Perugia, 10 – 11 dicembre 2016, dal nostro inviato speciale.

I fondatori di quella che sarebbe diventata una delle più grandi industrie mondiali “della dolcezza” pensarono di darle il nome della città presso la quale costruirono il primo storico stabilimento.
Così fu battezzata Perugina l’industria dolciaria che sorse a San Sisto, una frazione di Perugia.
La Perugina, come noto, si è imposta nel mondo per i suoi inconfondibili baci, appunto i Baci Perugina, che vedono avvolta una dolce pralina di cioccolato sormontata da una fragrante nocciola, in una argentea carta che a sua volta avvolge una frase d’amore; un semplice pensiero o un breve brano da una poesia.
I Baci Perugina coniugano cosi i dolci piaceri del palato alle emozioni dei sentimenti, in una formula vincente e sempre attuale.

Il quinto concorso di “Miss Trans Universo”, organizzato da Caroline Vaz, che si è tenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 dicembre, al “Teatro brecht sansistoperugia” è stato veramente il “BACIO” tra i concorsi di questo genere.
Ci piace riportare una frase di B. Brecht, che come in un Bacio Perugina, è stampata nella retro copertina del libretto che accoglie gli ospiti ad ogni manifestazione teatrale: “Visto che tutti gli altri posti erano occupati, ci sedemmo dalla parte del torto”.
Nella circostanza eravamo seduti in seconda fila, naturalmente a ridosso del palcoscenico e ci siamo gustati appieno lo spettacolo.

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La manifestazione si è snodata attraverso la “formula universo”, dove ognuna delle quindici concorrenti portava il nome di una nazione.
Il sipario che si è finalmente aperto alla mezzanotte ha scoperto una coreografia grandiosa, impostata sul tema principe della Spagna (in omaggio alla nazione a cui era abbinata la vincitrice della scorsa edizione) : la corrida.
Al centro del palcoscenico, un toro rampante era il perno del movimento di scena, dove il colore delle rose rosse faceva da contorno agli altri mille colori che hanno accompagnato le concorrenti e le artiste in esibizione.
L’ouverture ha visto le Miss esibirsi nel classico abito del “torero” (el matador), con musiche e balli che rievocavano la corrida spagnola.
Le concorrenti sono state sottoposte al giudizio di due giurie, di cui una estetica, composta anche da tre medici specialisti in chirurgia plastica ed estetica, ed una tecnica, composta anche da giurati provenienti dal mondo transgender  e della moda.
Tre le prove: la prima in costume, nelle quali le concorrenti erano presentate da una madrina; una seconda in abito da sera; la terza di carattere culturale, nella quale dovevano rispondere, non  attraverso nozioni, bensì tramite loro esperienze ed emozioni.
Dunque, si è arrivati alla vincitrice valutando tre parametri di attribuzione: La bellezza; l’eleganza ed il fascino; la sensibilità emotiva e culturale.
Un percorso che si è anche snodato, al termine delle prove, attraverso eliminazioni a gruppi di cinque: da quindici a dieci; da dieci a cinque ed infine la proclamazione delle prime tre.
Non è mancato un premio speciale per l’abito più bello, che è andato alla concorrente abbinata al Perù, Laiza Moraes.

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La sfilata delle concorrenti in abito da sera è stato uno dei momenti di maggior impatto scenico, perché i capi indossati hanno espresso tutta la qualità delle stiliste che li hanno preparati, ma non solo, hanno dato luogo a “spettacolo di grazia e portamento” che difficilmente è dato vedere.
La vincitrice, la prima assoluta è stata la concorrente abbinata all‘Arabia Saudita, Evelyn Rangel;

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al secondo posto si è classificata la concorrente abbinata all’Ucraina, Roberta Holanda

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ed al terzo posto quella abbinata agli USA, Camila Oliveira.

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Il quarto ed il quinto posto sono andati rispettivamente a Porto Rico, Fabiana Alves.

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ed a Repubblica Domenicana, Cleo Machado.

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La cronaca ci impone di dire che il primo e secondo posto sono stati veramente un confronto diretto tra le due concorrenti abbinate ad Arabia Saudita ed Ucraina, mentre per le posizioni successive la competizione è stata apertissima, dove le concorrenti abbinate a Perù ed Inghilterra avrebbero certamente meritato molto di più.
Le graduatorie su scala matematica, si sa, sono feroci ed impongono posizioni che rigidamente ammettono ed escludono.
Tutto questo si è evidenziato in una competizione di altissimo livello, dove la qualità e l’eccellenza imponevano scelte tra valori di per se stessi già ottimali.

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L’intera competizione è stata accompagnata da spettacoli di notevole spessore artistico come l’esibizione di Shanaya, nel ruolo di dominatrice, e di Aleikasandria Da Silva Barros, “Miss Trans Universo” uscente, che si è esibita in diversi ruoli con interpretazioni di ballo e canto.

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Coreografie, musiche e luci sono state veramente degne dei migliori palcoscenici mondiali e nulla si è risparmiato su effetti speciali e pioggia di coriandoli sulle vincitrici.
La partecipazione del pubblico è stata attentissima e non è mancato il supporto, anche gioiosamente rumoroso, per talune concorrenti.
Una grande festa che si è placata solo quando ormai stava arrivando il mattino.