Vi ricordate drag Maraya Queen, intervistata da noi qualche mese fa? L’abbiamo ricontattata per chiederle come va con le presentazioni del suo libro “Io Maraya Queen sarò” e per parlare del Pride che si svolgerà per la prima volta ad Alessandria, il 1 giugno.

Maraya Queen, un anno di successi!Ciao Maraya, è un piacere risentirti, come stai?
Ciao a tutti voi. Sto bene, continuo ad andare in giro a pubblicizzare il mio libro uscito nel 2018 e non ho smesso con le serate. Sono felice che sia stato accolto positivamente dal pubblico perché credo che sia veramente un bel libro, fa pensare. Anche nei Gay Pride continuo a difendere il mio essere Mario e il mio essere Drag Queen. Secondo me la gente mi deve conoscere entrambi i miei lati: sono la mia vita del resto.

Hai altro in programma attualmente?
Sto preparando una sorpresa: un cd con tutte le canzoni che ho modificato ed adattato ai miei stati d’animo. A Giugno lo registrerò per tutto il pubblico che, come per il libro, vorrà comprarlo e farsi un’idea più chiara di me, entrando nel mio mondo.

Sappiamo che il 1 Giugno si terrà, per la prima ad Alessandria, il Pride, tu parteciperai? Ce ne vuoi parlare?
Vivo un momento sociale intenso! Il 18 maggio sono stata a Piacenza accanto alla mia figlia artistica Madame Pride. Ci sono in ballo diversi progetti con Arcigay. A settembre poi spero di presentare anche lì il mio libro e il mio cd.
Tornando al Pride, il 1 Giugno sarò accanto alla sua regina, Vera Aloe, con cui da tempo stringo un’amicizia sincera.

Niente rivalità, dunque?
No, con lei condivido il mio lavoro di Drag Queen ed è stato splendido attraversare accanto a lei la città di Alessandria.  Abbiamo dimostrato alle persone che non bisogna aver paura ad essere se stessi. Se siamo forti faremo capire che le diversità, se si conoscono bene, non fanno paura a nessuno!

Cosa si può fare al giorno d’oggi per sensibilizzare le persone su un tema difficile come la omo-transfobia? Perché la gente continua ad avere paura del “diverso”?
Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce, non dobbiamo farla morire. Con i Pride infatti possiamo dare voce ai diritti della nostra esistenza e alla voglia di essere uniti.

Maraya Queen, un anno di successi!Fare i Gay Pride secondo te ha ancora un senso? Aiutano a dar voce?
Si, certamente: non si scende in piazza solo per noi stessi. In tanti Paesi del mondo le persone LGBT subiscono ogni giorno terribili discriminazioni e violenze.

In Italia per fortuna i Pride sono ancora occasioni gioiose e divertenti, ma come dici tu, in altri parti del mondo hanno ben poco da festeggiare. I Pride diventano manifestazioni militanti perché chi sfila lo fa rivendicando la sopravvivenza e la propria incolumità.
Sai, in Italia stiamo facendo passi avanti, ma ancora non basta: le persone LGBTQIA non possono adottare e non è ancora stata approvata una legge contro l’omofobia.

Maraya Queen, che progetti hai per il futuro? Dove ti vedremo prossimamente oltre al Pride?
Sarò a un concorso dove mi sono classificata al primo posto e sfilerò a Cervia per la finale. Pochi giorni fa sono stata ospite a Miss Drag Queen Liguria, dove ho riabbracciato la mia amica Milonga. Poi, continuerò i miei spettacoli in giro tra Piemonte e Lombardia accanto alla mia amica drag Vera Aloe.

Nel 2020, sarò in pensione dal mondo del lavoro di Mario e mi dedicherò con orgoglio a fare a tempo pieno la Drag Queen.
Infine, ad agosto, consegnerò a Miss Drag Queen Italia il secondo posto con il premio Maraya Queen in collaborazione con uno stilista che adoro, Jorge De Glamour Santos: il premio è un suo gioiello!

Grazie Maraya Queen per questa bella intervista, appuntamento a tutti il 1 giugno al Pride di Alessandria!