Una larga vittoria

Visi splendenti, lacrime di gioia, tante bandiere arcobaleno che sventolavano nell’aria: così i cittadini australiani hanno accolto, la settimana scorsa, il risultato del referendum postale sulle nozze gay, che ha coinvolto quasi 13 milioni di cittadini, chiamati a votare. Più del 60% di loro ha votato in favore della legalizzazione dell’unione tra persone dello stesso sesso: una larga vittoria, che il Primo ministro Malcolm Turnbull ha commentato assicurando che la volontà dei cittadini verrà rispettata: “gli australiani hanno votato sì alla giustizia, sì all’impegno, sì all’amore. E ora spetta a noi portare avanti questa causa, l’obiettivo è che i matrimoni gay vengano legalizzati entro Natale“. Ricordiamo che in Australia, avere rapporti sessuali omosessuali è legale solo dal 1994, mentre il matrimonio tra persone dello stesso sesso era strato proibito dal 2004 dal ministro al tempo in carica, John Howard, che fece specificare nell’Australian Marriage Act del 1961 (Atto del matrimonio) che il matrimonio è “l’unione di un uomo e una donna con l’esclusione di tutti gli altri”. Oggi, ha vinto l’amore, ed è stato fatto un importante passo avanti verso la parità dei diritti.

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