La Roma dell’età repubblicana non conosceva la figura del medico quale noi oggi l’intendiamo. Catone il Censore, nella sua opera De re rustica, un trattato che si rivolgeva al capofamiglia dandogli utili consigli per l’amministrazione della sua fattoria ed il governo degli schiavi, aveva introdotto anche alcuni consigli di carattere igienico-sanitario sul tipo di quelli che si trovavano fino a qualche anno fa nei volumi sul tipo del “medico in famiglia”.

MEDICINA ed EROS Catone
Dobbiamo notare, tuttavia, che l’austero senatore aveva una particolare propensione per il cavolo, che poneva alla base di quasi tutte le sue ricette.
Lo stesso Catone inoltre svolse una violenta campagna contro i primi medici provenienti dalla Grecia che si erano azzardati a metter piede in Roma. Egli li considerava corruttori dei sani e vigorosi costumi repubblicani.

MEDICINA ed EROS Giulio Cesare
Con l’andar del tempo, tuttavia, i medici greci, che in questa prima fase erano di assai bassa estrazione, si fecero in Roma più numerosi. La loro presenza del resto rispondeva ad una precisa esigenza della popolazione. Giulio Cesare poi infatti riconobbe l’utilità di concedere ad essi il diritto di cittadinanza.

MEDICINA ed EROS Musa
Incoraggiati da questo successo i greci esperti nelle arti salutari accorsero numerosi a Roma. Alcuni di essi, come Musa, che fu medico personale di Augusto, o Asclepiade di Bitinia giunsero ad accumulare ingenti patrimoni.

MEDICINA ed EROS Augusto
I romani però non dimostrarono, se non in epoca piuttosto tarda, il loro interesse per gli studi medici, preferendo abbandonare questa attività. Veniva considerata infatti piuttosto volgare, e gli schiavi greci se conoscevano l’arte salutare venivano acquistati a gran prezzo. Gli immigrati greci che la conoscevano poi ottenevano facilmente la cittadinanza romana.

MEDICINA ed EROS Ascepiade di Bitinia
Tuttavia i medici che potremmo definire liberi professionisti, i quali svolgevano la loro attività sia recandosi a visitare a domicilio i pazienti, sia negli ambulatori che avevano il nome di medicatrinae, facevano pagare assai care le loro prestazioni.
In conseguenza soltanto le persone di un certo ceto potevano ricorrere ai loro servizi. Il popolo, e gli stessi ricchi, che non sempre riuscivano ad ottenere la guarigione dalle mani di questi medici, si rivolgevano quindi agli dei ed alle dee.

MEDICINA ed EROS Esculapio
Il dio espressamente incaricato di provvedere alla salute dei devoti era naturalmente Esculapio, d’importazione greca. Anche altri dei o dee ricevevano pure offerte e preghiere perché concedessero la salute a chi li implorava.
Era corrente, un’usanza che aveva dato vita ad un florido commercio che si svolgeva nelle vicinanze dei templi, di dedicare al dio o alla dea da cui si implorava la guarigione di una malattia un modello di creta o di marmo. Questo secondo le condizioni economiche del paziente, dell’organo colpito.

Questi ex voto, o donaria anatomica, di cui gli scavi hanno restituito una grande quantità, erano costituiti da approssimative raffigurazioni (le cognizioni anatomiche del mondo classico erano piuttosto scarse) dell’organo affetto. Venivano appese nei templi o per richiamare sull’interessato l’attenzione del dio o per testimoniare la gratitudine del paziente che, grazie all’interesse del dio stesso, era stato liberato dal male che lo affliggeva.

Tali donaria raffiguravano con molta frequenza anche gli organi sessuali, sia maschili sia femminili. Sebbene gli storici della medicina non abbiano ancora raggiunto un completo accordo sulle malattie veneree diffuse nel mondo antico (pare, ad esempio, che la sifilide si sia diffusa in Europa soltanto dopo la scoperta dell’America, importata dal nuovo mondo dai marinai di Cristoforo Colombo), è comunque certo, anche in base alle descrizioni che si ritrovano frequenti nella letteratura medica e non medica del mondo latino e greco, che le malattie veneree o comunque della sfera sessuale, erano note anche in quel tempo.

MEDICINA ed EROS Cristoforo Colombo
In tale situazione chi ci guadagnava erano i sacerdoti, tanto grande era la fede negli dei.
Molti di questi dei furono più tardi trasformati in santi della Chiesa cattolica. Presiedono quindi alla cura di varie affezioni, esattamente come i sacerdoti pagani pretendevano che i loro dei fossero in condizione di agire come infallibili esperti di medicina.
Il risultato in entrambi i casi naturalmente non variava.

L'ANTICA ROMA: Cibele
I sacerdoti di Cibele si specializzarono nella castrazione. Vi era sempre una notevole richiesta di castrati, in Roma, per diversi scopi. A dispetto del fatto che l’imperatore Domiziano fece del suo meglio per far cessare questa orribile mutilazione, molti continuarono a mutilare non solo se stessi, ma altresì i fanciulli indifesi che cadevano nelle loro mani.

RAZZISMO SESSUALE: Giovenale
Secondo quanto ci dice Giovenale nella sua celebre satira contro le donne, la richiesta di castrati proveniva particolarmente dalle signore romane della buona società. Queste usavano sottoporre a questo delicato intervento i loro schiavi quando essi raggiungevano la pubertà, facendone degli spadones.
Eseguendo l’intervento in quell’età, i giovani venivano messi in condizione di soddisfare nel migliore dei modi le voglie delle loro lussuriose padrone. Giacché mentre l’erezione veniva conservata (e durava per così dire
ad libitum) era viceversa rimosso il pericolo di fastidiose gravidanze per interrompere le quali le matrone avrebbero dovuto far ricorso a qualche fattucchiera che somministrasse loro un pericoloso filtro magico.


Ancora una volta la Chiesa cattolica ha fedelmente seguito i suoi precursori, perché essa pure ha castrato dei ragazzi per conservare la loro voce, affinché potessero cantare nelle chiese.
Roma pare sempre avere avuto una folla di dei per ogni tipo d’impiego, ma in particolare per tutto ciò che riguardava l’amore e le sue manifestazioni.

MEDICINA ed EROS
Nelle feste baccanali non si invocava soltanto Coma, ma anche Venere, Ercole, Priapo, Iside, Ebe e Cupido; quest’ultimo ebbe da Sant’Agostino l’epiteto di deus copulationis, dio del coito.

RAZZISMO SESSUALE: Ercole
Egli regnava supremo alla fine della festa; Iside era la migliore consigliera in faccende d’amore, mentre gli altri dei avevano diverse specializzazioni.

MEDICINA ed EROS Conisalus
Vi era un dio chiamato Conisalus, che presiedeva al sudore cui andavano soggetti gli amanti.
Esso era raffigurato come un fallo con un piede di capra e la testa di fauno con corna.

MEDICINA ed EROS Picumnus e Pilumnus
Triphallus era un piccolo dio con un fallo enorme; così come Picumnus e Pilumnus.
Deverra era una dea specialmente dedicata alle vergini. Viriplaca era invocata dalle mogli che avevano litigato. Genita-Mana provvedeva a che i bambini non nascessero deformi. Mentre a Fauna, la dea favorita delle matrone romane, era affidato l’incarico di coprire discretamente ciò che non doveva essere visto dal profano.

MEDICINA ed EROS Virplana