Una grandissima vittoria per l’intera comunità transessuale: Marvia Malik, 21 anni, giornalista e modella transgender, è stata scelta per condurre il telegiornale dell’emittente pakistana Kohenoor TV ed il 23 marzo ha tenuto la sua prima conduzione ufficiale. Nata nel 1997 in Lahore, una città del Pakistan situata sul fiume Ravi, affluente dell’Indo, è stata rifiutata dalla sua famiglia a causa della sua disforia di genere.

Ha lavorato come truccatrice prima d’intraprendere la carriera nei media televisivi e nel frattempo si è laureta alla Punjab University in giornalismo. Lunghi capelli mori, occhi intensi e professionalmente preparatissima, si è detta felice del traguardo raggiunto ed ha dichiarato: “Ho un passato difficile alle spalle. La mia famiglia mi ha abbandonata e ho dovuto lavorare sodo per pagarmi gli studi universitari e laurearmi” – ed ha proseguito – “Spero che la mia storia possa essere fonte d’ispirazione per tutti i giovani transgender di questo Paese“.
Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata da Marvia al giornale Express Tribune.

Puoi dirci qualcosa di più di te?
Sono nata e cresciuta a Lahore, dove ho completato gli studi fino al diploma con il supporto della mia famiglia. Dopo, ho lavorato a tempo pieno per garantirmi un futuro lavorativo: ho frequentato un corso da truccatrice, che mi ha aiutato a trovare il mio primo lavoro al salone di bellezza a Lahore. Come truccatrice, ho guadagnato abbastanza da poter proseguire gli studi all’Università, dove mi sono laureta in Comunicazione dei Mass Media.

Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo della moda?
Ho avuto un sacco di contatti con persone che lavoravano nell’industria della moda, stilisti e celebrità. I miei servizi più importanti come modella sono avvenuti grazie ad alcuni ambiziosi studenti della Lahore Grammar School che mi hanno chiamato a sfilare alla “settimana della moda” pakistana. Il mio debutto ha creato molto scalpore e a tutt’oggi ricevo molte richieste di lavoro come modella.

Come sei riuscita ad ottenere un colloquio di lavoro a Kohenoor notizie e come è andata?
Il giornalismo è sempre stato la mia passione. Quando ho sentito che Kohenoor Tv voleva rinnovarsi dopo 10 anni di attività e stava cercando nuovi conduttori, ho subito fatto richiesta per la posizione. Quando sono stata chiamata al colloquio ero piuttosto nervosa ed ansiosa. Comunque, ho fatto del mio meglio per impressionare positivamente i miei capi, Bilal Ashraf e Junaid Mehmood. Sono rimasti colpiti dalla mia sicurezza e dalla mia ambizione.

Come è stata la tua infanzia e come si è rapportata la tua famiglia riguardo al tuo essere transessuale?
I miei ricordi d’infanzia non sono così speciali. Ho subito molte discriminazioni ed ingiustizie dalla società: purtroppo, una storia comune per tutte le persone transgender che vivono in Pakistan. Per quanto riguarda la mia famiglia, non mi hanno accettato e non mi accetteranno neanche in futuro. Questo però non mi ha mai abbattuto: i miei amici mi hanno sempre supportata sul lavoro e in tutte le scelte fatte.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro e cosa vorresti dire alle persone che continuano a non considerare le persone trans come loro uguali?
Voglio combattere per i diritti della comunità trans: l’emancipazione della mia comunità è la “mia” emancipazione. Ora sono apprezzata in tutto il mondo per il lavoro che sto svolgendo in Pakistan, ma spero di poter fare ancora di più in futuro. Spero anche di vedere persone transgender lavorare in uffici pubblici e del Governo. Le persone trans non devono essere emarginate ma considerate cittadini come tutti gli altri, in Pakistan. Vorrei dire a tutti che nulla è impossibile ed attraverso il lavoro che sto facendo, desidero non solo evidenziare la situazione della mia comunità, ma anche cercare di creare lavori che porteranno un cambiamento positivo nella vita di tutti.

Quale è il tuo messaggio per il Pakistan e cosa credi debba essere fatto per rendere più forte la comunità trans?
Io sono una trans istruita, mi piacerebbe lavorare anche per il Governo ed ampliare ulteriormente la mia formazione. Inizialmente, mi era stato detto che tutto ciò sarebbe stato impossibile, che non avrei mai avuto successo nella vita, in quanto trans (…). Ma io non voglio combattere solo per me stessa ma per l’intera comunità ed è questo il messaggio che voglio che passi: una trans è capace di fare cose che nessun altro è in grado di fare, se ne ha l’opportunità di farlo e si cambia la mentalità chiusa della società pubblica. Io ho fatto la storia perchè ho creduto in me stessa e sono felice che il mio successo mandi un messaggio di positività e speranza all’intero mondo trans. Possiamo fare tutto, basta che ci vengano date le stesse opportunità di chiunque altro.

Complimenti a Marvia Malik e speriamo che sia la prima di una lunga serie di conquiste!

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