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Marina Rinaldi, la prima allenatrice transessuale di calcio

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Marina Rinaldi, la prima allenatrice transessuale di calcio torna in panchina: “Sono donna ma mi faccio chiamare mister. In vent’anni sui campi mai discriminazioni”

Allena ora il Baronissi in Terza Categoria ed è la prima allenatrice transessuale di calcio in Italia e nel mondo.

“Mi faccio chiamare mister nonostante sia diventata donna a tutti gli effetti undici anni fa. In 20 anni sui campi non ho mai subito discriminazioni. Mi ispiro a Davide Nicola per temperamento ma vorrei conoscere Claudio Ranieri: un signore in campo”

Marina Rinaldi, una storia che alcuni anni fa destò stupore, prima di allenare e di intraprendere il suo percorso di transizione e le cure ormonali, faceva il portiere, poi è diventata il primo allenatore transgender della storia del calcio. In panchina con la squadra femminile della Salernitana femminile: “Arrivai ad avere i giornalisti sotto casa, cosa che non mi piacque per nulla: non sono tagliata per stare al centro dell’attenzione mediatica. Io ormai sono una donna come le altre. E di me vorrei che se ne parlasse come di una persona normale”.

Come dicevamo, non ha mai subito discriminazioni nel mondo del calcio, nessun problema né in campo né fuori. Il calcio è la sua oasi di felicità, così come la religione. Sì, perché Marina è molto credente e praticante e va in Chiesa ogni settimana, specialmente prima delle partite. Per lei un allenatore non deve insegnare solo moduli e tattiche, ma pure l’importanza di essere gli uni per gli altri, la lealtà e il rispetto degli avversari: “Porto nel calcio la filosofia di Cristo” ha dichiarato. E a don Michele Alfano e don Giuseppe Greco, i parroci di Rufoli e Ogliara, rioni di Salerno deve il suo debutto come allenatore. I due preti le assegnarono la squadra del San Michele in terza categoria. Coniuga la devozione religiosa con le battaglie per i diritti Lgbt evitando l’errore di auto-ghettizzarsi: “Molto spesso siamo noi a porci dei limiti e ad agire in maniera contraria alla nostra essenza, solo per paura di essere giudicati o per tabù che ci imponiamo”

Marina dichiara: “Posso allenare fino alla serie D. Ma presto mi metterò a studiare anche per quello Uefa A. Anche se al mondo professionistico preferirò sempre quello dei dilettanti”.

La parola trans a Marina sta decisamente stretta: “Sono diventata donna a tutti gli effetti, raggiungendo finalmente un equilibro tra anima e corpo” dice “l’11 luglio del 2013. Per me quella data è come un secondo compleanno, ma la mia moralità e il mio comportamento sono sempre stati quelli di una donna”.

Torna in campo col Baronissi del presidente Tony Siniscalco in Terza Categoria e festeggia i vent’anni nel mondo del calcio. La chiamano Nicolina per omaggiarla e accostarla a Davide Nicola, tecnico dell’Empoli al quale si è sempre ispirata e come lui porta ai giocatori la stessa grinta e volontà.

E a tutte le persone che stanno affrontando un percorso come il suo augura di volersi bene e andare fino in fondo con orgoglio. Una figura che dovrebbe essere presa a modello, è una vera ispiratrice nella vita e sul campo di calcio.

FONTE IMMAGINE: https://www.barinedita.it/storie-e-interviste/n1853-la-storia-di-marina-prima-allenatrice-transessuale-d-italia

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