Martedì - La storia erotica de Il Piccole Magazine Storie erotiche

Martedì

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La mia bellissima storia d’amore con Alessio stava cominciando, da qualche mese a questa parte, ad appiattirsi. Se prima, sotto le lenzuola, non passava sera nella quale uno dei due non prendesse l’iniziativa, in quest’ultimo periodo sentivamo entrambi di aver bisogno di una scossa. L’apatia che ci aveva preso però non ci faceva prendere una decisione e le inevitabili tensioni che iniziavano a sorgere non facevano presagire nulla di buono.
Proprio quando meno me lo aspettavo, ci pensò la mia cara amica Martina a sbloccare la situazione. Mi consigliò un sexy shop online nel quale, durante un giorno specifico della settimana, il cosiddetto Martedì del Peccato, erano disponibili un’infinità di sex toys. Questi erano adatti ad ogni gusto, in grado, forse, di riaccendere il fuoco tra me e Alessio.
Martedì - La storia erotica de Il Piccole MagazineNon me lo feci ripetere due volte: cominciai a spulciare il sito con estrema curiosità, tanto che, il martedì dopo, mi ritrovai, assieme al mio compagno, a barcamenarmi tra pali sexy per pole dance, frustini e maschere BDSM.  Ero alla ricerca di qualche gadget che facesse per noi. Già il solo fatto di sceglierci qualcosa per il nostro esclusivo piacere rendeva il tutto estremamente eccitante e gratificante, come potevo constatare dallo suo sguardo, a metà tra l’imbarazzato e il compiaciuto.

Una volta completato l’acquisto, contai i giorni che mi separavano alla consegna, fino al tardo pomeriggio in cui, finalmente, il corriere bussò alla mia porta. Essendo sola a casa e mancando poco al rientro di Alessio, decisi di fargli una sorpresa, indossando un perizoma di pizzo e iniziando a divertirmi da sola senza di lui.
Distesami sul divano, presi a toccarmi con delicatezza, pregustandomi l’arrivo della mia dolce metà. Immaginai la sua reazione compiaciuta e il tocco delle sue mani su di me, al punto che ci presi gusto. Afferrai un vibratore XXL e, dopo aver cosparso generosamente del lubrificante sulla punta e lungo l’asta dell’arnese, me lo spinsi dentro.
Iniziai a giocare lentamente e, dopo tanto tempo, provai del puro piacere. Libera da incomprensioni e stupidi litigi, ero talmente presa dalla situazione che non mi accorsi dell’arrivo di Alessio. Era fermo sulla soglia, e si stava gustando lo spettacolo. Dopo un istante nel quale mi irrigidii alla vista del mio compagno, decisi di continuare a divertirmi. Lo invitai, con uno sguardo e un mezzo sorriso malizioso, a contemplare la sua ragazza intenta a divertirsi da sola…

Il mio compagno pian piano si avvicinò finché, non potendo più resistermi, mi si avventò contro. Si tolse precipitosamente i vestiti e li lanciò sul pavimento. In un attimo mi fu sopra, pronto a prendersi con forza ciò che per molte settimane a stento notava: ma non aveva ancora capito che ero io che volevo condurre i giochi!
Riuscii a sfuggire alla sua morsa di passione e colsi l’occasione per afferrare un paio di manette, appena acquistate, e, con sua estrema sorpresa, gliele infilai ai polsi, mettendomi sopra di lui.
Martedì - La storia erotica de Il Piccole MagazineLentamente, iniziai a cavalcare il mio uomo, in mio completo possesso, assaporando ogni centimetro di quella carne, già estremamente turgida. Da quella posizione potevo avere il totale controllo e più volte, quando Alessio stava per venire, mi ritirai, lasciandolo sospeso in un delizioso limbo di piacere. Avevamo davanti tutta la serata e non avevo nessuna intenzione di fare le cose di fretta.
Come piccolo regalino per premiare la sua pazienza, decisi di gustarmi un poco la sua pelle. Così, dopo avergli sparso sul torace e l’addome un po’ di olio per massaggi e averlo rilassato per bene, cominciai ad esplorare con la lingua ogni parte del suo corpo.Arrivai alla sua verga, che non aspettava altro che un paio di calde labbra curiose.

Lo lavorai come non mi capitava da tempo, mettendoci tutta la passione e l’impegno di cui ero capace e inumidendo come meglio non avrei saputo fare il suo membro. Alessio, la testa inclinata all’indietro dal piacere, non si accorse nemmeno quando, di soppiatto, mi infilai delicatamente un piccolo plug anale dentro. Avevo deciso di donarmi completamente a lui, ma secondo le mie regole e i miei tempi.

Lo feci alzare e lo condussi, tenendolo per le manette, verso la camera da letto; lo feci stendere sul materasso, lo legai alla testata e andai in bagno, dove indossai un babydoll che gli accese lo sguardo come non gli capitava da parecchio. Messami cavalcioni su di lui, lo guardai fisso negli occhi mentre, lentamente, mi sfilai il plug e glielo mostrai: quello che aveva sempre chiesto ma che mai aveva ottenuto, finalmente, stava diventando realtà.
Afferrai la verga di Alessio e me la spinsi, con precauzione, là dove mai avevamo provato; dopo un piccolo momento in cui mi sentii rigida, un mix di sensazioni mi invase, come un’ondata di caldo piacere, portandomi ad aumentare il ritmo con cui cavalcavo la mia dolce metà.

Se penso a quante volte mi sia negata questo intrigante gioco mi viene da ridere, soprattutto vedendo quanta complicità è in grado di regalare; come premio per essere stato così ubbidiente, finalmente liberai il mio compagno dalle manette. Una volta liberato, non perse un attimo e mi prese in braccio, tenendomi sollevata e continuando a penetrarmi da in piedi. Sorpresa da tanto ardore e tanta forza, con l’intero mio corpo che si alzava e si abbassava secondo il volere di Alessio e le sue spinte, lasciai docilmente che fosse lui, ora, a condurre le danze, abbandonandomi al piacere, senza più pensare a nulla…
D’un tratto fui buttata nel letto e, prima ancora di capire cosa stesse succedendo, fui presa saldamente per le caviglie e ritornai nuovamente in balia del mio ragazzo, che continuava a prendesi ciò che per molto tempo gli avevo negato.
Tirai fuori da sotto il cuscino un piccolo stimolatore per clitoride e cominciai a passarmelo con voluttà, mentre Alessio aumentò sempre di più i suoi colpi; eravamo entrambi molto vicini al culmine, al punto che non passarono più di cinque minuti che il mio compagno, riversò tutto il suo caldo succo sui miei seni.

Rimanemmo qualche istante a riprendere fiato, tutti e due sfiniti da quella passione così travolgente ma estremamente soddisfatti; ero convinta che ci sarebbe stato qualche momento di imbarazzo subito dopo tutta quella trasgressione, specialmente da parte mia, invece fummo entrambi presi dalla tenerezza e dalla voglia di stare l’uno accanto all’altra, senza bisogno di altro.
Da quel giorno, quando abbiamo voglia di sperimentare qualcosa di diverso, non ci facciamo certo prendere dalla vergogna e corriamo al pc, specialmente se è il martedì: un pizzico di pepe nella coppia non può che far bene, io lo so molto bene…

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