitto e la Russia si sono classificate al quarto e quinto posto per un solo punto di differenza con la precedente posizione.
I costumi che identificavano la nazione di assegnazione sono stati una vera apoteosi di creatività.
Gli Usa vedevano l’artista indossare un abito che rappresentava un rapace americano;

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la Scozia si proponeva nell’ immancabile kilt e cornamusa; la Russia nell’ uniforme della guardia imperiale; l’Egitto (forse il più spettacolare) entrava in scena come la mummia che usciva dal suo sarcofago.
Gli abiti da sera hanno dato luogo ad un premio speciale in ogni categoria: nella categoria ITALIA la vincitrice è risultata il Brasile;

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nella categoria Sud America la vincitrice è risultata la Francia;

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Una serata veramente indimenticabile, alla quale hanno partecipato ospiti di fama mondiale nel mondo trans, come Safira Bengell, rientrata in Italia dopo anni di assenza.
Non sono mancati i momenti di impegno sociale, quando dal palco hanno preso la parola le avvocate, Cathy La Torre e Morena Rapolla, delle associazioni di tutela dei diritti trans.
L’arrivo del giorno si è concluso con un immancabile brindisi all’ organizzatrice, Pamela Andress con il suo staff, ed alle vincitrici, anche se, va detto, in un contesto così ben riuscito hanno vinto tutte.

Mirco Gallerani