Oggi conosciamo meglio Milena Vuitton, stupenda mistress trans brasiliana che vive tra la Germania e l’Italia.

Buongiorno Milena, si racconti brevemente ai nostri lettori.
Sono nata a Rio de Janeiro, in Brasile e sono d’origine toscana da parte dei nonni; la bisnonna invece era una India dell’Amazzonia. Mi piace camminare e andare al cinema e sono molto attenta all’alimentazione: conduco una vita molto sana. Parlo anche correttamente francesce, italiano, spagnolo e capisco un po’ di tedesco, perchè la Germania è la patria del bdsm.

Come mai ha scelto questo nome d’arte?
Ho scelto questo nome perchè è diverso dagli altri: qui in Italia è pieno di Gucci, Versace…io ho scelto un nome per differenziarmi dalla massa.

Cosa l’ha portata in Europa?
In Brasile c’è tanta povertà. Il mio sogno era venire in Italia e costruire una casa per mia mamma, che è rimasta a Rio insieme al resto della famiglia e ci sono riuscita.

intervista a Milena Vuitton trans

Le va di parlarci del Suo percorso di transizione?
Posso dire che fin da quando avevo 6-7 anni volevo essere come mia mamma, era il mio modello di riferimento, ma non ho avuto l’appoggio della famiglia. Quando sono arrivata in Italia ero un ragazzo effeminato ma avevo paura dei pregiudizi della famiglia e di come mi avrebbe accolta la società se cambiavo. 7 anni e mezzo fa però ho iniziato il percorso, perchè ho capito che devo essere felice io, non faccio nulla di sbagliato. Purtroppo mia mamma ancora non mi accetta, ma a me interessa solo che mi rispetti come essere umano.

Prima mi ha citato la Germania come patria del bdsm.
Si, è un Paese in cui il Bdsm non è visto come un tabù e in generale la mentalità è molto aperta e decisa. Io ho imparato da autodidatta, guardando molti video su youtube e in televisione, quando trasmettono reportage sulla vita delle Mistress, per esempio. Sono molto curiosa e mi piace approfondire le cose.

Lei è Mistress per vocazione o impersona più un “ruolo”?
Per vocazione, che ho da quando ero piccola, mi sono sempre sentita un po’ sadica, anche se non in modo estremo. Una Mistress deve essere autentica, non deve fingere di essere quello che non è, gli schiavi se ne accorgono subito. Non ci si può improvvisare e a me piace comandare le persone.

Le va di farci un esempio di come si rapporta con uno schiavo?
Appena avviene l’incontro, lo faccio mettere in ginocchio e deve baciarmi i piedi. Io per lui sono la Regina e mi deve ubbidienza assoluta. Non sopporto le persone arroganti e maleducate.

La pratiche che le richiedono più spesso quali sono?
Diverse: adorazione dei piedi, femminilizzazione, frustate, fare i cagnolini al guinzaglio. Ai miei schiavi faccio pulire anche casa, sbrigare le commissioni.

La cosa che piace fare di più a Lei, invece? E quella che non fa, se c’è?
Mi piace accendere le candele e bruciare i capezzoli degli schiavi. È una cosa che li fa impazzire e anche a me, mi eccita vedere questa cosa. Adoro l’umiliazione verbale e in generale tutto il bdsm soft. Pratico anche il pissing e scatting (urina e feci), solo in bagno. È una pratica speciale, ci vuole stomaco, non è per tutti.
Una cosa che non faccio invece è fare tutto quello che può provocare ferite con sangue, non metto mai la vita dei miei schiavi a rischio e mi tutelo anche io.

Ha qualche attrezzo preferito?
Mi diletto con le fruste e le manette in particolare.

Infine, ha un altro sogno nel cassetto da realizzare?
Ho già realizzato tutto praticamente. Ecco, mi piacerebbe trovare un uomo serio, un uomo che valga, che mi ami e mi rispetti.

In bocca al lupo allora Milena Vuitton!

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