Tutto nasce da un bisogno viscerale di condividere il proprio amore per il travestitismo, ma, come per molte altre sorelline, c’è la necessità di non gridare al mondo il proprio vero essere, per non compromettere l’altra vita, quella “normale”.
E allora Mascia Travetti Cross ha deciso di raccontare se stessa in un’intervista molto interessante. Un piccolo passo per venire fuori dal proprio bozzolo, per farsi conoscere, in attesa che a questa meravigliosa pupa spuntino le ali per poter spiccare definitivamente il volo.

Ciao Mascia, raccontaci di te.
Il mio nome d’arte è Mascia Travetti Cross. L’ho scelto perché oltre ad avere un suono molto simile al mio vero nome lascia intendere la mia femminilità e il mio amore per il mondo trav. La mia età è nell’ ordine degli anta ma qualcuno potrebbe rimanere deluso e allora preferisco dire ciò che mi sento di essere e cioè una trentenne. Certamente abbastanza giovane per poter esprimere la mia sessualità ed abbastanza matura per sapere esattamente ciò che voglio.

Che lavoro svolgi?
Svolgo l’attività di libero professionista nel campo dell’amministrazione contabile. Purtroppo non sono laureata perché le disponibilità familiari non mi hanno permesso di proseguire gli studi ma mi sarebbe piaciuto molto poterlo fare, credimi.

Dove vivi?
Sono una romagnola DOC, vivo in prossimità di Ravenna. L’estate da queste parti è il periodo vitale dell’anno. Si incontrano le persone più disparate, le relazioni
interpersonali con gente di diverse città e regioni sono all’ordine del giorno. E incontrare persone dai gusti sessuali non convenzionali non è poi così improbabile. Anche per me quindi, nonostante io abbia una relazione fissa con una splendida donna, risulta difficile resistere a certi richiami.

Quindi sei impegnata sentimentalmente? Avete figli?
Si, sono legata sentimentalmente. E purtroppo no, non abbiamo figli. Mi piacerebbe averne ma il tempo passa inesorabilmente: abbiamo avuto problemi inizialmente e poi ci siamo adagiati nella nostra situazione di coppia. Forse è proprio questo il motivo principale che mi spinge a immedesimarmi in Mascia. Lei mi aiuta ad allontanare certe problematiche.

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Travesta da quando?
Diciamo dall’età di 14 anni. Come molte ho iniziato con gli indumenti delle mie sorelle. Andavo in bagno a frugare tra la loro biancheria con l’impellente bisogno di indossare quelle mutandine. Il primo slip da femminuccia a contatto col mio pene fu come una ventata di aria nuova: travolgente. Probabilmente era la mia atavica timidezza a impormi inconsciamente di “raggiungere” quei trofei in questo modo: segretamente. Non sono mai stata una rubacuori e quindi indossare quei feticci era un po’ un modo per esorcizzare questa mia mancanza di “avere” una donna tutta per me. Ho comunque sempre avuto un’alta considerazione del mondo femminile e oggi, immedesimandomi in Mascia, sono certa di poter comprendere ancora meglio le donne.

Gusti sessuali e travestitismo: secondo te sono due cose distinte e separate o non possono prescindere gli uni dall’altro?
Intanto cominciamo col dire che adoro le donne e tutto ciò che concerne il sesso etero, tanto da averne una al mio fianco. Il travestitismo è un modo per sentirmi a mio agio con me stessa, un bisogno intimo, un piacere personale. Quindi non dovrebbe essere necessariamente legato a gusti sessuali particolari. Però non ti nascondo che ho avuto esperienze con persone del mio stesso sesso e credo che, anche se in maniera del tutto inconscia, ci sia in ogni travesta il desiderio di essere femmina fino in fondo. Quindi sì, credo che gusti sessuali e travestitismo siano legati a doppia mandata.

A quando risale la tua prima esperienza con un uomo?
E’ accaduto diversi anni fa, d’estate. Mi trovavo in una spiaggia libera per nudisti dalle mie parti e la situazione prometteva bene: uomini e donne a fare il bagno come natura ci ha fatti. L’approccio avvenne in acqua: un signore mi salutò cordialmente e si avvicinò per scambiare due chiacchiere. Almeno questo credetti nella mia ingenuità. Ma il mio desiderio di provare nuove esperienze mi rese intraprendente al punto tale di ricambiare il saluto e lasciarmi corteggiare con apprezzamenti sul mio fisico e in particolare sul mio lato B. Erano i primi complimenti che ricevevo da un uomo e mi stupii dell’effetto che ebbero su di me. La mia reazione incondizionata, però non fu visibile sott’acqua . Rimasi sorpresa dalle sue braccia che mi cingevano in vita e dalle sua mani che scivolavano verso il basso. E sentii una scossa pazzesca mai provata prima.

Fin dove ti spingesti quella volta?
Scappai senza andare oltre, ma con la consapevolezza che quella carezza maschile avrebbe avuto un seguito e che presto sarei arrivata fino in fondo a quel meraviglioso brivido. Ormai avevo aperto una porta su un mondo nuovo e irresistibilmente attraente. Immaginavo quindi che la seconda occasione non avrebbe tardato ad arrivare. E non sbagliai affatto! Tornai in spiaggia ma quel uomo non lo rividi più. Però conobbi un ragazzo ben più giovane e bello. Anche lui fu subito gentile con me e non tardò ad avvicinarmi, come se la mia voglia di concedermi a lui fosse stampata a caratteri cubitali sul mio viso. Così dopo le presentazioni di rito  lo seguii in pineta in uno stato di semi incoscienza, come stregata da lui. Quando dopo esserci appartati cominciò ad accarezzarmi delicatamente le gambe non opposi alcuna resistenza desiderando, anzi, di arrivare presto al dunque.

Fu lui a farti sentire per la prima volta una femmina?
Non ero “en femme” ma sì: fu lui; fu un momento indimenticabile e alla fine ricevetti anche i suoi complimenti. Lui fu dolce e molto attento alle mie esigenze: un vero gentiluomo, direi.

Un gentiluomo di passaggio oppure continuaste a frequentarvi?
No. Non ci furono altre occasioni con lui. Ma quella spiaggia fu testimone di molti altri miei incontri con diversi uomini. 

Quelle esperienze influirono sul tuo modo di intendere il travestitismo?
In quelle circostanze non partecipai mai da travesta: erano rapporti tra uomini, tra maschi. Ma comunque vissuti da me sempre in forma passiva. Il travestitismo invece ho sempre cercato di tenerlo separato, come un qualcosa di mio, un qualcosa di intimo ancor più dell’atto stesso. Ho sempre preferito viverlo in forma privata o tutto al più condividendo le mie sensazioni con qualche sorellina fidata conosciuta in rete.
Probabilmente però quelle esperienze omosessuali mi aiutarono a entrare a pieno titolo nel ruolo di Mascia; mi aiutarono a sentirti femmina in modo completo. Mascia in realtà è nata con l’intento di relazionarmi con tutte quelle sorelline che come me vivono la passione del travestitismo. E’ stato bello scoprire che il mondo delle traveste è popolato da un numero incredibile di persone. Cosa spinga a frequentare, poi, queste splendide creature o a praticare in prima persona il travestitismo non saprei dirlo: magari c’è un tarlo nella testa di ognuna di noi che non fa funzionare bene le nostre rotelline… ahahah. O magari, molto più semplicemente, un bisogno di trasgressione latente che ci rende delle persone più complete rispetto a coloro che si definiscono “normali”… boh…

E qual’è l’idea che ti sei fatta tu? Pensi di avere un tarlo nella testa o ti reputi una persona “più completa”?
Un pizzico di pazzia penso di possederla, ma è una pazzia sana, genuina e soprattutto che non va a offendere le altre persone. Diciamo che è il mio modo di combattere quella maledetta timidezza che mi porto dentro da sempre. E poi questa mia doppia sensibilità; questa mia doppia personalità mi aiuta a guardare il mondo e le persone che mi circondano sotto prospettive diverse e non come egoisticamente fanno coloro che sono presi solamente dal proprio io.

Quindi, dopo tutto questo gran parlare, secondo te si è traveste indossando abiti femminili con trucco e parrucco o è necessario anche interpretare il ruolo di femmina a letto?
Ti rispondo che non c’è una regola da seguire. La travesta deve sentirsi libera di sperimentare ciò che più desidera. Si può essere crossdresser semplicemente indossando abiti femminili ma mantenendo le proprie peculiarità di maschio eterosessuale. Oppure ci si può immergere in questo meraviglioso mondo fino a sentire il bisogno di essere femmina anche nei rapporti interpersonali. A ognuna di noi la libertà di decidere…

Tu che genere di travestita sei?
Io mi definisco una trav-crisalide in procinto di raggiungere lo stadio di trav-farfalla.

Non mi hai ancora detto se ti travesti solo in privato?
Ecco, questo è qualcosa su cui devo sicuramente lavorare. Ho provato solamente una volta l’uscita con una sorellina mia amica, ma come prima uscita devo ammettere che non è stata molto soddisfacente. Dopo un primo incontro di formalità, per conoscerci rigorosamente “en homme”, ci siamo date un appuntamento in un luogo privato. Però, a causa della mia inadeguatezza e della mia scarsa femminilità, dovuta probabilmente all’emozione e alla mancanza di esperienza, l’incontro è terminato ancor prima di iniziare. Non faccio sicuramente il nome della cara amica ma sono certa che leggendo si riconoscerà. Ci tengo a sottolineare comunque che nonostante tutto siamo rimaste in ottimi rapporti e ancora oggi continuiamo a corteggiarci a vicenda. Chissà… Magari un giorno riuscirò a provare con lei “en femme” quegli stessi brividi provati da maschietto sulla spiaggetta qualche anno fa.

Passiamo a domande un po’ più pettegole ora. I primi indumenti femminili indossati appartenevano alle tue sorelle, oggi invece?
Oggi li acquisto nei centri commerciali con la scusa di dover fare un regalo alla mia fidanzata Mascia. Acquisto di tutto: collant, autoreggenti, slip, reggiseni. Tutto per la mia adorata Mascia.

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L’indumento femminile a cui non potresti rinunciare?
Ultimamente ho comprato un vestitino rosso con frange meraviglioso. Indossando quello mi sono sentita una figa pazzesca.

Stivali o décolleté?
Stivali. Ne ho avuti un paio elasticizzati con cui mi sentivo perfettamente a mio agio. Erano neri e a mezzo polpaccio con tacco 10. Semplicemente favolosi!

Autoreggenti o collant?
Preferisco le autoreggenti, nere o nude look non fa differenza. Ma anche i collant non mi dispiacciono : in inverno mantengono calde certe zone preziose.

Perizoma o culotte?
Assolutamente perizoma. Nel mio guardaroba non c’è nemmeno una culotte.

Reggiseno o babydoll?
Reggiseno! Ne ho qualcuno a fascia, rinforzato, qualcun’altro a balconcino e anche con imbottitura. Anche se in genere preferisco le imbottiture al silicone che fanno una misura seconda bellina e femminile.

Più soddisfacente una donna o concedersi a un maschietto?
La donna è sicuramente più prevedibile, quasi scontata direi. Un maschio invece lo trovo più elettrizzante anche perché io lascio che sia lui a condurre il gioco. E il fatto di non sapere dove vuole arrivare rende la situazione decisamente intrigante. Trovo che sapere di essere desiderata da un maschietto dia una scarica di piacere indescrivibile. La tua posizione preferita. Nei panni di Mascia ovviamente. Sdraiata sotto . Sentire il tuo maschio pulsare di desiderio alle tue spalle e non vederlo: quale miglior modo per sentire viva la propria femminilità!

Il posto più strano dove sei stata?
Tempo fa ho affittato per un certo periodo un piccolo monolocale, in un fabbricato a più piani. E sapere che, sia sopra che sotto di me, c’erano altre persone che in quel momento stavano facendo la medesima cosa accresceva il mio stato di eccitazione. Sentire gemiti e urla provenire da sopra e da sotto… Una sorta di gara a cui non mi sottraevo di certo, facendo sentire loro quanto il mio uomo fosse in grado di  soddisfarmi. Non credevo che sarei mai riuscita a far venire un uomo; sono bravissima.  Sono momenti interminabili: vedere il suo piacere crescere per il semplice fatto che le mie labbra sono lì vicino. E’ per me una situazione a dir poco appagante. Secondo me le donne che si rifiutano di farlo al proprio uomo non hanno idea di cosa si perdono. Trovo più soddisfacente riceverlo piuttosto che farlo. Considero il passivo la ciliegina sulla torta per una travesta e mi stupisco del fatto che molti denigrino questa pratica. Come diceva mia mamma: come puoi dire che non ti piace se prima non assaggi?

Sull’autoerotismo -vorrei aggiungere- nessuno conosce i propri bisogni  meglio di noi stessi. E poi quando assapori quel piacere, che ti sai dare, non puoi più farne a meno. La ritengo una pratica necessaria.
In merito ai rapporti di gruppo, ritengo che questa è una pratica per persone più esperte di me. Per quanto mi riguarda succede solo nei film.

C’è qualche persona a cui sei affezzionata particolarmente?
Siamo arrivate ai saluti. Vorrei menzionare tre amiche alle quali mi sento particolarmente legata: Marilena Marelù, Cristina Cadei e Laura Rossi. Non le conosco personalmente ma questo non mi impedisce di provare per loro un sentimento di profondo affetto.

Cosa le distingue dalle altre sorelline?
Marilena è la dolcezza fatta persona; adorabile. Cristina rappresenta invece la femminilità e l’eleganza: due metri di coscia tutti da ammirare. E infine, Laura è la mia personal trainer in fatto di dieta e ginnastica; anche se la sua è una battaglia persa: non diventerò mai attraente come lei.

Non ti senti forse soddisfatta di ciò che sei?
In fondo Mascia Travetti Cross è un bellissimo esemplare di travesta, credimi. Certo, ma ancora in stato di trav-crisalide. Quando sarò diventata una trav-farfalla allora ne riparleremo.

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